BLOG DEI LUCANI EMIGRATI
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venerdì 31 agosto 2018

Il ministro del Sud in Regione Basilicata: non c’è rischio disimpegno dei fondi europei al 31 dicembre 2018


Non c’è rischio disimpegno dei fondi europei al 31 dicembre 2018. È quanto dichiarato dal ministro per il Sud Barbara Lezzi, a margine della sua nuova visita in Basilicata.
Breve ma intensa la visita a Potenza, iniziata con l’arrivo in Prefettura, dove ha incontrato la referente istituzionale Giovanna Cagliostro ed il questore Alfredo Anzalone. A seguire l’atteso incontro di approfondimento sul tema dell’utilizzo dei fondi europei presso la Presidenza della Regione Basilicata dove è stata accolta dal vicepresidente della giunta e con delega alla sanità Flavia Franconi. Proprio sul fronte sanitario, all’ingresso del Palazzo regionale lungo viale Verrastro, la Lezzi ha incrociato il picchetto di lavoratori ex Luccioni e ascoltato la loro vertenza in corso di risoluzione. Poi il tavolo tecnico potentino, dove ha stemperato il paventato allarme di 20 mln di euro da fondi comunitari a rischio spesa, in più rimarcato l’esigenza di investire nelle infrastrutture. Sul fronte politico, battuta verso le prossime elezioni regionali: da cittadina del sud – ha detto – sarebbe straordinario un primo presidente del Movimento 5 Stelle in Basilicata.
Nel pomeriggio il ministro sarà a Matera per verificare lo stato di avanzamento dei lavori in vista di Matera capitale europea della Cultura 2019

martedì 28 agosto 2018

Agricoltura in Basilicata. Braia: strade rurali, al via i 94 progetti dei comuni potentini

“Sono 3281 tra aziende agricole e allevamenti che, in tutto il territorio lucano, vedranno la realizzazione di nuova accessibilità o il completamento delle opere di collegamento necessarie. Saranno servite 2481 aziende nella provincia di Potenza e 800 nella provincia di Matera. Finanziamento europeo di 25 milioni di euro dal Psr capillare su tutto il territorio rurale lucano”.
Lo ha dichiarato l’assessore alle Politiche Agricole e Forestali della Regione Basilicata, Luca Braia intervenendo all’incontro svoltosi presso la Sala Inguscio della Regione Basilicata con i 94 amministratori dei comuni beneficiari. Hanno partecipato all’incontro formativo/informativo anche Francesco Pesce, Direttore generale del Dipartimento alle politiche agricole e forestali, e Antonio Soldo, Dirigente Ufficio Sostegno alle Imprese Agricole e alle infrastrutture rurali.
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sabato 25 agosto 2018

ROTONDELLA. FESTA DI COMPLEANNO PER I 500 ANNI DELL'ANTICA ROTUNDA MARIS. PRESENTAZIONE DEL LIBRO “IO CHE A ROTONDELLA...” . OSPITE IL PIANISTA ROTONDELLESE ENZO DEFILPO

ROTONDELLA - Tutti i rotondellesi vicini e lontani, ed i loro amici e conoscenti, sono invitati alla grande festa per i primi 500 anni di Rotondella. Lo specialissimo compleanno sarà festeggiato stasera, nella scalinata di piazza Risorgimento, dalle 21, con due iniziative: la presentazione del libro collettivo “Io che a Rotondella...”, edito da Edigrafema, ed il concerto del pianista rotondellese Enzo Defilpo. “Si tratterà – ha fatto sapere il Comune, organizzatore della manifestazione - di una serata all’insegna della semplicità e delle emozioni al fine di aprire il calendario dei 500 anni. Secondo una fonte attendibile Rotondella avrebbe preso vita nel 1518”. E l’amministrazione ha fatto realizzare un logo celebrativo ed un sito internet (www.rotondella5000.it) mentre nel corso dell’anno proporrà una serie di iniziative di recupero e valorizzazione della storia e delle tradizioni, nonché momenti di studio e approfondimento culturale. Si inizierà proprio con la festa di stasera. Si va dalla musica classica a quella popolare, passando per momenti di racconto e poesia. Il tutto con un filo rosso: la riscoperta degli elementi di valore del paese. Nel corso della manifestazione, pertanto, sarà presentato “Io che a Rotondella…”, stampato sempre per conto dell’amministrazione comunale nell’ambito di un piano di promozione del territorio. Si tratta di un volume collettivo che raccoglie i ricordi, le emozioni e le avventure suscitate dal borgo jonico nei cittadini nativi ma anche in chi è passato da Rotondella e ne è rimasto affascinato. Poi, la grande musica. “Non poteva esserci figura più adatta di Defilpo – hanno spiegato gli organizzatori - per celebrare con classe il nostro compleanno. Il pianista è figlio di quella Rotondella dalla quale ha preso il volo per imporsi in una dimensione internazionale. Numerose le sue collaborazioni con associazioni musicali di tutto il mondo, tra cui Los Angeles, New York, San Francisco, Budapest, Zurigo, San Paolo – Rio De Janeiro, Repubblica di Malta, Madrid, Parigi, Istanbul. Il suo nome, peraltro, è presente nel Dizionario Enciclopedico Concertisti Italiani (D.E.C.I.), sull’Annuario C.I.D.I.M. e nel Dizionario IBC (International Biographical Centre) Cambridge, England. Il grande compositore Raffaele Gervasio ha scritto di lui: “Non c’è niente da dire. Quando la musicalità dell’interprete è autentica la si riconosce in ogni nota, in ogni respiro, in ogni colpo di pedale. Tu sei un autentico musicista che trova oltretutto nel suo piano uno strumento perfetto”. L’iniziativa sarà trasmessa in diretta Facebook sul canale “Comune di Rotondella”. “E’ una diretta importante – hanno spiegato al Comune – perché desideriamo che tutti possano seguire l’evento, dall’Argentina, dalla Germania e dalla Francia, dove ci sono molti rotondellesi”.
IL PIANISTA ENZO DEFILPO

lunedì 6 agosto 2018

Matera 2019. Cava del Sole, Adduce: Tar conferma correttezza procedure della Fondazione

“Il Tar di Basilicata ha respinto la domanda di sospensiva degli atti della gara di Cava del Sole formulata dal Raggruppamento capeggiato da Fiera di Roma all’interno del quale vi è anche la società Palazzo Gattini di Matera”.
A renderlo noto è il presidente della Fondazione 2019, Salvatore Adduce il quale specifica che “con Decreto del 6.8.2018, infatti, il Presidente del Tribunale Amministrativo Regionale per la Basilicata di Potenza, accogliendo le argomentazioni della Fondazione Matera-Basilicata 2019, difesa dall’Avv. Vito Agresti, ha rigettato la richiesta di bloccare l’affidamento della gara per la concessione della gestione della Cava del Sole, dando così il via libera all’inizio dell’allestimento degli spazi”.
“Il Tar” commenta Adduce “ha puntualmente argomentato in ordine alle ragioni di infondatezza del ricorso di Fiera di Roma, apparso sfornito di fumus boni iuris, dato che la Fondazione, contrariamente a quanto sostenuto con troppa disinvoltura dai ricorrenti, ha correttamente individuato i requisiti necessari per la partecipazione e per l’aggiudicazione della gara”.
“Il presidente del TAR” prosegue il comunicato del presidente della Fondazione Matera-Basilicata 2019 “ha, infine, ritenuto prevalente l’interesse pubblico al tempestivo allestimento della Cava del Sole per lo svolgimento delle manifestazioni di Matera 2019. In attesa della Camera di Consiglio fissata per il prossimo 12 settembre” conclude Adduce “la Fondazione, con tutti i soggetti che con essa stanno cooperando per il raggiungimento degli obiettivi di Matera Capitale Europea della Cultura per il 2019, continuerà a profondere il massimo degli sforzi nel rispetto della legalità e dei principi comunitari di trasparenza e par condicio tra i concorrenti.

venerdì 27 luglio 2018

Maratea, Paolo Genovese scopre la Basilicata ed immagina un film

Il regista di successi come “Perfetti sconosciuti” e “The Place” protagonista delle Giornate del Cinema Lucano. Genovese non si è sottratto alle curiosità dei giovani lucani
Paolo Genovese scopre la Basilicata e non esclude di girare un film tra Matera e Maratea. Il regista di “Perfetti sconosciuti” e “The Place”, Paolo Genovese, sarà tra i componenti della Giuria internazionale del Concorso della 75ma Mostra del cinema di Venezia .ovani creativi lucani per svelare “i trucchi del mestiere” e raccontare il futuro dell’audiovisivo dopo la rivoluzione del digitale e dei nuovi mezzi di diffusione.
In questo lavoro dipendiamo dal gusto degli altri – ha detto – ci vuole coraggio


lunedì 22 agosto 2016

mercoledì 30 marzo 2016

I cretini al potere





L’idea del denaro dall’elicottero, ovvero distribuire denaro gratuito è micidiale: invece di porre fine alla crisi profonda la peggiorerà.


Nel racconto Bureaucratie Honoré de Balzac (1799-1850) ad un certo punto solleva un quesito: i burocrati fanno questo mestiere perché sono cretini o diventano cretini perché fanno questo mestiere? Il quesito non è da poco e come vedremo, di grande attualità. Al tempo del grande narratore e analista sociale, il mestiere di burocrate, nell’epoca postnapoleonica, era diventato l’ambizione delle classi subalterne e la lotta per il potere si trasferì dai salotti all’amministrazione pubblica dove si concentrò il nucleo di tutte le mediocrità della società politica. Quando, alla lunga, tutto diventa mediocrità le nazioni periscono, scrive Balzac. Il fenomeno burocratico ha avuto dappertutto la stessa evoluzione degenerando in un sistema di parassitismo, clientelismo politico e corruzione. Poiché i burocrati si riparano dietro regole impersonali e astratte, non si sentono mai personalmente responsabili dei loro atti e pertanto continuano a fare le stesse cose anche se non funzionano. Quindi se non sono proprio nati cretini, finiscono per diventarlo.
La specie burocratica si è evoluta, raffinata, estetizzata, globalizzata e sua ascesa sociale e politica è stata inarrestabile. Mezze maniche, funzionari portaborse si sono trasformati in «regolatori» ambiziosi, diventati poi ministri, banchieri, economisti, presidenti di commissioni e di consigli. Insomma l’antica nomenclatura amministrativa balzachiana è l’attuale tecnocrazia superstipendiata e la sua ascesa ha segnato l’avanzata del governo arbitrario nelle democrazie. Non c’è più il mondo politico, c’è il mondo della burocrazia. E’ per questo che, oggi, tutti avvertono un vuoto politico. Poiché il potere burocratico, privo di responsabilità, aumenta sempre più, si vive nell’inefficienza economica permanente. La ragione per cui produce sempre danni è semplice: non rischia mai il proprio denaro. Pertanto può permettersi di fare tutti gli esperimenti sociali possibili, l’elettorato facendo da cavia.

Tutto questo ci è venuto in mente a proposito dell’ultima panacea che i cretini al potere si apprestano a “vendere”: il denaro dall’elicottero per stimolare l’economia. Chi l’avrebbe detto che questa idea da fumetti poteva diventare realtà? Ovviamente è un modo di dire perché i governi non userebbero l’elicottero ma distribuirebbero assegni a pioggia per erogare il cosiddetto reddito di base o reddito minimo universale, incondizionato, oltre all’attuale welfare. Non ci sarebbe bisogno di lavorare e neppure manifestare la minima intenzione a cercare un lavoro. Si può star seduti tutti il giorno a guardare la tv e ricevere l’assegno a fine mese.

Dio disse a Adamo: Ti procurerai da vivere con il sudore della fronte. Che l’Eterno si fosse sbagliato? Che non avesse previsto che bastava la distribuzione di buoni di acquisto per sfuggire alla condanna originale? Perché non averci pensato prima? A che serve lavorare, produrre, risparmiare, capitalizzare, investire, preoccuparsi per la pensione quando c’è l’annaffiatoio dei buoni d’acquisto? Funzionerà, non funzionerà? I cretini al potere non lo sanno in anticipo, la loro funzione non è prevedere ma, sempre, sperimentare.

Perché quest’idea è già allo studio dappertutto? Perché gli esperimenti finora fatti dai cretini non hanno funzionato e ora si apprestano a improvvisare l’ultimo e forse il più micidiale, se finalizzato a risollevare le sorti dei paesi che hanno ridotto in bancarotta.

Proviamo a concepire l’economia come un grande magazzino dove la gente va a depositare i beni che produce per avere il diritto di prelevare, in cambio, i beni da consumare. Questa, in fondo è la realtà dello scambio economico: il mezzo di pagamento reale è ciò che ciascuno produce. Pensiamo, poi, al denaro come a un buono/tagliando per prelevare i prodotti dal grande magazzino dell’economia. Chi non produce, e quindi non ha nulla da scambiare, non ha diritto ai tagliandi per prelevare i beni prodotti da altri. Ipotizziamo, ora, che alla metà della popolazione vengano distribuiti tagliandi dalla banca emittente. La convinzione è che tale distribuzione abbia il potere di stimolare l’economia tutta, il che dovrebbe verificarsi in virtù del fatto che la metà della popolazione che produce, aumenta la produzione complessiva in quanto l’altra metà che non produce spende i tagliandi per consumare. Ma poiché la metà che non produce si precipita a ritirare dal magazzino dell’economia ciò che l’altra metà produce, i beni che entrano nel magazzino non aumentano ma diminuiscono perché il ritmo dei prelievi da parte di chi acquista senza produrre è più veloce di quello di chi produce e deposita nel magazzino. Per frenare l’assalto ai beni, chi produce non avrebbe altra scelta che alzare i prezzi svalutando i tagliandi cioè i diritti ai prelievi.
Le banche emettenti raggiungerebbero finalmente l’agognato obiettivo: l’inflazione. Ma resterebbero subito deluse perché scoprirebbero che con l’inflazione, la ricchezza prodotta per il magazzino e destinata allo scambio, invece di aumentare, diminuisce. Infatti l’inflazione si verifica proprio quando la produzione cresce meno velocemente dei tagliandi in circolazione che servono ad acquistarla. E’ per questo motivo che l’inflazione non produce mai crescita reale. Quindi, l’esperimento del denaro a pioggia provocherebbe inflazione più stagnazione, ossia stagflazione e la gente si troverebbe più miserabile di prima.
Purtroppo non finirebbe qui. Ben presto l’inflazione diventerebbe incontrollabile. Che incentivo infatti avrebbero i produttori a produrre a favore di chi, per consumare, offre in cambio, non produzione, ma buoni d’acquisto di valore sempre decrescente? Ben presto i prezzi tenderebbero all’infinito e il valore dei buoni allo zero. La stagflazione si trasformerebbe in iperinflazione e l’esperimento del danaro dell’elicottero finirebbe in tragedia. La gravità del fenomeno dipende, ovviamente dall’intensità dell’alluvione dei buoni d’acquisto.
L’idea più semplice e efficiente per far progredire l’economia, l’eliminazione di una tassazione da confisca, non sfiora nemmeno la mente dei regolatori in quanto minerebbe la base del loro potere: è attraverso la confisca fiscale che erogano sussidi ai clienti elettori, ne rafforzano il grado di dipendenza, ne distruggono l’etica del lavoro e li riducono in servitù.
Se l’Europa pensa, oggi, di avere un problema migratorio è ottimista. Aspetti a vedere cosa accadrebbe con questo esperimento. Milioni di africani la assedierebbero. Una volta adottata la misura, sarebbe impossibile fare marcia indietro prima del collasso. Chi, infatti, voterebbe per un regolatore pentito che volesse revocarla? Riflettano bene i cretini al potere: il denaro dall’elicottero è l’ultimo esperimento, ovvero danno, che si possono permettere. Quando denaro, crediti, debiti saranno polverizzati e ci sarà il flagello di nuovi migranti e la povertà diffusa, «il gigantesco potere mosso da nani», come Balzac definì la burocrazia, questa volta dovrà fare i conti con una rivoluzione.


FONTE PENSALIBERO