L’ennesimo attacco del Governo ai diritti e alla legalità.
Ci risiamo: lo Statuto dei lavoratori è di nuovo preso di mira.
L’articolo 18 continua a essere nel mirino degli addetti ai lavori in questo Governo. Proprio non ci stanno a tutelare i diritti lavoratori che (colpevole la crisi, che a detta di Berlusconi, non c’è) rimangono sempre meno. Si apre un altro scenario. In questa nostra bella Italia, aumentano i disoccupati, aumentano i precari, diminuiscono i lavoratori e diminuisce la loro tutela. Ora un lavoratore potrebbe essere licenziati anche senza giusta causa, perché è questo che si nasconde nel provvedimento varato dal Governo Berlusconi.
Prima sono state eliminate le misure sulle dimissioni in bianco, poi le deroghe alle norme e l’indebolimento delle sanzioni sulla sicurezza sul lavoro. In seguito sono stati rimossi i limiti ai contratti a termine e sono stati richiamati i contratti a chiamata. E così via, fino ad arrivare allo smantellamento delle tutele contro gli ingiusti licenziamenti.
Questa volta, si sono fatti più furbi però, memori del putiferio che scatenò nel 2002, non si propone la cancellazione della norma che tutela i lavoratori dal licenziamento senza giusta causa, ma s’invita semplicemente a ignorarla.
Non c’è che dire, in questo Governo hanno imparato tutti bene l’arte di prendere per i fondelli gli italiani, d’altro canto hanno avuto un buon maestro nel loro leader.
C’è questa tendenza perversa e pericolosa a rendere ricattabile qualsiasi lavoratore, in modo che non possa avere nulla a pretendere. E’ come dire: se vuoi lavorare, lo fai alle mie condizioni, altrimenti c’è un esercito di disoccupati che fa la fila fuori la porta. Un ragionamento che mette una pietra tombale su tutti i diritti conquistati, anche con il sangue, da lavoratori dall’inizio del ‘900. Un attacco qui, una riforma là, una modifica sopra e un emendamento sotto, ci stanno riportando ai periodi più bui della nostra storia. Gli schiavi asserviti del terzo millennio. E’ evidente che non c’è nessuna volontà da parte del Governo di mettere in campo misure efficaci per uscire dalla crisi. E’ evidente che la democrazia sta diventando sempre più una chimera. E’ evidente che la strada che si continua a perseguire con ostinazione va solo verso la tutela dei poteri forti. Di rimando, si continuano a colpire le fasce più deboli, e lo si fa con un cinismo e una tracotanza degna dei più rinomanti boia.
Ma come si può decidere per legge che il singolo lavoratore può accettare un accordo in base al quale il “contratto di assunzione prevede anche il ricorso all’arbitrato secondo equità”? Ma non si è sempre detto che i contratti e il ricorso agli arbitrati devono soddisfare il dettato delle leggi italiane, nonché della Costituzione?
Una politica, quella messa in campo, aberrante. Con lo smantellamento continuo delle garanzie dei lavoratori, si aprono le porte al mercato selvaggio del lavoro, e soprattutto spalanca i portoni ai licenziamenti. Tra l’altro, come fa rilevare Epifani, segretario della Cgil che annuncia un ricorso in Corte Costituzionale, questo potrebbe essere anche l’ennesimo attacco alla nostra Carta Costituzionale.
Bisogna provare con tutti i mezzi a fermare questi reiterati attacchi alla democrazia. Fra La Russa che minaccia fuoco e fiamme se non saranno riammesse le liste Pdl bocciate nel Lazio e in Lombardia (Non accetteremo mai una sentenza che impedisca a centinaia di migliaia di nostri elettori di votarci alle regionali. Se ci impediscono di correre siamo pronti a tutto“, ha dichiarato); gli attacchi alla stampa libera; gli attacchi alla magistratura; i legittimi impedimenti di turno; e ora lo smantellamento dello Statuto dei lavoratori, la democrazia, malata da tempo, è all’agonia.
Impediamo che ciò avvenga. Salviamo la democrazia e con essa il nostro futuro. Una battaglia questa che non ha colore politico. Tutti i cittadini consapevoli del pericolo che stiamo correndo, tutte le forze democratiche hanno il dovere di far sentire la propria voce e dire basta a quest’arroganza e a questi soprusi. Diciamo insieme basta. Cominciamo a lanciare un appello al Presidente della Repubblica affinché non firmi la legge approvata dal senato che colpisce al cuore lo Statuto dei lavoratori, e il 12 marzo scendiamo tutti in piazza con la Cgil per dire ancora una volta a questo Governo, che mostra di non avere orecchie per sentire e intelligenza per capire, che la democrazia si regge sui diritti e sulla legalità.
Tonino Scala
BLOG DEI LUCANI EMIGRATI
INFO anzianiinpiazza@libero.it
mercoledì 10 marzo 2010
lunedì 8 marzo 2010
U.S.P. di Firenze: bando concorso 24 mesi - personale Ata
IUniScuolaBasilicata:Riceviamo e volentieri diffondiamo
Pubblicati in data odierna 1 marzo 2010 i bandi di concorso per soli titoli (24 mesi) relativi ai profili professionali delle aree A, A/S e B : Assistente Amministrativo - Assistente Tecnico - Infermiere - Cuoco - Guardarobiere - Addetto alle Aziende Agrarie - Collaboratore Scolastico.
Data scadenza per la presentazione della domanda (tramite raccomandata A.R. o consegna a mano) il 31 marzo 2010.
Nel giorno di scadenza questo Ufficio riceverà le domande consegnate a mano fino alle ore 14,00.
File allegati:
oNota del 19 febbraio 2010-Prot.N.2053 D.G.:Indizione, per l’anno scolastico 2009/2010 dei concorsi per titoli per l’accesso ai ruoli provinciali, relativi ai profili professionali dell’area A e B del personale ATA.
oComunicato dell'USP
oBandi e Modulistica
Pubblicati in data odierna 1 marzo 2010 i bandi di concorso per soli titoli (24 mesi) relativi ai profili professionali delle aree A, A/S e B : Assistente Amministrativo - Assistente Tecnico - Infermiere - Cuoco - Guardarobiere - Addetto alle Aziende Agrarie - Collaboratore Scolastico.
Data scadenza per la presentazione della domanda (tramite raccomandata A.R. o consegna a mano) il 31 marzo 2010.
Nel giorno di scadenza questo Ufficio riceverà le domande consegnate a mano fino alle ore 14,00.
File allegati:
oNota del 19 febbraio 2010-Prot.N.2053 D.G.:Indizione, per l’anno scolastico 2009/2010 dei concorsi per titoli per l’accesso ai ruoli provinciali, relativi ai profili professionali dell’area A e B del personale ATA.
oComunicato dell'USP
oBandi e Modulistica
lunedì 1 marzo 2010
Additivi negli alimenti: IUniScuola, l'ordinanza che ne regola l'uso

«Impiego di edulcoranti, a condizione che sia garantita la corretta informazione»
P R E S E N T A Z I O N E
Chiunque operi nel settore della ristorazione deve assicurare la corretta informazione ai consumatori sull'aggiunta di additivi e di miscele di additivi nelle preparazioni alimentari effettuate, nonché sull’eventuale presenza di allergeni. Tali informazioni devono essere rese immediatamente disponibili a richiesta dell'Autorità sanitaria. E' quanto prevede l'ordinanza del ministero della Salute che detta "Misure urgenti in merito alla tutela della salute del consumatore con riguardo al settore della ristorazione" pubblicata nella G.U. n. 40 del 18 febbraio 2010.
Il provvedimento, in vigore dal giorno stesso della pubblicazione, disciplina l’utilizzo degli additivi e delle sostanze gassose nella ristorazione; nasce in seguito alle verifiche condotte da parte dei NAS (nuclei anti sofisticazione) su tutto il territorio nazionale in merito all’utilizzo, da parte di alcuni ristoratori, di miscele di additivi.
Obiettivo, garantire la sicurezza degli alimenti utilizzati nel settore. “Gli operatori del settore della ristorazione” afferma il sottosegretario alla Salute Martini in una nota “dovranno controllare le caratteristiche delle sostanze e degli ingredienti impiegati nella preparazione dei pasti informando adeguatamente il consumatore, in particolar modo per quanto riguarda la possibile presenza di allergeni”.
In base all’ordinanza, valida fino al 31 dicembre 2010, a chi opera nel settore della ristorazione è vietato:
detenere e impiegare additivi e miscele di additivi alimentari per i quali la normativa vigente ha stabilito campi e dosi massime di impiego, fatto salvo l'impiego di edulcoranti, a condizione che sia garantita la corretta informazione;
detenere e impiegare sostanze in forma gassosa ad eccezione degli additivi alimentari per i quali non sono previste dosi massime, fermo restando le norme vigenti in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro.
L'impiego di additivi alimentari e loro miscele, per i quali la normativa vigente non ha stabilito dosi massime, è assoggettato al rispetto della normativa (Reg. CE n. 852/2004) nonché all'obbligo di informazione del consumatore.
lunedì 15 febbraio 2010
Riforma Scuola Gelmini: IUniScuola, in Basilicata si prepara il «ricorso»

«Circa 700 tra docenti e personale Ata messo fuori dalle aule e dagli istituti scolastici»
«AUTILIO ANNUNCIA OPPOSIZIONE»
“Di epocale la riforma della scuola superiore approvata oggi dal Consiglio dei ministri ha sicuramente due cose: l'atto di forza nei confronti delle Regioni rifiutando ogni confronto preventivo e annullando competenze e funzioni in materia di diritto allo studio, senza affrontare gli aspetti riferiti alla riforma del Titolo V della Costituzione, e il forte ridimensionamento dell'offerta formativa e culturale per i nostri ragazzi”.
E' il commento dell'assessore regionale alla Formazione-Lavoro-Cultura Antonio Autilio che ha ricordato la lunga paralisi del Tavolo istitituzionale imposto dall'atteggiamento del Ministro Gelmini di rifiuto del confronto.
“Intanto – aggiunge – a prevalere è ancora una volta la linea dei tagli della spesa per l'istruzione sostenuta dal Ministro Tremonti come se la formazione dei giovani fosse uno “spreco”, operando attraverso la penalizzazione dei saperi tecnico-scientifici e tagliando le ore di laboratorio negli istituti professionali. Le misure decise inoltre sono destinate ad accentuare la separatezza tra i diversi corsi di studio, producendo nei fatti una divisione sociale grave e inaccettabile tra i giovani sulla base delle condizioni sociali e culturali di partenza. Ci sono ancora due gravi rischi: la grande differenza di programmi proposti dai diversi percorsi formativi sin dal primo biennio finirà per favorire la dispersione scolastica che vede da tempo le Regioni in prima linea per contrastare il fenomeno; studenti e docenti delle classi vittime dei tagli non avranno più alcuna certezza rispetto ai percorsi didattici che hanno intrapreso".
“Temiamo anche ripercussioni dirette sulla professionalità del personale che uscirà svilita con tantissimi insegnanti e Ata che saranno presto licenziati scaricando come è già successo in questo anno scolastico sulle Regioni il peso sociale dei precari. Non va infatti sottovalutato che senza le nostre risorse in Basilicata circa 700 tra docenti e personale Ata messo fuori dalle aule e dagli istituti scolastici non avrebbe alcuna possibilità di riprendere la propria attività”.
L'assessore Autilio annuncia infine “dura opposizione da parte del coordinamento degli assessori regionali alla Cultura per rigettare l'impostazione del Governo”.
comunicato ripreso dal BLOG di antonioautilio.blogspot.com/
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sabato 6 febbraio 2010
Regione Puglia: IUniScuola,approvazione del piano regionale di riordino delle istituzioni scolastiche per l’anno scolastico 2010/2011

L’Assessore al Sud e Diritto allo Studio (Pubblica istruzione, Università, Beni Culturali, Musei, Archivi, Biblioteche, Ricerca scientifica), sulla base dell’istruttoria espletata dall’Ufficio Sistema Istruzione, fatta propria dal Dirigente del Servizio Scuola, Università e Ricerca, riferisce quanto segue:
Con propria Deliberazione n.2594 del 22.12.2009, la Giunta Regionale, ai sensi dell’art.138 del decreto legislativo n.112/1998, nelle more della piena attuazione del Titolo V della Costituzione, ha provveduto all’approvazione del piano regionale di riordino delle istituzioni scolastiche per l’anno scolastico 2010/2011, demandando al Direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Puglia l’adozione dei provvedimenti necessari a darvi attuazione.
Nel merito, in generale, si ribadisce che tutte le decisioni assunte dalla Regione con il piano di che trattasi, in linea con gli indirizzi impartiti con la DGR 1828/2009 e per le motivazioni esplicitate nella stessa deliberazione 2594/2009, fanno riferimento esclusivamente alle proposte di dimensionamento deliberate dagli Enti locali competenti (Comuni o Province), pervenute all’Assessorato al Diritto allo Studio attraverso i Piani provinciali.
A partire dal prossimo anno, invece, come sottolineato nella precitata Deliberazione, si realizzerà un assetto a regime della rete scolastica e dell’offerta formativa, superando irrazionalità del passato ed il mero mantenimento dell’esistente.
Ciò avverrà sia attraverso processi partecipati che prevedano il coinvolgimento attivo di studenti, famiglie, enti locali, organizzazioni sindacali e produttive, sia attraverso la programmazione delle risorse in conto capitale disponibili, nell’intento di costruire una rete che, anche attraverso un sensibile dimensionamento e un più razionale utilizzo dei punti di erogazione, produca vantaggi e ricadute positive per gli studenti ed i lavoratori della scuola.[continua...]
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mercoledì 3 febbraio 2010
Tasse scolastiche: IUniScuola, limiti di reddito per l’esonero dal pagamento per l’a.s. 2010/2011
«La misura delle tasse scolastiche, determinata dal D.P.C.M. 18 maggio 1990 (G.U. Serie Generale n.118 del 23-5-1990), è pari a € 6,04 (tassa di iscrizione), a € 15,13 (tassa di frequenza) e a € 15,13 (tassa ritiro diplomi)»
«Ecco la Circolare Ministeriale n. 10 Prot. n. 690 del 2 febbraio 2010»
del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Dipartimento per l’istruzione-Direzione Generale per gli Ordinamenti Scolastici e per l’Autonomia Scolastica - Ufficio Sesto
Oggetto: Limiti di reddito per l’esonero dal pagamento delle tasse scolastiche per l’anno scolastico 2010 - 2011.
Com'è noto, l'art. 21, comma 9, della legge 11-3-1988, n. 67 (legge finanziaria 1988) stabilisce, tra l'altro, che i limiti di reddito previsti dall'art.28, comma 4, della legge 28-2-1986, n.41 (legge finanziaria 1986) sono rivalutati, a decorrere dall'anno 1988,in ragione del tasso d'inflazione annuo programmato.
Il Ministero dell’Economia e delle Finanze –dipartimento del Tesoro – ha comunicato in data 25 gennaio 2010 che il tasso d'inflazione programmato per il 2010 è pari a 1,5%.
I limiti massimi di reddito, ai fini dell'esenzione dalle tasse scolastiche, pertanto, sono rivalutati, per l'anno scolastico 2010-2011, come dal seguente prospetto in euro:
Per saperne di più clicca QUi
«Ecco la Circolare Ministeriale n. 10 Prot. n. 690 del 2 febbraio 2010»
del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Dipartimento per l’istruzione-Direzione Generale per gli Ordinamenti Scolastici e per l’Autonomia Scolastica - Ufficio Sesto
Oggetto: Limiti di reddito per l’esonero dal pagamento delle tasse scolastiche per l’anno scolastico 2010 - 2011.
Com'è noto, l'art. 21, comma 9, della legge 11-3-1988, n. 67 (legge finanziaria 1988) stabilisce, tra l'altro, che i limiti di reddito previsti dall'art.28, comma 4, della legge 28-2-1986, n.41 (legge finanziaria 1986) sono rivalutati, a decorrere dall'anno 1988,in ragione del tasso d'inflazione annuo programmato.
Il Ministero dell’Economia e delle Finanze –dipartimento del Tesoro – ha comunicato in data 25 gennaio 2010 che il tasso d'inflazione programmato per il 2010 è pari a 1,5%.
I limiti massimi di reddito, ai fini dell'esenzione dalle tasse scolastiche, pertanto, sono rivalutati, per l'anno scolastico 2010-2011, come dal seguente prospetto in euro:
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domenica 24 gennaio 2010
Leonardo Donofrio: navigando in rete ho trovato casualmente...
«Forum-IUniScuola: Aumentare le Istituzioni Scolastiche in Puglia per favorire l'accoglienza»

Secondo Leonardo Donofrio(foto) di IUniScuola non è prioritaria la soppressione di qualche istituzione scolastica: questo problema viene ora tirato in ballo per ridurre i costi e non per risolvere le gravi carenze di strutture di edilizia scolastica.
In una scuola di piccole dimensioni inevitabilmente il costo per alunno è più elevato; chiudendole non è prevedibile un risparmio nel tempo.
Per saperne di più clicca QUI e QUì

Secondo Leonardo Donofrio(foto) di IUniScuola non è prioritaria la soppressione di qualche istituzione scolastica: questo problema viene ora tirato in ballo per ridurre i costi e non per risolvere le gravi carenze di strutture di edilizia scolastica.
In una scuola di piccole dimensioni inevitabilmente il costo per alunno è più elevato; chiudendole non è prevedibile un risparmio nel tempo.
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