BLOG DEI LUCANI EMIGRATI
INFO anzianiinpiazza@libero.it






mercoledì 1 gennaio 2020

Marcinelle, Rai trasmetterà film "Mineurs" su storia nostri minatori in Belgio


Sono presenti anche Donato Di Matteo, assessore regionale abruzzese al'Emigrazione, Giuseppe Di Pangrazio, presidente del Consiglio regionale e Antonio Matarazzo, sindaco di Manoppello (Pescara) alle celebrazioni in corso oggi a Marcinelle (Belgio) per commemorare il disastro nella miniera di carbone di Bois du Cazier, dove l’8 agosto 1956 morirono 262 delle 275 persone presenti, la maggior parte italiani e, fra questi, abruzzesi di Manoppello, come ricordato anche pochi giorni fa in occasione della prima uscita da neo segretario Ugl di Geremia Mancini, nato a Manoppello, dove si svolgo le parallele celebrazioni in terra italiana. Il sito di Bois du cazier, osmai dismesso, fa parte del patrimonio dell'Unesco e l'8 agosto è dichiarata anche Giornata nazionale del sacrificio italiano nel mondo. L'evento in Belgio è organizzato dal Comites Belgio e dall'Associazione degli abruzzesi di Charleroi "La Maiella" e da Levino Di Placido, membro del Consiglio regionale degli abruzzesi nel mondo (Cram) e "Ambasciatore dell'Abruzzo nel mondo" in Belgio. Sarà naturalmente presente il sindaco di Charleroi Paul Magnette. "Due luoghi simbolo di questa tragedia, Bois du Cazier e Manoppello, sono tornati ad abbracciarsi per ricordare un sacrificio che rimarrà per sempre l'emblema dell'immigrazione italiana e dell'integrazione sociale - ha dichiarato dal belgio Di Pangrazio - Il sacrificio di questi uomini è stato ed è ancora oggi per tutti noi emblema di una generazione che è spinta a emigrare alla ricerca di un futuro migliore. Il mio pensiero va ai giovani che sono costretti a lasciare l'Italia per avere un lavoro. Questo luogo - riferendosi a Bois du Cazier - rappresenta il primo esempio d'integrazione sociale e culturale di uomini aventi nazionalità diversa, nel dopoguerra, che confluirono in Belgio per un solo ed unico motivo: il lavoro. E' il ricordo di un martirio, che rinnova la sua attualità ogni volta che i fatti di cronaca ci danno testimonianza di nuovi incidenti sui luoghi di lavoro. La sicurezza nei luoghi di lavoro - sottolinea Di Pangrazio - è un diritto irrinunciabile che ricade su ciascuno di noi. Nell'auspicio che i giovani sappiano fare tesoro dell'abnegazione dei minatori di Marcinelle, e che questa tragedia possa continuare a essere un punto di riferimento per le future generazioni". Messaggio significativo ma anche critico della Cgil: "E' un'occasione significativa per rendere omaggio all'emigrazione italiana, alle sue tante vittime e a quanti, nella ricerca di una vita migliore, hanno sofferto sfruttamento, discriminazioni e razzismo", ha affermato in una nota Mario Codagnone, del direttivo della Fiom-Cgil Chieti. "Allo stesso tempo richiama all'impegno per confermare e salvaguardare i valori profondi della costituzione, a partire dal suo modello sociale; questi hanno trovato nel sacrificio di tanti lavoratori e di tanti emigranti la base materiale prima per il superamento dei conflitti e dei nazionalismi e poi per l'abbattimento delle frontiere. Negli anni 50 del secolo scorso i lavoratori morivano lavorando in miniere prive della necessaria sicurezza, mentre il loro Paese li aveva abbandonati e dimenticati dopo averli scambiati per forniture di carbone. Oggi migliaia di immigrati vengono ancora respinti o costretti alla clandestinità, privati dei diritti fondamentali, quando non perdono la vita nel tentativo di raggiungere paesi che li respingono e li abbandonano al loro destino. Riempie di sgomento e di dolore vedere come la grande tragedia di Marcinelle si possa ripetere tragicamente, oggi giorno, nell'esperienza di quanti fuggono la miseria, la guerra e sperando in una vita migliore, finiscono nelle mani di moderni mercanti di schiavi, destinati ancora oggi all'emarginazione, al razzismo e allo sfruttamento. Nello stesso spirito di allora la Cgil, che sarà presente con il suo patronato Inca alle celebrazioni di Marcinelle - fa sapere Codagnone - continua oggi il proprio impegno per il riconoscimento dei diritti dei migranti, una politica di accoglienza e di inserimento in una società multiculturale, la battaglia per la cittadinanza europea, la prospettiva di un'Europa dei popoli, aperta e accogliente, fondata sulla democrazia e l'uguaglianza e non succube alle sole regole dei mercati. Allo stesso modo il sindacato conferma la contrarietà a quelle decisioni del Governo che, attraverso una politica di tagli della spesa destinata agli italiani nel mondo e ai milioni di oriundi italiani pratica la sostanziale liquidazione di ogni sostegno alla lingua e alla cultura italiane e al mantenimento del legame con le comunità emigrate nel mondo che tanto hanno contribuito allo sviluppo economico dell'Italia e che possano ancora contribuire al superamento della crisi che l'Italia attraversa sostenendo e valorizzando la produzione e le esportazioni". 


Ricordiamo che Rai Italia domenica 10 agosto racconterà in tutto il mondo la tragedia di Marcinelle. Questi gli orari locali di trasmissione del programma su Rai Italia: Nord America, sabato 9 e domenica 10 agosto ore 07,30. Argentina, sabato e domenica ore 08,30. Su Rai Italia 2 (Oceania–Asia) sabato 8 agosto ore 08,15 e domenica 9 agosto ore 08,30 (ora di Sydney); ora di Pechino-Perth sabato 8 ore 06,15 e domenica 9 ore 06m30. Su Rai Italia 3 (Africa - ora di Johannesburg domenica 8 ore 08,30 e sabato 9 ore 08,15.

EMIGRAZIONE LUCANA IN BELGIO


Albero genealogico della famiglia


“TERRALUCANA” il nuovo laboratorio politico che va oltre la politica.

«SAN FELE. AL VIA UN MOVIMENTO, UN CONTENITORE DI IDEE, UN PUNTO DI AGGREGAZIONE IDEOLOGICA.»




POTREBBE INTERESSARE ANCHE

ELEZIONI COMUNALI SAN FELE 2019:-PROGRAMMA-LISTE-RISULTATI


giovedì 12 dicembre 2019

Premio Unpli Basilicata, ecco chi sono le “Eccellenze Lucane” del 2019

.

Il Premio Unpli Basilicata giunge all’invidiabile traguardo della diciottesima edizione, segno questo di una persistente eccellenza lucana che rende orgogliosa l’intera regione. Da quando è stato istituito il Premio, la Commissione ha sempre voluto tributare un riconoscimento a personalità attive nei settori artistico, enogastronomico, culturale, scientifico e imprenditoriale. E anche quest’anno i premiati individuati dalla Commissione che si è riunita nel mese di novembre a Rionero in Vulture, presso l’Ex Carcere Borbonico Museo del Brigantaggio (Premio Unpli Basilicata Complesso Storico Monumentale 2017) – composta dal Presidente del Comitato regionale Pro Loco Unpli Basilicata Rocco Franciosa, dai dirigenti regionali Unpli Rossana Santoro, Saveria Catena, Vito Sabia, Maria Teresa Prestera e Vincenzo Lo Sasso – hanno tutto il loro considerevole peso. “La Basilicata” ha dichiarato il presidente Pro Loco Unpli Basilicata, Rocco Franciosa, “non smette mai di stupire per la sua incredibile versatilità nei vari campi dell’ingegno umano. Le edizioni passate hanno tributato grandi nomi che rendono unica questa terra non solo in Italia ma nel mondo. E anche questa può essere definita storica per l’alta qualità dei premiati”. “Assegnare il Premio Unpli Basilicata” ha aggiunto Franciosa “significa ribadire con forza che solo la cultura e l’amore per la propria terra costituiscono la linfa vitale per il riscatto dell’intera regione”. Il Premio Unpli Basilicata 2019 verrà assegnato a: Teresa Fiordelisi, Avvocatessa e Presidente BCC – Banca Credito Cooperativo Basilicata, proposta dalla Pro Loco Laurenzana; Oreste Lo Pomo, Giornalista professionista, scrittore e caporedattore Rai Tre Basilicata, proposto dalla Pro Loco Maratea; Vitantonio Lombardo, Chef lucano e titolare dell’omonimo ristorante materano, unica Stella Michelin in Basilicata, proposto dalla Pro Loco Barile; Antonio Lerra, Presidente Deputazione di Storia Patria lucana e Professore di Storia Moderna dell’Università degli Studi della Basilicata, proposto dalla Pro Loco Potenza; Pasquale Menchise, Direttore d’orchestra e Compositore, proposto dall’intero Comitato Unpli Basilicata. Occhio di riguardo anche ai beni artistici della regione, pezzi di storia che custodiscono le radici e la bellezza del popolo lucano. Un ambito, questo, talmente importante che merita un riconoscimento a sé, noto come “Premio Unpli Complesso storico Monumentale”, quest’anno assegnato all’Arcidiocesi Matera – Irsina per l’Abbazia Santa Maria La Sanità del Casale di Pisticci, proposto dalla Pro Loco Pisticci. Ma l’Unpli – e lo esplicita il suo stesso acronimo – vuole essere anche una rete consolidata di tutte le realtà Pro Loco, grandi e piccole, sparse nella regione. Pertanto, vengono assegnate anche delle menzioni speciali per esaltare figure del territorio che grazie al loro impegno e alla loro vocazione culturale costituiscono un valore aggiunto. La “Menzione Speciale – Premio Unpli Basilicata 2019” sarà consegnata a Giovanni Spadafino, pubblicista, proposto dalla Pro Loco Grassano, e a Vincenzo Petrocelli, scrittore e appassionato di storia locale, proposto dalla Pro Loco Tramutola. Nel corso della manifestazione sarà presentato in anteprima “The Lucanum Way – Viaggio alla scoperta della Basilicata” video realizzato da Giovanni Di Gennaro, Luigi Nigro, Teodoro Corbo, promosso dalla pmi iInformatica srls con il patrocinio Pro Loco Unpli Basilicata. La cerimonia di premiazione, con il patrocinio di Consiglio Regionale della Basilicata, Apt Basilicata Turistica, Anci Basilicata e Fondazione Matera Basilicata 2019, e con la preziosa collaborazione di Alvino 1884 – Hotel e Meeting e il sostegno della Bcc – Banca Credito Cooperativo Basilicata, si svolgerà a Matera, nell’anno di Capitale Europea della Cultura, sabato 14 dicembre 2019 alle ore 10.30 presso la suggestiva sala delle Cisterne del Mulino Alvino 1884.

ARTICOLO INTEGRALE

mercoledì 30 gennaio 2019

In Basilicata il futuro "è sostenibile"



A Matera il Think Thank attivato con Total E&P Italia


(ANSA)  - "Basilicata: energie per un futuro sostenibile": è questa la visione presentata oggi a Matera durante il Forum Think Tank Basilicata, un'iniziativa che 'The European House - Ambrosetti', "primo think tank privato italiano, e Total E&P Italia hanno attivato nel 2018". Al Forum nella Capitale europea della Cultura 2019 ha partecipato anche il Ministro dei Beni culturali, Alberto Bonisoli.

    Una visione, quella del think thank, "che - secondo quanto evidenziato in un comunicato - spinga la Basilicata a diventare una tra le Regioni più sostenibili in Italia e in Europa, valorizzando tre punti di forza del territorio, in cui diversi sono i primati: imprese di grandi dimensioni (spesso in filiere capital intensive), filiera agroalimentare e turismo, cultura e industria creativa.



lunedì 28 gennaio 2019

GEORGES BRASSENS, ‘GRANDE LUCANO’: IL GENIO SI EREDITA DALLA ‘MADRE TERRA’



La madre era figlia di emigranti di Marsico Nuovo e nell’anno in cui Matera è Capitale Europea della Cultura è testimonial d’eccezione. Traduzioni e versioni dialettali delle sue canzoni sono testimonianza dell’«universalità» geografica, culturale e sentimentale di Brassens.>


Georges Brassens, il cantautore francese più tradotto al mondo, il più difficile da tradurre, è… lucano. E nell’anno in cui Matera viene ‘consacrata’ Capitale Europea della Cultura un testimonial come lui è davvero un (ulteriore) onore. Considerata la sua fama, riscrivere la ‘biografia ragionata’ di Georges Brassens sarebbe un esercizio di puro stile, mentre vale la pena soffermarsi sulla sua discendenza, da una cittadina della Basilicata: Marsico Nuovo (PZ). Distante 47,8 km da Potenza e 78 km da Matera, si arriva a Marsico Nuovo percorrendo la Strada Provinciale 32 della Camastra.

È da questa amena cittadina della Basilicata che sono partiti per Sète, piccola città portuale della Francia meridionale, i genitori di Elvira Dagrosa (Michele Dagrosa e Maria Augusta Dagrosa), moglie di Jean-Louis Brassens, a sua volta padre di Georges Brassens. Elvira aveva una sorella, Antoinette Dagrosa.
Nato a Sète, Georges Brassens era così figlio di un muratore francese, Jean-Louis Brassens, e di Elvira Dagrosa, casalinga. Proprio lei trasmise al futuro ‘grande maestro della canzone d’autore’ (assieme a Jacques Brel) la passione e l’amore per la musica, cantando canzoni della sua terra, canzoni popolari accompagnate con il mandolino.

Ed ecco che l’universalità della poesia e della musica di Georges si manifesta nelle atmosfere mediterranee, che fanno di lui un uomo del Nord, del Sud, del Centro… del Mondo. 
Georges Brassens è considerato il cantautore francese più tradotto al mondo, il più difficile da tradurre (composizioni elevate nei testi e nella metrica). Fabrizio De Andrè ha tradotto tra le sue più belle canzoni in italiano, Nanni Svampa le ha tradotte in dialetto milanese, Giorgio Ferigo in friulano, Fausto Amodei in piemontese, Mimmo Mòllica in siciliano, Beppe Chierici in italiano, Vito Carofiglio in barese, Adriano Cozza in dialetto lucano (Il gorilla di Brassens diventa ‘U sciavuort (il montone). E così canzoni come Le gorille (ma non solo) vengono eseguite in occasione di feste di paese, come Brienza, in Basilicata.
Traduzioni e versioni dialettali sono l’analoga aspirazione di connettersi al mondo di Georges Brassens e tributargli il carattere dell’«universalità» geografica, culturale e sentimentale. Di recente Mimmo Mòllica ha pubblicato «Brassens poeta di campagna», canzoni del grande cantautore francese-lucano tradotte in lingua siciliana e italiana. C’è un filo ‘traduttore’ che lega le canzoni di Georges Brassens e le diverse versioni (e traduzioni) in più lingue e dialetti: è la poesia, che abbraccia intimamente la musica.

Non è più un mistero, l’intelligenza si eredita dalla madre. Lo afferma la scienza e il genio di Georges Brassens lo conferma. Si eredita anche dalla ‘madre terra’!
*Mimmo Mòllica è lo pseudonimo di Domenico Molica Colella, cantante, autore radio e tv, ricercatore di tradizioni popolari, scrittore.  A partire dagli anni ’70, ha operato in campo nazionale  in compagnie teatrali e di cabaret. Ha fatto parte del cast del Derby Club di Milano. Tra i tanti artisti lanciati dal Derby Club ricordiamo Diego Abatantuono, Claudio Bisio, Massimo Boldi, Cochi & Renato, Enzo Jannacci. Nel 1978 ha inciso l’LP ‘Vinni cu vinni’ (Polygram). Ha collaborato a lungo con il poeta popolare Ignazio Buttitta, girando le piazze e i teatri. Assieme hanno frequentato Renato Guttuso e Leonardo Sciascia, e collaborato con Sergio Endrigo. Ha tradotto in dialetto siciliano alcune delle più belle canzoni di Georges Brassens, cantandole ‘parallelamente’ con Nanni Svampa (rispettivamente in siciliano e in milanese). Mòllica ha preso parte a varie trasmissioni televisive e radiofoniche nazionali. Ha collaborato con Rai 1, Rai International e Radio 2 Rai, per la quale testata ha scritto e condotto parecchie serie radiofoniche. È nato a Gioiosa Marea, in provincia di Messina.

PER SAPERNE DI PIU', CLICCA QUI