BLOG DEI LUCANI EMIGRATI
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sabato 25 agosto 2018

ROTONDELLA. FESTA DI COMPLEANNO PER I 500 ANNI DELL'ANTICA ROTUNDA MARIS. PRESENTAZIONE DEL LIBRO “IO CHE A ROTONDELLA...” . OSPITE IL PIANISTA ROTONDELLESE ENZO DEFILPO

ROTONDELLA - Tutti i rotondellesi vicini e lontani, ed i loro amici e conoscenti, sono invitati alla grande festa per i primi 500 anni di Rotondella. Lo specialissimo compleanno sarà festeggiato stasera, nella scalinata di piazza Risorgimento, dalle 21, con due iniziative: la presentazione del libro collettivo “Io che a Rotondella...”, edito da Edigrafema, ed il concerto del pianista rotondellese Enzo Defilpo. “Si tratterà – ha fatto sapere il Comune, organizzatore della manifestazione - di una serata all’insegna della semplicità e delle emozioni al fine di aprire il calendario dei 500 anni. Secondo una fonte attendibile Rotondella avrebbe preso vita nel 1518”. E l’amministrazione ha fatto realizzare un logo celebrativo ed un sito internet (www.rotondella5000.it) mentre nel corso dell’anno proporrà una serie di iniziative di recupero e valorizzazione della storia e delle tradizioni, nonché momenti di studio e approfondimento culturale. Si inizierà proprio con la festa di stasera. Si va dalla musica classica a quella popolare, passando per momenti di racconto e poesia. Il tutto con un filo rosso: la riscoperta degli elementi di valore del paese. Nel corso della manifestazione, pertanto, sarà presentato “Io che a Rotondella…”, stampato sempre per conto dell’amministrazione comunale nell’ambito di un piano di promozione del territorio. Si tratta di un volume collettivo che raccoglie i ricordi, le emozioni e le avventure suscitate dal borgo jonico nei cittadini nativi ma anche in chi è passato da Rotondella e ne è rimasto affascinato. Poi, la grande musica. “Non poteva esserci figura più adatta di Defilpo – hanno spiegato gli organizzatori - per celebrare con classe il nostro compleanno. Il pianista è figlio di quella Rotondella dalla quale ha preso il volo per imporsi in una dimensione internazionale. Numerose le sue collaborazioni con associazioni musicali di tutto il mondo, tra cui Los Angeles, New York, San Francisco, Budapest, Zurigo, San Paolo – Rio De Janeiro, Repubblica di Malta, Madrid, Parigi, Istanbul. Il suo nome, peraltro, è presente nel Dizionario Enciclopedico Concertisti Italiani (D.E.C.I.), sull’Annuario C.I.D.I.M. e nel Dizionario IBC (International Biographical Centre) Cambridge, England. Il grande compositore Raffaele Gervasio ha scritto di lui: “Non c’è niente da dire. Quando la musicalità dell’interprete è autentica la si riconosce in ogni nota, in ogni respiro, in ogni colpo di pedale. Tu sei un autentico musicista che trova oltretutto nel suo piano uno strumento perfetto”. L’iniziativa sarà trasmessa in diretta Facebook sul canale “Comune di Rotondella”. “E’ una diretta importante – hanno spiegato al Comune – perché desideriamo che tutti possano seguire l’evento, dall’Argentina, dalla Germania e dalla Francia, dove ci sono molti rotondellesi”.
IL PIANISTA ENZO DEFILPO

lunedì 6 agosto 2018

Matera 2019. Cava del Sole, Adduce: Tar conferma correttezza procedure della Fondazione

“Il Tar di Basilicata ha respinto la domanda di sospensiva degli atti della gara di Cava del Sole formulata dal Raggruppamento capeggiato da Fiera di Roma all’interno del quale vi è anche la società Palazzo Gattini di Matera”.
A renderlo noto è il presidente della Fondazione 2019, Salvatore Adduce il quale specifica che “con Decreto del 6.8.2018, infatti, il Presidente del Tribunale Amministrativo Regionale per la Basilicata di Potenza, accogliendo le argomentazioni della Fondazione Matera-Basilicata 2019, difesa dall’Avv. Vito Agresti, ha rigettato la richiesta di bloccare l’affidamento della gara per la concessione della gestione della Cava del Sole, dando così il via libera all’inizio dell’allestimento degli spazi”.
“Il Tar” commenta Adduce “ha puntualmente argomentato in ordine alle ragioni di infondatezza del ricorso di Fiera di Roma, apparso sfornito di fumus boni iuris, dato che la Fondazione, contrariamente a quanto sostenuto con troppa disinvoltura dai ricorrenti, ha correttamente individuato i requisiti necessari per la partecipazione e per l’aggiudicazione della gara”.
“Il presidente del TAR” prosegue il comunicato del presidente della Fondazione Matera-Basilicata 2019 “ha, infine, ritenuto prevalente l’interesse pubblico al tempestivo allestimento della Cava del Sole per lo svolgimento delle manifestazioni di Matera 2019. In attesa della Camera di Consiglio fissata per il prossimo 12 settembre” conclude Adduce “la Fondazione, con tutti i soggetti che con essa stanno cooperando per il raggiungimento degli obiettivi di Matera Capitale Europea della Cultura per il 2019, continuerà a profondere il massimo degli sforzi nel rispetto della legalità e dei principi comunitari di trasparenza e par condicio tra i concorrenti.

venerdì 27 luglio 2018

Maratea, Paolo Genovese scopre la Basilicata ed immagina un film

Il regista di successi come “Perfetti sconosciuti” e “The Place” protagonista delle Giornate del Cinema Lucano. Genovese non si è sottratto alle curiosità dei giovani lucani
Paolo Genovese scopre la Basilicata e non esclude di girare un film tra Matera e Maratea. Il regista di “Perfetti sconosciuti” e “The Place”, Paolo Genovese, sarà tra i componenti della Giuria internazionale del Concorso della 75ma Mostra del cinema di Venezia .ovani creativi lucani per svelare “i trucchi del mestiere” e raccontare il futuro dell’audiovisivo dopo la rivoluzione del digitale e dei nuovi mezzi di diffusione.
In questo lavoro dipendiamo dal gusto degli altri – ha detto – ci vuole coraggio


lunedì 22 agosto 2016

mercoledì 30 marzo 2016

I cretini al potere





L’idea del denaro dall’elicottero, ovvero distribuire denaro gratuito è micidiale: invece di porre fine alla crisi profonda la peggiorerà.


Nel racconto Bureaucratie Honoré de Balzac (1799-1850) ad un certo punto solleva un quesito: i burocrati fanno questo mestiere perché sono cretini o diventano cretini perché fanno questo mestiere? Il quesito non è da poco e come vedremo, di grande attualità. Al tempo del grande narratore e analista sociale, il mestiere di burocrate, nell’epoca postnapoleonica, era diventato l’ambizione delle classi subalterne e la lotta per il potere si trasferì dai salotti all’amministrazione pubblica dove si concentrò il nucleo di tutte le mediocrità della società politica. Quando, alla lunga, tutto diventa mediocrità le nazioni periscono, scrive Balzac. Il fenomeno burocratico ha avuto dappertutto la stessa evoluzione degenerando in un sistema di parassitismo, clientelismo politico e corruzione. Poiché i burocrati si riparano dietro regole impersonali e astratte, non si sentono mai personalmente responsabili dei loro atti e pertanto continuano a fare le stesse cose anche se non funzionano. Quindi se non sono proprio nati cretini, finiscono per diventarlo.
La specie burocratica si è evoluta, raffinata, estetizzata, globalizzata e sua ascesa sociale e politica è stata inarrestabile. Mezze maniche, funzionari portaborse si sono trasformati in «regolatori» ambiziosi, diventati poi ministri, banchieri, economisti, presidenti di commissioni e di consigli. Insomma l’antica nomenclatura amministrativa balzachiana è l’attuale tecnocrazia superstipendiata e la sua ascesa ha segnato l’avanzata del governo arbitrario nelle democrazie. Non c’è più il mondo politico, c’è il mondo della burocrazia. E’ per questo che, oggi, tutti avvertono un vuoto politico. Poiché il potere burocratico, privo di responsabilità, aumenta sempre più, si vive nell’inefficienza economica permanente. La ragione per cui produce sempre danni è semplice: non rischia mai il proprio denaro. Pertanto può permettersi di fare tutti gli esperimenti sociali possibili, l’elettorato facendo da cavia.

Tutto questo ci è venuto in mente a proposito dell’ultima panacea che i cretini al potere si apprestano a “vendere”: il denaro dall’elicottero per stimolare l’economia. Chi l’avrebbe detto che questa idea da fumetti poteva diventare realtà? Ovviamente è un modo di dire perché i governi non userebbero l’elicottero ma distribuirebbero assegni a pioggia per erogare il cosiddetto reddito di base o reddito minimo universale, incondizionato, oltre all’attuale welfare. Non ci sarebbe bisogno di lavorare e neppure manifestare la minima intenzione a cercare un lavoro. Si può star seduti tutti il giorno a guardare la tv e ricevere l’assegno a fine mese.

Dio disse a Adamo: Ti procurerai da vivere con il sudore della fronte. Che l’Eterno si fosse sbagliato? Che non avesse previsto che bastava la distribuzione di buoni di acquisto per sfuggire alla condanna originale? Perché non averci pensato prima? A che serve lavorare, produrre, risparmiare, capitalizzare, investire, preoccuparsi per la pensione quando c’è l’annaffiatoio dei buoni d’acquisto? Funzionerà, non funzionerà? I cretini al potere non lo sanno in anticipo, la loro funzione non è prevedere ma, sempre, sperimentare.

Perché quest’idea è già allo studio dappertutto? Perché gli esperimenti finora fatti dai cretini non hanno funzionato e ora si apprestano a improvvisare l’ultimo e forse il più micidiale, se finalizzato a risollevare le sorti dei paesi che hanno ridotto in bancarotta.

Proviamo a concepire l’economia come un grande magazzino dove la gente va a depositare i beni che produce per avere il diritto di prelevare, in cambio, i beni da consumare. Questa, in fondo è la realtà dello scambio economico: il mezzo di pagamento reale è ciò che ciascuno produce. Pensiamo, poi, al denaro come a un buono/tagliando per prelevare i prodotti dal grande magazzino dell’economia. Chi non produce, e quindi non ha nulla da scambiare, non ha diritto ai tagliandi per prelevare i beni prodotti da altri. Ipotizziamo, ora, che alla metà della popolazione vengano distribuiti tagliandi dalla banca emittente. La convinzione è che tale distribuzione abbia il potere di stimolare l’economia tutta, il che dovrebbe verificarsi in virtù del fatto che la metà della popolazione che produce, aumenta la produzione complessiva in quanto l’altra metà che non produce spende i tagliandi per consumare. Ma poiché la metà che non produce si precipita a ritirare dal magazzino dell’economia ciò che l’altra metà produce, i beni che entrano nel magazzino non aumentano ma diminuiscono perché il ritmo dei prelievi da parte di chi acquista senza produrre è più veloce di quello di chi produce e deposita nel magazzino. Per frenare l’assalto ai beni, chi produce non avrebbe altra scelta che alzare i prezzi svalutando i tagliandi cioè i diritti ai prelievi.
Le banche emettenti raggiungerebbero finalmente l’agognato obiettivo: l’inflazione. Ma resterebbero subito deluse perché scoprirebbero che con l’inflazione, la ricchezza prodotta per il magazzino e destinata allo scambio, invece di aumentare, diminuisce. Infatti l’inflazione si verifica proprio quando la produzione cresce meno velocemente dei tagliandi in circolazione che servono ad acquistarla. E’ per questo motivo che l’inflazione non produce mai crescita reale. Quindi, l’esperimento del denaro a pioggia provocherebbe inflazione più stagnazione, ossia stagflazione e la gente si troverebbe più miserabile di prima.
Purtroppo non finirebbe qui. Ben presto l’inflazione diventerebbe incontrollabile. Che incentivo infatti avrebbero i produttori a produrre a favore di chi, per consumare, offre in cambio, non produzione, ma buoni d’acquisto di valore sempre decrescente? Ben presto i prezzi tenderebbero all’infinito e il valore dei buoni allo zero. La stagflazione si trasformerebbe in iperinflazione e l’esperimento del danaro dell’elicottero finirebbe in tragedia. La gravità del fenomeno dipende, ovviamente dall’intensità dell’alluvione dei buoni d’acquisto.
L’idea più semplice e efficiente per far progredire l’economia, l’eliminazione di una tassazione da confisca, non sfiora nemmeno la mente dei regolatori in quanto minerebbe la base del loro potere: è attraverso la confisca fiscale che erogano sussidi ai clienti elettori, ne rafforzano il grado di dipendenza, ne distruggono l’etica del lavoro e li riducono in servitù.
Se l’Europa pensa, oggi, di avere un problema migratorio è ottimista. Aspetti a vedere cosa accadrebbe con questo esperimento. Milioni di africani la assedierebbero. Una volta adottata la misura, sarebbe impossibile fare marcia indietro prima del collasso. Chi, infatti, voterebbe per un regolatore pentito che volesse revocarla? Riflettano bene i cretini al potere: il denaro dall’elicottero è l’ultimo esperimento, ovvero danno, che si possono permettere. Quando denaro, crediti, debiti saranno polverizzati e ci sarà il flagello di nuovi migranti e la povertà diffusa, «il gigantesco potere mosso da nani», come Balzac definì la burocrazia, questa volta dovrà fare i conti con una rivoluzione.


FONTE PENSALIBERO

domenica 21 febbraio 2016

Rapporto SVIMEZ 2013 - Situazione in Basilicata

Non c’era di certo bisogno del rapporto SVIMEZ 2013 per capire quanto fosse critica la situazione in Basilicata. Tanto per capire chi è che diffonde questi dati bisogna specificare che lo SVIMEZ (Associazione per lo sviluppo dell'industria nel Mezzogiorno) è un ente privato senza fini di lucro istituito il 2 dicembre del 1946 che come obbiettivo si pone lo studio dell’economia del Mezzogiorno. Fra le varie attività di questa Associazione c’è la redazione di un rapporto annuale sullo stato di salute del mezzogiorno d’Italia, i rapporti degli ultimi anni sono stati dei bollettini di guerra, quello del 2013 è ancora più drammatico. La fotografia fatta dallo SVIMEZ mette in evidenza in maniera tragica la distanza siderale del Sud dar resto d’Italia. Mi sono preso la briga di sintetizzare in una tabella alcuni parametri pubblicati nel Rapporto 2013.
Prima di commentare i dati è bene riavvolgere il nastro e specificare che la crisi che investe gran parte del pianeta è il frutto amaro dell’albero della globalizzazione. Ci sono fenomeni non più controllabili che sono esplosi dopo la caduta del muro di Berlino i cosiddetti paesi dell’est hanno sconvolto l’economia mondiale, la Russia ha sposato il capitalismo e forte delle ingenti risorse energetiche comincia distribuire ai propri abitanti un benessere diffuso, la Cina, formalmente ancora un paese a regime comunista, sta crescendo, economicamente, in maniera turbolenta e le loro esportazioni stanno mettendo in ginocchio le economie dei paesi occidentali per i prezzi molto concorrenziali. Altre nazioni che fino a qualche tempo fa puzzavano la fame stanno avendo una tumultuosa crescita.
L’Italia da una decina d’anni sta subendo gli effetti più nefasti della globalizzazione, un paese che non ha saputo rinnovarsi e che non ha mai sfornato riforme è stato soffocato dalla burocrazia, dalla corruzione e da una tassazione insopportabile per le imprese (oltre che per i cittadini) che hanno cominciato a delocalizzare le loro produzioni. Si è sfaldato il sistema produttivo del nord est, hanno chiuso moltissime fabbriche del ricco e produttivo nord.
Ma i danni più rilevanti li ha subiti il Mezzogiorno d’Italia, cessati i finanziamenti a pioggia l’economia delle regioni del Sud Italia è andata a rotoli.
La Basilicata non poteva fare eccezione anche perché l’isolamento fisico della nostra regione è aumentato in quanto le poche infrastrutture di cui è dotata hanno cominciato a sentire il peso degli anni e senza infrastrutture che accorcino le distanze verso i grandi mercati non si va da nessuna parte.
La lettura dei dati pubblicati da SVIMEZ, confrontandoli con quelli delle altre regioni meridionali, sono da allarme rosso, ma lo erano già da almeno quattro - cinque anni, la tendenza era già ben chiara nei rapporti SVIMEZ dai primi anni del nuovo secolo. Oggi i dati si consolidano e peggiorano sempre di più.
Tutti gli indici considerati da SVIMEZ ci vedono ai primi posti negativi della graduatoria e ci disegnano una prospettiva in tempi medio brevi tragica.
Un PIL da paesi del terzo mondo, un tasso di emigrazione in continuo aumento, natalità giù in picchiata, mortalità elevata con conseguente crescita dell’età media, reddito delle famiglie bassissimo. Con questi numeri la nostra regione non ha un futuro.
Ho voluto inserire nella tabella i dati relativi allo sviluppo delle risorse energetiche alternative, anche questi dati ci danno una lettura inquietante per quanto riguarda un problema che è importante ma che ci dice che c’è una vergognosa speculazione a danno del Mezzogiorno, non è possibile che il vento soffi solo a sud di Roma ma è evidente che le lobbies dell’eolico sono venute nel meridione a fare gli affari, anche in combutta con la malavita. Anche questo fenomeno è un sintomo del degrado della politica in Italia che consente questi scempi.
Il periodo del declino socio economico della Basilicata è però coinciso con quello in cui la nostra regione ha beneficiato, al contrario delle altre regioni del SUD, di consistenti finanziamenti europei e di non trascurabili entrate rivenienti dalle royalties petrolifere, non è quindi giustificabile il disastro socio-economico in Basilicata dove la classifica dello SVIMEZ doveva essere rovesciata! Più risorse, rispetto alle altre regioni, dovevano portare più benessere per i lucani. Così non è stato per cui le responsabilità vanno individuate fra coloro che hanno detenuto le leve del comando.
Il rapporto SVIMEZ 2013 arriva alla vigilia delle elezioni che rinnoveranno il Consiglio Regionale della Basilicata, la parola “cambiamento” sembra essere il tag più utilizzato, ma sarà veramente così? Quali cifre leggeremo nel rapporto SVIMEZ 2014?.



domenica 31 gennaio 2016

Lucani altrove: l’emigrazione senza retorica e il “sogno americano”

Venerdì 29 GENNAIO, ore 19:00 – Via Nizza 56, Roma 
Renato CantoreLo scrittore potentino e giornalista Renato Cantore, vice Direttore dei TGR della RAI, è uno studioso della emigrazione che ha descritto in tre interessantissimi libri le storie di persone che hanno assunto ruoli di grande rilevanza nelle realtà in cui hanno lavorato: Lucani Altrove, Il Castello sull’Hudson e La Tigre e la Luna.
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Le ricerche di Cantore continuano, fornendo nuove sorprese ma anche la conferma che esse sono utili per “capire l’emigrazione lucana del secolo scorso ma anche la Basilicata di oggi”.
Per entrare nel tema della serata, si è iniziato in modo intenzionalmente contrastante col titolo dell’incontro: “L’emigrazione senza retorica…” con le note di una celeberrima canzone eseguita da “don Pablo” (Paolo Continanza), evocativa dei sentimenti ed emozioni legati al dolore delle separazioni ed alla perenne nostalgia di luoghi e persone da cui ci si è separati.
Nella stessa logica si colloca anche la struggente poesia di Giuseppe Maria Lotano, “La valigia”, che lega emigrazione di ieri e di oggi.
L’emigrazione, è stata ed è sicuramente dolorosa come narrata nelle canzoni ma, rompendo l’isolamento, ha liberato anche le energie di persone che si sono dovute mettere in discussione nei luoghi di approdo, sfidati da lingue diverse, pregiudizi, interessi costituiti, ed altre difficoltà con le quali alcuni si sono confrontati meglio di altri, in virtù di circostanze ma anche di capacità ed atteggiamenti personali.
Ne sono usciti meglio quelli che Cantore, con una felice espressione, chiama il “popolo di prua”.
Nelle lunghe e disagevoli traversate, mentre i passeggeri ricchi e benestanti pranzavano, ai migranti di terza classe veniva concesso di salire sui ponti superiori del “bastimento”. Solitamente la maggior parte andava nella zona di poppa della nave, quella da cui partendo avevano visto le ultime immagini del suolo patrio, mentre un numero minore si dirigeva a prua, ansiosi di veder apparire il luogo d’arrivo.
Sicuramente collocabili nel popolo di prua, sono le personalità cui sono rivolte le ricerche di Cantore. Personaggi che hanno partecipato talvolta in modo determinante alla realizzazione del “sogno americano”. Tra essi, il padre muratore e soprattutto Charles Paterno (Paternò in origine), medico che si vide moralmente “costretto” a rilevare l’azienda paterna di costruzioni trasformandola in una delle più innovative realtà edilizie di New York.
Oltre a varie costruzioni di grandi dimensioni, Paterno edificò un insieme di 5 grandi palazzi in una delle zone verdi e più belle di Manhattan destinata alla emergente classe media, dotata della più moderna tecnologia domotica dell’epoca e con vista sul fiume Hudson, da ogni appartamento. Cosa che rende Castle Village tuttora uno dei più ambiti centri residenziali della città.
Tra i tanti suoi meriti: la Paterno Library nella Columbia University.
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Rocco Petrone ( a sinistra) durante una riunione alla Nasa
Rocco Petrone e Von Braun
Rocco Petrone e Von Braun
Altra grandissima personalità di cui Renato Cantore ha proposto storie ed immagini, è quella di Rocco Petrone, figlio di emigranti di Sasso di Castalda (Pz), ingegnere coordinatore del Progetto Apollo che ha portato l’uomo sulla Luna. Malgrado il suo aspetto di uomo semplice e tranquillo, Rocco Petrone era soprannominato la “tigre”, per la determinazione sul lavoro, apprezzato al punto da diventare poi Direttore del Marshall Space Flight Center della Nasa. La terza persona a ricoprire la carica, la prima di origini non tedesche!
Money - Ed McBainA questi nomi di grande successo e simboli di innovazione si possono aggiungere quelli di Ed McBain, nome d’arte Evan Hunter, nato a Muro Lucano come Salvatore Lombino, soggettista cinematografico (tra i film Uccelli di Hitchcock) e scrittore, forse il maggiore “giallista” americano. Di cui, a sorpresa, l’ing Grippo, uno degli associati, ha portato in regalo uno sei suoi libri.
E, poi, ancora, Joseph Stella, tra i grandi pittori del Novecento, di cui si è parlato nel precedente evento della nostra associazione al MACRO.
In aggiunta e per conferma di quanto ricco sia il campo d’indagine della emigrazione di successo, Cantore ha anticipato qualcosa sulle personalità attualmente oggetto delle sue indagini e che, conclusi gli scrupolosi approfondimenti potrebbero approdare in altre storie narrate e pubblicate:
  • Leonard Coviello (Avigliano 1887 – Messina 1982), pedagogista ed accademico italiano naturalizzato statunitense, che si è battuto per l’integrazione nella scuola americana dei figli degli emigranti italiani e non solo. Quasi sconosciuto in Italia, resta un’autorità scientifica e morale negli USA;
  • Vito Marcantonio (1902-1954 New York), politico e avvocato italo americano, il primo studente di origine italiana a vincere una borsa di studio in una delle migliori High School, fu scelto dal mitico Fiorello La Guardia come capo del comitato elettorale e, dopo la sua elezione a sindaco di New York (uno dei più grandi), lo sostituì come deputato al Parlamento, dove restò per 14 anni dal 1934 al 1950. Anno d’inizio della guerra di Corea, verso la quale fu l’unico parlamentare a votare contro, inimicandosi politici, governo, Chiesa Cattolica, l’establishment e gran parte della opinione pubblica allergica verso idee radicali. Per questo, la CIA lo aveva classificato come sovversivo, da arrestare in determinate circostanze. Attualmente, Vito Marcantonio, è una figura di spicco oggetto di studio da parte di studenti ed intellettuali fuori dal main stream. Una semplice ricerca su Google, fatta su di lui dopo l’ascolto della conversazione di Cantore, consente di scoprire una realtà di grandissima rilevanza umana, professionale e politica.
LEGGI Una bellissima serata, molto partecipata e piena di apprendimenti