BLOG DEI LUCANI EMIGRATI
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venerdì 27 novembre 2015

"Notificata la diffida della Regione Basilicata al Comune di Matera per l’Adozione del Regolamento Urbanistico"

[SCAROLA SU ITER ADOZIONE REGOLAMENTO URBANISTICO COMUNE MATERA]

AGR "Notificata la diffida della Regione Basilicata al Comune di Matera per l’Adozione del Regolamento Urbanistico". Lo rende noto Giovanni Scarola, presidente della Commissione consiliare V Governo del Territorio Comune di Matera. 

"In data 26.08.2015 - spiega - avevo allertato l’Amministrazione Comunale sulla necessità di avviare l’iter per l’Adozione del Regolamento Urbanistico ai sensi della legge 23 /99 della Regione Basilicata. 

Avevo dato disponibilità all’Assessore sin dal 2 settembre 2015 per la convocazione urgente della commissione competente. 

Il comma 1 dell’art.44 delle legge regionale n.23/99 stabilisce che i Comuni sono tenuti ad provvedere all’adozione del regolamento urbanistico entro il termine perentorio del 30 settembre 2015, pena l’applicazione del successivo art.46 che recita : 

'In caso di mancato rispetto dei termini di cui all’art. 44 o degli altri adempimenti cui gli Enti Territoriali sono tenuti ai sensi della presente legge, la Giunta Regionale stabilisce un termine perentorio di esecuzione, trascorso il quale esercita i poteri sostitutivi per il compimento degli atti necessari. Le spese relative sono a carico del bilancio dell’Ente inadempiente'. 

La regione ha concesso ulteriori 40 giorni al Comune di Matera per procedere all’adozione del regolamento urbanistico. 

Trascorso il termine, la programmazione urbanistica della nostra Città sarà decisa in un’unica stanza e da un burocrate nominato dalla Giunta Regionale di Basilicata. In aggiunta con ulteriori spese a carico della comunità materana. 

L’aula naturale invece, prevista dal d.lvo 267/2000, per la discussione della programmazione del futuro delle Città, è quella solita di adunanza del Consiglio Comunale. Esorto quindi il Sindaco della Città di Matera ad assumere l’impegno del rispetto del termine concesso". 

martedì 24 novembre 2015

IL SINDACO DE RUGGIERI INCONTRA I RAGAZZI MATERANI

 Infrastrutture, partecipazione attiva ai processi di sviluppo della città, progetti per i giovani e collaborazione con le istituzioni. E’ stato anche su questi temi che oggi, lunedì 23 novembre al cinema Comunale, gli studenti materani si sono confrontati per un paio di ore con il sindaco Raffaello De Ruggieri, l’assessore alle Politiche giovanili Massimiliano Amenta e il presidente della Commissione Politiche Giovanili Gaspare L’Episcopia. L’incontro al quale hanno partecipato numerosi studenti di alcuni istituti scolastici della città tra cui il Liceo Classico, il Liceo Scientifico, l’Istituto professionale “Isabella Morra”, l’Istituto Tecnico “Loperfido Olivetti”, il liceo artistico. Il dibattito è stato diretto e legato a molti dei temi d’attualità che impegnano i ragazzi e che a volte richiedono risposte da parte delle istituzioni. Dall’occupazione a migliori opportunità per approfondire gli studi, i ragazzi hanno chiesto ai loro interlocutori di approfondire anche altri argomenti come quelli legati al rispetto dell’ambiente. L’appuntamento storico che attende Matera fra quattro anni, quando sarà Capitale europea della cultura, è tornato in più occasioni sia negli interventi dei ragazzi che nei richiami che il sindaco ha fatto sottolineando la straordinaria opportunità che attende la comunità e che non può non essere supportata dall’attenzione del Governo regionale e soprattutto di quello nazionale attraverso una riduzione dei vincoli imposti dalla Legge di stabilità. “I ragazzi della generazione del 2020 – ha sottolineato l’assessore Amenta – raccoglieranno il testimone di nonni e dei padri che si sono tanto spesi per questa città e si dovranno impegnare per il futuro. Il Comune dovrà essere la casa dei giovani – ha aggiunto sototlineando il ruolo che sarà svolto anche dalla Consulta comunale giovanile chiamata a riunire le differenti realtà giovanili cittadine – Le politiche giovanili non sono solo uno spot per la campagna elettorale, ma sono elemento propositivo per l’amministrazione comunale”. Sul regolamento della Consulta comunale giovanile si è soffermato il consigliere Gaspare L’Episcopia che ha aggiunto: “Noi ragazzi dobbiamo agire mettendoci in gioco e impegnandoci per la città nella quale vogliamo costruire il nostro futuro”. “Lasciate questa città, se volete – ha detto il sindaco – ma non dimenticate mai le vostre radici, il luogo dal quale provenite”. Sul valore della cultura, su quanto il suo ruolo contribuisca alla crescita dei territori, si è soffermato il sindaco che ha aggiunto: “Oggi abbiamo questa forza, il brand legato alla città, l’appeal, il potere contrattuale. Su questo bisognsa costruire il futuro innanzitutto con la partecipazione, come avete fatto oggi. Io faccio il sindaco perché devo far fare carriera alla mia città, non perché ho bisogno di farne io. Matera oggi è una città anticonformista che oggi non è più semplice componente di un contesto complessivo, oggi ne è protagonista”
FONTE AGR

venerdì 13 novembre 2015

L’AGLIANICO DEL VULTURE AL CONGRESSO SOMMELIER DI MILANO

I giorni 14 e 15 Novembre, dalle ore 14:00 fino alle ore 19:30, in occasione del 49° Congresso dell’Associazione Italiana Sommelier di Milano, il Consorzio di Tutela dell’Aglianico del Vulture sarà presente con le Aziende associate. Tale presenza è frutto di un importante sforzo da parte dei produttori di Aglianico, che continuano ad investire nella comunicazione del vino e del territorio. Oltre 350 Aziende del panorama vitivinicolo italiano presenti al Congresso, un grande banco di degustazione delle eccellenze italiane nel mondo. La location è l’avveniristica Diamond Tower, un imponente grattacielo di ventisette piani che offre una visione spettacolare su tutta la città di Milano. In tale scenario non poteva mancare il Consorzio di Tutela con la presenza di 15 Cantine produttrici e di 30 etichette di Aglianico del Vulture in degustazione. Produttori e sommelier presenti racconteranno ai visitatori le caratteristiche dei vini in degustazione. Tale presenza punta a comunicare l’elevato valore qualitativo dell’Aglianico del Vulture, ma si vuole comunicare anche il senso del bello e del buono di una terra ancora integra, incontaminata ma troppo poco conosciuta. L’obiettivo è quello di dare la possibilità ai visitatori sia di assaggiare e confrontare i vari vini, sia di provare le varie annate presenti dell’Aglianico del Vulture, vino longevo dalle notevoli proprietà olfattive e gustative. L’Aglianico del Vulture è infatti il fiore all’occhiello delle produzioni dell’area del Vulture. Nasce da una tradizione che si tramanda di padre in figlio e deve le sue straordinarie qualità ad una terra fertile, ad un microclima ideale per la vite ed alle ampie escursioni termiche estivo-autunnali che favoriscono produzioni viti-vinicole di qualità. La meticolosa cura dei vigneti avviene secondo tecniche rispettose dell’ambiente frutto di saggezza antica e moderna ricerca agronomica. Solo gli acini delle migliori uve, piccoli e sferici, sono destinati alla produzione dell’Aglianico del Vulture. La raccolta, effettuata prevalentemente a mano, è il risultato di un lavoro di selezione paziente e accurato. La calma, la dedizione e il rispetto dei ritmi lenti e cadenzati della natura regalano un vino dal colore e dal sapore inconfondibile, il prodotto di antichi saperi e di amore verso questa terra generosa
FONTE AGR

lunedì 2 novembre 2015

DOPO EXPO LA BASILICATA A GARANZIA E DIFESA DELLA CARTA DI MILANO

“Si è chiuso il semestre italiano di Expo “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita”, un’occasione di portata storica che ha messo al centro del dibattito nazionale e internazionale i temi della nutrizione, dell’agricoltura, del cibo, della sostenibilità e dell’ambiente. 

Un semestre impegnativo - ha dichiarato l’Assessore Luca Braia - in cui il Dipartimento Politiche Agricole e Forestali è stato protagonista del coinvolgimento inter-istituzionale e di numerose iniziative messe in campo nell’ambito del programma “Da Expo ai Territori”, connotando la partecipazione della Basilicata anche in una dimensione internazionale e di scambio con delegazioni rappresentative di nuovi mercati e possibilità. 

Abbiamo organizzato e coordinato, ad esempio, la tappa materana del Girolio d’Italia, la visita in Basilicata di una delegazione cinese e quella di altre 12 delegazioni straniere, la presenza di una nutrita delegazione di imprenditrici tedesche per “Women in Wine” e molte altre iniziative sul nostro territorio. 

Il Dipartimento, inoltre, è stato il principale portavoce e firmatario di un impegno politico regionale importante che è nostra intenzione far mantenere: la firma della Carta di Milano avvenuta alla presenza del Vice Ministro Andrea Olivero proprio in occasione della tappa a Matera del Girolio d’Italia 2015, nel luglio scorso. 

La firma della Carta di Milano - sottolinea l’Assessore Luca Braia - ci impegna ad assumere la grande responsabilità di mettere in atto azioni, condotte e scelte politiche che garantiscano il cibo come diritto fondamentale e la lotta allo spreco alimentare e dell’acqua. Occorre riservare particolare attenzione alla tutela del suolo agricolo e dare un ruolo fondamentale all’educazione alimentare e ambientale, per una crescita consapevole delle nuove generazioni. È necessario diffondere la cultura della sana alimentazione come strumento di salute globale e assume per noi un'importanza centrale il sostegno al reddito di agricoltori, allevatori e pescatori attraverso strumenti potenziati a livello di organizzazione e cooperazione, anche fra piccoli produttori. 

La salvaguarda della biodiversità, la promozione della diversificazione delle produzioni agricole e di allevamento, l’investimento nella ricerca, per promuovere la maggiore condivisione dei risultati da sviluppare nell'interesse della collettività e la difesa dei prodotti della nostra terra come patrimonio culturale, valorizzandone l’origine territoriale con processi normativi trasparenti sull’intera filiera produttiva. Temi che troveranno ampio spazio nel nuovo PSR Basilicata 2014-2020 di cui attendiamo a giorni l’approvazione della Comunità Europea. 

Una visione che considera il rapporto tra energia, acqua, aria e cibo in modo complessivo e dinamico per poter gestire queste risorse all'interno di una prospettiva strategica e di lungo periodo. Prospettiva che la comunità lucana della ricerca e delle imprese legate al mondo del monitoraggio ambientale e della gestione della risorsa idrica ha già avviato. Stiamo già lavorando anche alla stretta correlazione tra il paesaggio lucano e le nostre produzioni agroalimentari di qualità. 

Dobbiamo ora più che mai - conclude Luca Braia - ergerci a garanti e difensori dei Contenuti della Carta di Milano: per la Regione Basilicata deve rappresentare un vero e proprio documento politico a cui fare riferimento. E sarà nostro dovere richiamare tutti al suo rispetto ed alla sua applicazione. E’ mia intenzione convocare a breve una conferenza stampa con i Dirigenti del Dipartimento Agricoltura per focalizzare l’attenzione su concetti chiave della Carta di Milano che saranno fondamento di ogni nostra azione futura. 

Nell’ottica di un passaggio ideale di testimone tra Expo 2015 e Matera Capitale europea della Cultura 2019, ho invitato personalmente sia Stefano Mirti, (responsabile social media team di Expo 2015 SPA) a Matera per la presentazione dei dati social della manifestazione, che Diana Bracco, (Presidente di Expo 2015 e commissario per il Padiglione Italia) con la quale, nel mese di dicembre, quando insieme a UNIDO (Organizzazione delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Industriale) ospiteremo 37 delegate imprenditrici dai Paesi in Via di Sviluppo, concluderemo il percorso “Da Expo ai Territori”. 
FONTE AGR

domenica 1 novembre 2015

“Lucani bravi genti”, parola di mister Coppola Il regista a Milano: «La Basilicata? Piena di talenti»

Irresistibile il racconto della prima visita a Bernalda: «Era il 1962, c’era il matrimonio di un parente- ha ricordato il regista - ed è stato il mio primo vero incontro con l'ospitalità: hanno preteso che dormissi nel loro letto per stare più comodo»

I LUCANI? “Bravi genti”. E se lo dice un lucano eccellente come Francis Ford Coppola c’è da credergli.
Il suo racconto della Basilicata, ieri, al teatro dal Verme di Milano, nell’ambito di una delle iniziative Fuori Expo di Regione, Apt e Lucana film commission, è stato il migliore spot di sempre della terra di nonno Agostino e papà Carmine Coppola.
L’incontro con il regista, sei volte premio Oscar, seguitissimo anche in diretta streaming su meethemediaguru.org e su twitter, ha regalato oltre un’ora di emozioni vere. «Quando vedi la Basilicata vedi campi, vigneti, bellissimi paesaggi. Vedi la terra come doveva essere!». La dichiarazione d’amore più bella di mister Coppola alla sua Basilicata, mentre alle sue spalle scorrono le immagini più belle della regione, da “BernaldaBella” degli antenati a Matera capitale europea della Cultura 2019.
Francis è totalmente padrone della scena. In prima fila a seguirlo incantato, come tutto il pubblico del teatro milanese, dopo un breve intervento di saluto dal palco, il governatore della Basilicata Marcello Pittella. E’ uno spettacolo sentir parlare il regista del padrino di gnummuriell, capuzzel, lampascioni con una naturalezza disarmante. La parte più avvincente del suo racconto è sicuramente quella della saga dei Coppola, iniziata a fine ‘800 nella bottega di Ciccio Panio, dove nonno Agostino ha appreso l’arte di costruire macchine straordinarie, compresa la prima macchina per il cinema con l’audio. «Da allora con Sofia e Gianrcarla siamo arrivata alla quinta generazione nel business del cinema»- dice con orgoglio. E dalla intricatissima dinasty dei Coppola spunta anche un antenato che ha partecipato alla spedizione dei Mille e una parentela con il direttore d’orchestra Riccardo Muti. «Mia mamma era di Napoli, con il maestro siamo cugini di secondo grado», svela.
Irresistibile il racconto della prima visita a Bernalda. «Era il 1962, c’era il matrimonio di un parente- ricorda- ed è stato il mio primo vero incontro con l'ospitalità: hanno preteso che dormissi nel loro letto per stare più comodo». Un flusso di ricordi e immagini che fanno dire a Coppola: «Nel profondo del mio cuore io mi sento italiano».
«Sono sicuro - aggiunge- che fra due anni tutti i miei amici mi chiederanno di riservargli un posto a Palazzo Margherita (la dimora storica diventata la casa lucana del regista ndr)».
Poi mister Coppola inizia a rispondere alle domande del pubblico. Così numeroso che l’incontro va ben oltre l’orario concordato. Ma il maestro è tutt’altro che infastidito, anzi. Risponde addirittura a una ragazza che gli chiede come mai abbia i calzini spaiati, uno giallo e l’altro rosso, con un laconico “perchè no?». Più volte ripete, scherzando: «Se non arriva la polizia a cacciarci, andiamo avanti». Si parla anche di cinema: «La Dolce vita e Otto e mezzo di Fellini sono due bibbie del cinema- dice il regista-Rossellini è il padre di tutti i filmakers italiani. Come lui nessuno ha condiviso con altri il cinema».
Un film in Basilicata? Il maestro non si sbilancia: «Il cinema è come un mazzo di rose che sboccia in luoghi sempre diversi», la risposta. Poi un consiglio ai giovani: «Stop sempre lamentari- dice- I miei antenati sono andati in America e hanno lavorato duro: ora tocca a voi». Da applausi l’uscita di scena: «Non fatemi firmare autografi. Piuttosto, cantiamo assieme?» E se ne va accennando a “Roma non fa la stupida stasera...

lunedì 26 ottobre 2015

Nuove norme per l’invalidità civile

INVALIDITÀ CIVILE: L’ESITO DELLA VISITA E IL VERBALE
La visita avviene presso la Commissione Asl competente che, dal 1° gennaio 2010, è integrata con un medico dell’Inps. La Commissione accede al fascicolo elettronico contenente la domanda e il certificato medico. Il richiedente – se lo vuole – può farsi assistere, durante la visita, da un suo medico di fiducia. Al termine della visita, viene redatto il verbale elettronico, riportando l’esito e l’eventuale indicazione di particolari patologie che comportano l’esclusione delle visite di revisione successive. Se al termine della visita il verbale viene approvato all’unanimità, questo viene validato dal Responsabile del Centro Medico Legale dell’Inps e viene considerato definitivo. Nel caso in cui il verbale dà diritto a prestazioni economiche, viene attivata la procedura amministrativa per il pagamento delle stesse. Se, invece, non si verifica un giudizio sanitario  unanime, l’Inps sospende l’invio del verbale e acquisisce gli atti che vengono esaminati dal Responsabile del Centro Medico Legale dell’Istituto. Quest’ultimo può validare il verbale entro 10 giorni oppure procedere ad una nuova visita da fissare entro 20 giorni. Importante, la Commissione medica può avvalersi della consulenza di un medico specialista della patologia oggetto di valutazione. Il verbale definitivo viene spedito all’interessato dall’Inps. Oltre al verbale completo contenente tutti i dati, viene recapitato al richiedente anche un verbale contenente solo il giudizio finale per gli usi amministrativi (ad esempio la presentazione al datore di lavoro per la concessione delle agevolazioni lavorative). Se la valutazione conclusiva prevede la corresponsione di trattamenti economici, il soggetto beneficiario è tenuto a comunicare su un apposito modello (AP70) determinate informazioni quali il reddito personale, le coordinate bancarie ecc., anche queste da inserire online. Lo stato di invalidità del soggetto può migliorare o peggiorare nel tempo. Nella prima ipotesi si dice che l’invalidità civile è soggetta a revisione; ciò significa che l’interessato dovrà sottoporsi a visita di revisione alla scadenza del termine indicato nel verbale. Nel secondo caso il richiedente può presentare istanza per ottenere il cosiddetto “aggravamento” seguendo lo stesso iter descritto. Sempre per quanto attiene alla rivedibilità dello status di invalido, la Legge n. 114/2014 ha introdotto importanti novità a tutela delle persone; a differenza di quanto succedeva prima, infatti, non saranno più revocati, alla scadenza del certificato, i benefici, le prestazioni e le agevolazioni di qualsiasi natura a vantaggio del titolare. Con la nuova disposizione l’invalido mantiene tutte le agevolazioni fino a quando non termina la visita di revisione. La nuova norma è particolarmente tutelante se si considera che tra la scadenza del certificato e la conclusione della visita di revisione possono trascorrere diversi mesi. La predetta legge ha inoltre stabilito una volta per tutte la competenza della convocazione a visita nei casi di verbali per i quali sia postulata la rivedibilità: tocca all’Inps procedere alla convocazione.
Visita sanitaria di revisione – La legge n. 114 del 2014 (recepita dall’Inps con circolare n. 10 del 23 gennaio 2015) ha introdotto alcune modifiche in materia di visite sanitarie di revisione, sia per lo stato di handicap sia per lo stato di invalidità civile. Prima di tale normativa si decadeva dallo status di invalido civile o portatore di handicap alla scadenza dei relativi verbali di accertamento anche se l’interessato era in attesa di visita di revisione. Per cui accadeva che il soggetto invalido o con handicap perdeva i benefici connessi allo status (agevolazioni lavorative e fiscali) in attesa di una nuova visita, la quale, spesso, veniva effettuata con molto ritardo. Ora, la legge prescrive che nell’ipotesi in cui sia stata indicata nel verbale una data di rivedibilità, si conservano tutti i diritti acquisiti in materia di benefici, prestazioni e agevolazioni di qualsiasi natura, anche successivamente alla data di scadenza del verbale. Inoltre viene definita la competenza esclusiva dell’Inps nella convocazione a visita nei casi di verbali per i quali sia prevista la rivedibilità. Non è più la persona, quindi, a doversi attivare per richiedere una nuova visita ma spetta all’Inps convocare il cittadino, e spetta sempre all’Inps effettuare la visita; in questa visita l’Istituto potrà confermare o revocare lo status di handicap od invalidità civile, ma potrà anche pronunciarsi su un eventuale aggravamento di quest’ultima.
Previdenza
DONNE CLASSE 53 IN PENSIONE CON 30 ANNI DI DIFFERENZA
Compagne di banco alle elementari, ma in pensione a trent’anni di distanza una dall’altra. E’ il destino che potrebbe toccare in sorte a due donne nate nel 1953, che, con il differimento delle modifiche alla Legge Fornero in tema di flessibilità, potrebbero ora uscire dal lavoro con trent’anni di differenza di età: il rinvio, infatti, farà scattare l’aumento dell’età di vecchiaia delle donne, che salirà nel 2016 da 63 e 9 mesi a 65 e 7 mesi. L’ulteriore incremento previsto per il 2018 pregiudicherà principalmente le donne nate nel 1953 (per quelle nate nel 1952 è prospettata un’eccezione che prescrive, a fronte di 20 anni di contributi corrisposti, l’uscita a 64 anni più l’aspettativa di vita) che rischiano di dover aspettare il 2020 per andare in quiescenza. In pratica potrà succedere che due amiche di classe nate entrambe nel 1953 ma con scelte di vita diverse si trovino di fronte a percorsi di pensionamento molto differenti. Ipotizziamo, difatti, che la prima abbia iniziato a lavorare nel pubblico impiego poco dopo il diploma nel 1975 e che abbia beneficiato della possibilità di andare in pensione ‘baby’ dopo aver versato 14 anni sei mesi e un giorno di contributi (cosa praticabile fino al 1992 per le donne sposate con figli), quindi a fine 1989 a 36 anni. E ipotizziamo che la compagna di banco si sia laureata e abbia iniziato a lavorare nel 1978 nel comparto privato. Questa seconda signora, al momento 62enne, dovrà attendere per andare a riposo il 2020 quando avrà 67 anni di età (nel 2018 infatti oltre a uniformarsi il requisito anagrafico di vecchiaia delle donne a quella degli uomini è preventivato un nuovo scatto per l’aspettativa di vita). Restando pertanto in servizio quasi 27 anni più della prima oltre ad andare in pensione con circa 30 anni di età in più. Ma al di là delle baby pensioni diversità significative ci sono anche per chi ha lavorato nel settore privato con piccole differenze di età. Se per il 1952 è stata prefigurata una sorta di salvaguardia con l’uscita possibile a 64 anni (quindi dal 2016, si aggiunge l’aspettativa di vita), chi è nato nel 1953 ”rincorre” il trattamento di vecchiaia fino al 2020. Una donna nata il 31 dicembre del 1951 che ha cominciato a prestare la propria attività lavorativa nel 1978 è andata in pensione di vecchiaia il primo gennaio 2013 a 61 anni. Una donna nata il primo gennaio 1953, quindi solo un anno e un giorno dopo, che ha iniziato a lavorare nel 1978 potrà uscire soltanto a inizio 2020 con l’assegno di vecchiaia. Potrà andare a riposo prima solamente se, cominciando a lavorare prima, avrà perfezionato tra il 2016 e il 2018 41 anni e 10 mesi di contributi. Poi il numero dei contributi necessari salirà ulteriormente con la crescita dell’aspettativa di vita.
Superato il milione di lavoratori retribuiti in un anno con i buoni lavoro
VOUCHER: OLTRE 212 MILIONI VENDUTI AL 30 GIUGNO 2015
Sono 212,1 milioni i buoni lavoro per la retribuzione delle prestazioni di lavoro accessorio, o voucher, venduti da quando sono stati introdotti, nell’agosto del 2008, al 30 giugno 2015. I dati del lavoro accessorio relativi al primo semestre del 2015, con un’analisi dell’andamento della distribuzione dei buoni lavoro dal 2008, sono stati recentemente pubblicati sul sito istituzionale dell’Inps, nella seziona Banche dati. Dallo studio emerge che la vendita dei voucher è progressivamente aumentata nel tempo, registrando un tasso medio di crescita del 70% dal 2012 al 2014 e del 75% nel primo semestre del 2015 rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente. In costante aumento è anche il numero dei lavoratori retribuiti con i buoni lavoro, che nel 2014 ha superato il milione (1.016.703). La tipologia di attività per la quale è stato acquistato il maggior numero di voucher è il Commercio (18%) seguita dai Servizi (13,7%) e dal Turismo (13%). Il ricorso ai buoni lavoro è concentrato nel Nord del Paese, e in particolare nel Nord-est, che con 82 milioni di voucher venduti incide per il 38,7%. La Lombardia, con 37,5 milioni, è la regione in cui sono stati venduti più buoni lavoro, seguita dal Veneto (29,9 milioni) e dall’Emilia Romagna (26,3 milioni). Al crescente aumento della diffusione dei voucher, oltre all’estensione degli ambiti di utilizzo del lavoro accessorio, ha contribuito anche l’ampliamento delle modalità di acquisto. Inizialmente infatti i buoni lavoro erano reperibili solo presso le sedi Inps o tramite la procedura telematica. Successivamente si è allargato il numero dei luoghi dove possono essere acquistati, prima mediante le convenzioni con l’associazione dei tabaccai (FIT) e con le Banche Popolari, e infine con la possibilità di comprare i voucher presso tutti gli uffici postali.
Carlo Pareto
Nuove norme per l’invalidità civile

Pittella presenta a Rionero il Manifesto per la Basilicata

24/10/2015 Nel corso di un evento organizzato da Psi e Realtà Italia il presidente della Regione, Marcello Pittella ha presentato i programmi e i progetti da realizzare nel 2016 inaugurando così un tour sui territori
“Con il Vulture: la Basilicata che cambia per un Sud più forte”. È il tema dell'iniziativa organizzata a Rionero in Vulture dal Partito socialista italiano e da Realtà Italia. Ospite d'onore il presidente della Regione Basilicata, Marcello Pittella, che ha scelto il cuore del Vulture per iniziare un tour sul territorio, con l'intento di spiegare ai cittadini lucani il Manifesto per la Basilicata 2016: la lista di azioni e programmi concreti da realizzare entro il prossimo anno, con scadenze e risorse economiche già individuate, che era stata già presentata nell'ultima seduta del consiglio regionale. All'iniziativa - che si è tenuta nell'auditorium del centro sociale “Sacco” ed alla quale hanno partecipato in tanti e da tutto il territorio - sono intervenuti il sindaco di Melfi e segretario regionale del Psi, Livio Valvano, il vice segretario del Psi provinciale di Potenza, Nicola Giansanti, il segretario regionale di Realtà Italia, Vincenzo Paolino e i consiglieri regionali Paolo Galante (Ri) e Francesco Pietrantuono (Psi). L'intervento del governatore lucano è stato lungo, appassionato, incentrato sul concetto di “fare cose concrete, senza curarsi di chi professa il disfattismo a tutti i costi”. “Dobbiamo provare a farci misurare dai cittadini non per le splendide parole che pronunciamo - ha detto Pittella - ma per le cose che riusciamo a fare. La politica deve diventare concludente, costruire possibilità e opportunità. In questi primi due anni di governo abbiamo fatto tanto, dando anche scossoni significativi. Abbiamo trovato una regione con una soglia di povertà che superava il 50 per cento: l'abbiamo ridotta al 38 per cento, ma non per questo il nostro lavoro è terminato”. Il Manifesto per la Basilicata 2016 - le cui proposte si intende far confluire nell'annunciato Piano per il Sud del governo italiano - contiene una serie di programmi e progetti che punteranno proprio al rilancio dei territori, e quindi dell'intera regione. “Le risorse per fare opere importanti ci sono, le abbiamo reperite - ha sottolineato Pittella - e ora è giunto il momento di realizzarle. Sistemeremo la Potenza-Melfi, che è tra le priorità, completeremo la Bradanica, interverremo sulla Basentana, miglioreremo i collegamenti ferroviari per Foggia, con l'area industriale di San Nicola di Melfi. Il piano prevede la digitalizzazione delle scuole, l'incremento della raccolta differenziata, interventi sull'efficientamento energetico, sull'umanizzazione delle cure, sulla telemedicina. Per non parlare della banda ultralarga, delle opere per mettere in sicurezza l'edilizia scolastica, dell'attenzione per la ricerca e per l'innovazione, per l'agricoltura e per l'agroalimentare, per le start-up, per la lotta alla povertà”. Poi, l'appello all'unità. “Il Melfese, il Lagonegrese, le aree periferiche della Basilicata non possono crescere senza la Basilicata, la Basilicata non può crescere senza l'Italia e l'Italia senza l'Europa”, ha detto Pittella, lanciando l'ennesimo messaggio “alla condivisione”. “Ma la Basilicata - ha evidenziato il governatore - ha grandi potenzialità, può essere la prima fra le regioni: vogliamo renderla il traino dell'intero Mezzogiorno”. Pittella si è soffermato naturalmente sull'importanza di un evento come Matera 2019. “In Basilicata - ha spiegato - ci sono quasi ottomila occupati in più nell'ultimo anno: solo in parte quei lavoratori provengono dall'area industriale della Fiat. Molti posti di lavoro sono arrivati dal settore del turismo, trainati da Matera 2019. Ma i posti letto per i turisti sono ancora insufficienti, a Matera ne abbiamo solo duemila, 18 mila in tutta la regione. Come si farà quando arriverà il milione di visitatori previsto per i prossimi anni? Come Regione sosterremo l'industria del turismo, per rendere la regione accogliente e capace di sfruttare la grande occasione di sviluppo che è Matera 2019”. Mentre il presidente parlava, su un maxischermo scorrevano le diapositive con i programmi e i progetti da realizzare nel 2016. Su tutto campeggiava l'hashtag “SeDici Basilicata”, lanciato ieri dal palco di Rionero in Vulture e sui social network: un indovinato gioco di parole che racchiude