Era da giorni che la notizia circolava sui social. Da qualche giorno si parlava dell’acqua inquinata da valori in eccesso di coliformi batteri in percentuale superiori al limite che dovrebbe essere pari a zero. Il comune di Montescaglioso ne aveva avuto notizia direttamente dall’ASM il giorno 16 mentre matera, con il solito ritardo su tutti i fronti, ha comunicato ai cittadini, con una ordinanza sindacale, nella giornata di oggi, il divieto di utilizzo dell’acqua potabile. Un ritardo che ha allarmato i cittadini materani ma anche quanti hanno soggiornato a Matera i. Eh già, perché il sindaco di matera, non può pensare di rispondere solo alle istanze dei suoi cittadini visto le presenze turistiche che la città attrae quotidianamente. I clienti degli alberghi, quelli dei ristoranti, di tutti coloro i quali arrivano in visita nella capitale europea della cultura, probabilmente, hanno bevuto e usato quell’acqua per giorni. Almeno finché non è state fatte analizzare. Nell’ordinanza sindacale, riportata sul social ufficiale del comune di matera, un po’ prima della mezzanotte di ieri, si legge: “divieto dell’uso dell’acqua corrente su tutto il territorio comunale per fini potabili e chiusura scuole della città nella giornata del 19/10/2018”. La chiusura delle scuole è stata decretata per il solito giorno 19, quello in cui si svolgono tutti gli eventi culturali che accompagnano la città verso l’anno da capitale. Speriamo che questa insolita coincidenza non sia un presagio per ciò che di peggio possa ancora avvenire. Intanto nel pomeriggio è iniziato il consueto balletto dei valori inquinanti offerti dai vari enti. per l’Asm sembra che si sia tornati sotto soglia, ma nessuno esclude che possa essere smentita da altra fonte. Questa si che è una situazione….. insopportabile
BLOG DEI LUCANI EMIGRATI
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venerdì 19 ottobre 2018
venerdì 12 ottobre 2018
Il Sud è il grande assente nelle politiche economiche del governo
Dopo giorni di riflessioni e analisi sulla nota di aggiornamento al Def, mi preme mettere in evidenza un aspetto ancora non indagato nella sua gravità e, purtroppo, assai significativo sull’orizzonte oscuro verso cui il Governo gialloverde vuole condurre il nostro Paese.
Mi riferisco alla completa assenza del Mezzogiorno: il documento, infatti, non prende in considerazione il Sud del Paese, dove soprattutto il Movimento 5stelle ha fatto incetta di voti annunciando svolte epocali che rimarranno parole vuote scritte sui social, senza trovare riscontro alcuno nelle norme e negli atti di Governo. Non esiste un riferimento uno a un’intera parte dell’Italia: è un’assenza strutturale che potrebbe segnare una rimozione definitiva dall’agenda delle politiche nazionali, tanto più che si abbina a eguale dimenticanza dal famoso “contratto di Governo”
L’idea che tutto si esaurisca nel reddito di cittadinanza è quanto di più sbagliato per il sud . Nessuna politica di investimento, nessun orizzonte per i masterplan posti in essere e lasciati dai governi Renzi-Gentiloni, la questione lavoro uscita dai radar.
Abbiamo già visto quali danni culturali ha prodotto l’assistenzialismo. Questo rigurgito da anni 80 esporrà le giovani generazioni del Mezzogiorno a danni permanenti e irreparabili. Però al tempo stesso siamo curiosi di vedere cosa accadrà quando l’aspettativa dei 780 euro si scontrerà con la realtà. La casa di proprietà al sud è largamente maggioritaria, così come la convivenza a casa dei genitori per larghi segmenti di popolazione senza occupazione. E questo avrà ripercussioni sulle aspettative suscitate dalle parole in libertà pronunciate dai grillini.
La quota 100 nel sud sarà a prevalente interesse del pubblico impiego. E quando si scoprirà che le penalizzazioni per l’anticipo non converranno a chi un posto comunque ce l’ha si vedrà che ad essere penalizzato sarà proprio il Mezzogiorno.
Un sud sedotto e abbandonato da chi ne ha strumentalizzato la sofferenza sociale solo per la presa della Bastiglia. Si stanno creando delle pericolose aspettative in persone in sofferenza che sono diventate “scudo umano” di promesse inattendibili.
C’è anche un elemento cinico di una politica che guarda al presente disinteressandosi del futuro. Il cronometro della verità sta correndo speditamente e forse hanno anche ragione a non temere lo spread finanziario, perché quello che segnerà la sconfitta politica di questo esecutivo pericoloso sarà lo spread tra le promesse e la realtà.
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giovedì 11 ottobre 2018
QUELLO CHE SERVE AI LUCANI : 1) POLITICHE SOCIALI
Questo articolo rappresenta il primo di una serie, in cui si cercherà, settore per settore, di identificare possibili spunti programmatici da sviluppare nella prossima legislatura regionale della Basilicata. Si inizierà dal tema delle politiche sociali.
Da un punto di vista programmatico, le politiche sociali della Basilicata sono normate dalla legge nr.4/2007, che è imperniata, fra gli altri, sui seguenti principi:
- Una governance reticolare delle politiche sociali, che mette in relazione tutti i soggetti rilevanti in ambito sociale, creando una rete integrata di servizi sociali regionali, in cui la Regione assume un ruolo di impulso programmatorio e di finanziamento della progettualità sociale, e dove la concertazione sociale fra i soggetti assume un valore centrale nella scelta degli indirizzi strategici, nella valutazione ed eventuale riprogrammazione degli interventi;
- La creazione di filiere integrate di servizi sociali, assistenziali, sanitari, scolastici e di inserimento lavorativo, in cui la presa in carico dei soggetti tende ad essere unitaria e personalizzata, in base alle esigenze specifiche;
- L’approccio territoriale integrato, per piani di zona sovracomunali, nella pianificazione e gestione degli interventi;
- La deistituzionalizzazione degli interventi, con priorità per quelli di tipo domiciliare,
- La determinazione ed il rispetto dei livelli essenziali delle prestazioni sociali da erogare, in ossequio alla legge nazionale del 2000 che istituiva tale concetto, ed al nuovo articolo 117 della Costituzione introdotto nel 2001 che assegna alle Regioni la competenza per la determinazione di tali parametri.
Se la Regione Basilicata, in un certo qual modo in termini innovativi rispetto alle altre Regioni meridionali, già nel 2015-2016 ha definito le linee-guida per completare un lungo percorso, iniziato già dal 2005-2006, di determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni sociali, su sette macro-ambiti sociali.
Tuttavia, nella pratica, al netto di micro-interventi e frattaglie varie, le politiche sociali in Basilicata hanno ruotato, dall’ultimo periodo della Giunta Bubbico in poi, sul reddito di cittadinanza/inserimento, chiamato in vari modi e più volte declinato, che però ha di fatto costruito una categoria strutturale di assistiti pubblici, la platea dei beneficiari dell’ex programma Copes, poi transitati nei fatti nella cosiddetta “categoria B” del programma di reddito di inserimento proposto da Pittella, insieme agli espulsi dalla mobilità in deroga, cancellata dal decreto-Poletti, confluiti nella categoria “A” del medesimo programma.
Tali provvedimenti, a fronte di tassi di uscita per reperimento di un lavoro pressoché insignificanti, hanno prodotto una platea molto ampia di assistiti della politica, che peraltro si è andata ad aggiungere a quella storia dei Forestali. Realizzando un modello che, pure, ha una sua logica in una visione sostanzialmente difensiva di una regione in declino economico ed occupazionale, mira a salvaguardare equilibri e compatibilità sociali ed esistenziali minime. Tuttavia, già dal varo del REI (reddito d’inserimento) avviato dal Governo Gentiloni, e a maggior ragione con l’estensione di un programma di reddito di cittadinanza che è uno dei perni dell’attuale maggioranza di Governo nazionale, un programma regionale di questo genere perde rilevanza, e, se nel 2004 era una innovazione in un panorama italiano privo di tale tipologia di intervento contro la povertà, oggi diviene una duplicazione di risorse inutile e dannosa.
La frontiera delle politiche sociali regionali deve quindi spostarsi a monte rispetto agli interventi assistenziali, in una logica di prevenzione della caduta in uno stato di bisogno, e non di sostegno ex post. In questo senso, occorre riprendere la filosofia della L.R. 4/2007, attuandola pienamente. In primis, con politiche attive del lavoro efficaci per promuovere occupazione dignitosa. Da questo punto di vista, l’auspicabile potenziamento dei Centri per l’Impiego che è fra gli obiettivi del Governo nazionale dovrebbe vedere un ruolo primario della neonata Agenzia per il Lavoro regionale, con funzioni di riordino territoriale di tali uffici (mappatura della loro ubicazione ed eventuali accorpamenti, analisi delle professionalità che vi operano ed indicazione delle carenze di pianta organica). Ma deve essere il funzionamento stesso di tali strutture che deve evolvere. Non possono più operare de semplici recettori passivi di domande ed offerte di lavoro. Al contrario, devono operare in modo proattivo, sia sul versante del richiedente impiego, mettendo in piedi attività di profiling ed orientamento, sia sul versante delle imprese, tramite indagini specifiche sui fabbisogni di professionalità, anche facendo emergere quelli impliciti tramite metodi di staff scouting. In tale attività, il ruolo dei soggetti sociali (associazioni di categoria, sindacati) deve evolvere dal solo presidio della sia pur fondamentale attività di concertazione generale, verso quello di soggetti in grado, tramite il loro contatto quotidiano con le imprese sul territorio, di identificare le professionalità concretamente richieste, orientare le attività di formazione verso tali profili, assistere i lavoratori nell’attività di collocamento presso il datore di lavoro.
Così come un ruolo proattivo deve essere svolto dal sistema della formazione professionale. L’idea un po’ illuministica, contenuta nel programma Capitale/Lavoro della precedente giunta, di far scegliere al disoccupato il corso di formazione professionale che predilige, tramite un assegno spendibile presso il centro di formazione di sua elezione, sconta il fatto che, anche ammettendo che il disoccupato sia in grado di formulare una preferenza formativa (il che presupporrebbe competenze che, senza un idoneo orientamento, è difficile che possieda) i cataloghi formativi sono rigidi e prestabiliti. Occorrerebbe una rivoluzione nell’utilizzo del Fondo Sociale Europeo, in cui le risorse sono assegnate solo a quei centri di formazione in grado di documentare una effettiva domanda di lavoro di concrete imprese sul territorio, verso cui orientare il corso di formazione.
D’altro canto, occorre trovare soluzioni strutturali per l’impiego economicamente efficiente del bacino della Forestazione, ad esempio, come suggerito a suo tempo dalla UIL, tramite un’agenzia regionale che utilizzi i lavoratori forestali in progetti europei e comunque generatori di entrate.
Infine, l’area del bisogno e dell’assistenza sociale richiede cose ben specifiche: nuovi piani sociali di zona che siano imperniati non sulla pianificazione puntuale di singoli interventi, ma sulla predisposizione di filiere integrate di servizi (sociali, lavorativi, sanitari, educativi) , l’utilizzo dell’innovazione per la presa in carico degli utenti (ad esempio tramite la cartella socio-sanitaria elettronica personale), incentivi per lo sviluppo della domotica in funzione di erogazione di servizi assistenziali nel domicilio degli utenti, una formazione ed aggiornamento professionale della rete degli Assistenti Sociali.
lunedì 1 ottobre 2018
PER UNA BASILICATA POSSIBILE
VENERDì 5 ottobre ore 17,30
PARK HOTEL POTENZA
INCONTRO DIBATTITO CON AMMINISTRAZIONI LOCALI E ORGANIZZAZIONI SOCIALI E POLITICHE
PARK HOTEL POTENZA
INCONTRO DIBATTITO CON AMMINISTRAZIONI LOCALI E ORGANIZZAZIONI SOCIALI E POLITICHE
mercoledì 12 settembre 2018
Il Comune di Matera al lavoro per progetti di inclusione sociale
La città avrà il suo team “for special”
“Dopo di noi” e “vita indipendente”. Sono i progetti su cui
sta lavorando il dipartimento per le politiche sociali del Comune di Matera per
l’inclusione sociale delle persone con disabilità.
Se n’è parlato in un incontro, che si è svolto nei giorni
scorsi nella sala Mandela del Palazzo di città, tra l’assessore alle Politiche
sociali, Marilena Antonicelli, la funzionaria del settore, la psicologa
Caterina Rotondaro, e le associazioni che si occupano dell’assistenza ai
diversamente abili. Al confronto hanno partecipato anche alcune associazioni
del terzo settore che sono sensibili al tema.
Nel corso dell’incontro l’assessore Antonicelli ha reso noto
che: “A breve sarà pronto il Regolamento comunale per il ‘dopo di noi’. Si
tratta di uno strumento per rispondere alle esigenze delle famiglie che vivono
con una certa apprensione il momento in cui non si sarà più in grado di
prendersi cura del proprio figlio disabile. La legge 112 del 2016 detta già delle
disposizioni in materia di assistenza alle persone con disabilità grave prive
di un sostegno genitoriale o familiare. Fermo restando il criterio regolatore
che il Comune intende darsi e che è quello di dare facoltà, nei casi in cui ciò
è possibile, agli interessati di scegliere dove e con chi vivere, si sta
preparando una struttura in grado di accogliere 10 persone. L’edificio è quasi
ultimato e l’Amministrazione sta ora valutando quali siano gli specifici
sostegni di cui le persone con disabilità necessitano”.
Altro progetto che è all’esame dell’ufficio politiche sociali è quello che
contiene un insieme di misure per favorire una vita il più possibile autonoma
per le persone con disabilità medie e gravi. Il progetto “vita indipendente” è
dedicato a uomini e donne, con minimo 18 e massimo 64 anni di età, la cui
disabilità sia determinata da naturale invecchiamento e che si trovano in
condizioni di maggiore bisogno.
“Lo scopo del programma, che sarà personalizzato e tarato sulle esigenze
particolari di ciascuno degli interessati – sottolinea l’assessore Antonicelli
– è quello di sostenere le persone con disabilità ad avere una vita
indipendente, da sole o in condivisione con altri, grazie all’aiuto di
operatori specializzati che ne favoriscano l’autonomia personale e l’inclusione
sociale”.
Nel corso dell’incontro si è parlato anche del Centro diurno “Rocco Mazzarone”
che è beneficiario di un finanziamento, inserito nel programma di investimenti
territoriali integrati (Iti) recentemente approvato dal consiglio comunale, per
il completamento della struttura. Il Centro potrà disporre quindi di nuovi
locali per ampliare le sue attività e i servizi offerti alle persone con
disabilità grave, offrendo spazi educativi e ricreativi per i soggetti affetti
da autismo, ma non solo, e aprendosi alla collaborazione delle associazioni del
territorio. In attesa dei lavori, il Comune ha intanto approntato il
Regolamento per i criteri di inserimento degli utenti che usufruiscono dei
servizi offerti dal Centro. La novità sarà quella di permettere l’utilizzo di
alcuni spazi riservati alle “stanze di sollievo”, destinate al supporto alle
famiglie che si trovano nella impossibilità temporanea di assistere i loro
figli o i propri congiunti.
Spazio anche al tema dello sport, e del calcio in
particolare, con la presentazione del progetto della Lega nazionale dilettanti
della Figc “for special”. Si tratta di un’iniziativa che unisce nove regioni
italiane in un campionato di calcio a sette a cui partecipano calciatori con
disabilità psichiche. Tre i gironi (4, 5 e 6 categoria) con le associazioni che
si occupano di disabilità adottate da squadre di calcio professionistiche. Il
progetto è stato presentato da Stefania D’Elia, funzionaria della Regione
Puglia, presidente di un’associazione e promotrice del progetto “for special”
che vorrebbe ora esportare anche in Basilicata. L’idea è stata accolta con
entusiasmo da tre associazioni materane che cercheranno in tempi ristretti di
mettere su delle squadre per partecipare da subito al campionato che inizierà
il 6 ottobre prossimo.
mercoledì 5 settembre 2018
Matera. Monitoraggio del Comune lungo i ponti sulla SS7: nessun rischio ma necessaria manutenzione
I tecnici del Comune di Matera hanno effettuato nei giorni
scorsi il monitoraggio dello stato di conservazione e manutenzione dei ponti
presenti sul territorio cittadino. Il monitoraggio ha interessato in
particolare i 5 cavalcavia che si trovano lungo il tragitto della Strada
Statale 7.
I sopralluoghi non hanno evidenziato problemi di natura strutturale ma è emersa
la necessità di effettuare la manutenzione dei viadotti.
La competenza del Comune è limitata, in questo caso, alla
pavimentazione stradale e allo stato dei guardrail mentre la parte sottostante
delle strutture e gli interventi sulle campate investono la responsabilità
dell’Anas.
Per questo motivo, al termine delle verifiche, i tecnici
comunali hanno inviato un’informativa all’Anas per aggiornare la società sullo
stato delle infrastrutture presenti sul territorio cittadino e per sollecitare
interventi di manutenzione sui viadotti che presentano tutti l’erosione delle
parti superficiali in cemento armato, in particolare nelle sezioni di appoggio
delle campate.
Quanto alle competenze comunali, i cavalcavia presentano una
pavimentazione bituminosa degradata che favorisce l’infiltrazione d’acqua e
accelera il processo di deterioramento delle strutture sottostanti. Degradati
anche i guardrail che andrebbero ammodernati. Per effettuare queste opere
occorreranno, secondo la stima dei tecnici comunali, circa 165mila euro.
Il resoconto del monitoraggio è stato inoltrato al
Provveditorato delle opere pubbliche che nei giorni scorsi aveva inviato ai
Comuni un’informativa sollecitando i sopralluoghi sulle infrastrutture.
“Lo stato di salute dei nostri cavalcavia” sottolinea
l’assessore ai Lavori pubblici, Nicola Trombetta”è buono ma non perfetto.
Occorrono interventi di manutenzione e il Comune si è attivato per richiedere
le somme necessarie ad effettuare i lavori che servono a rendere più sicura la
circolazione dei veicoli sui viadotti stradali che si trovano sul territorio
cittadino. Il monitoraggio dei tecnici comunali sullo stato delle
infrastrutture avviene in modo costante e programmato a scadenze regolari per
prevenire situazioni di pericolo
Gli studenti lucani e pugliesi si preparano (con calma) a far ritorno a Scuola
Per gli allievi degli istituti della Basilicata la
campanella suonerà il 10 settembre prossimo (il 12 giugno 2019 è previsto
invece il termine delle lezioni) mentre i pugliesi entreranno in classe dieci
giorni più tardi, ovvero il 20 settembre per terminare le lezioni il 12 giugno
del 2019
Il ministro Marco Bussetti, titolare del Miur ha ringraziato
“tutti gli uffici provinciali regionali e le scuole che hanno lavorato per
permettere a settembre di tornare a scuola con regolarità” e, in merito agli
allarmi suonati negli ultimi giorni ha chiarito che “non esiste un ‘problema
supplenti’”. Per il ministro infatti “è fisiologico: varia il loro numero
rispetto al numero di iscrizione degli alunni” ed ha assicurato di voler
comunque “curare il reclutamento e la stabilizzazione degli insegnanti per
riqualificare l’offerta e la figura dei docenti”.
Un altro problema che torna prepotentemente all’attenzione
in queste ore è quello relativo alla sicurezza degli edifici. Su questo punto
il ministro dice di aver trovato “7 miliardi che andranno presto ai Comuni e
alle Province per la messa a norma” mentre ASI e CNR lavoreranno a costo zero
ad un monitoraggio via satellite sulle oltre 40 mila strutture scolastiche
esistenti in Italia.
Un altro fronte di polemica riguarda i vaccini. Con i
presidi che vanno all’attacco e chiedono regole chiare. Secondo la legge
Lorenzin infatti i piccoli per poter accedere a nidi e scuole dell’infanzia
devono portare la certificazione di quelli fatti, mentre secondo la circolare
ministeriale è sufficiente l’autocertificazione.
Sul fronte sicurezza il ministro dell’Interno ha annunciato
il progetto pilota in 15 città, “Scuole sicure” che prevede più
video-sorveglianza e vigili a contrasto dello spaccio di stupefacenti in
prossimità delle scuole. Nel progetto – che si chiama appunto “Scuole Sicure” è
inserita anche la città di Bari destinataria di 81mila euro di risorse.
“A ottobre faremo un primo bilancio” ha detto il
ministro “molti sindaci ci hanno già chiesto di estendere il piano e se i
risultati saranno positivi, lo faremo
LINK http://www.trmtv.it/home/attualita/2018_09_05/179282.html
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