Associazione Istruzione Unita Scuola-Sindacato Autonomo

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venerdì 5 dicembre 2008

Consegnati a comuni nuovi mezzi antineve:Escavatori e spazzaneve

Dal 18 novembre 2008 in Basilicata i Comuni assegnatari potranno ritirare nella struttura dell'Autoparco regionale di Potenza i mezzi acquistati dalla Regione per far fronte all'emergenza neve. L'assessore alle infrastrutture, Innocenzo Loguercio, ha effettuato oggi la consegna simbolica delle attrezzature, si tratta di 10 terne articolate e 45 spazzaneve.

Le terne, con le funzioni di pale meccaniche ed escavatori, saranno utilizzate in dieci comprensori che raccolgono 22 Comuni (Aliano, Stigliano e San Mauro Forte; Viggiano e Montemurro; San Costantino Albanese e Terranova del Pollino; Castelsaraceno e San Chirico Raparo; Abriola e Sasso di Castalda; Marsiconuovo e Paterno; Castelgrande e Rapone; San Fele e Atella; San Severino Lucano, Viggianello e Rotonda; Lagonegro e Lauria).

''Nel bando - ha spiegato Loguercio - si e' concretizzata l'idea del consorzio fra enti locali. Un sistema che permette a territori con caratteristiche simili di unirsi ed economizzare le risorse, per evitare sprechi e duplicazioni di funzioni. Nell'individuazione dei Comuni destinatari sono stati adoperati alcuni parametri asettici quali l'estensione territoriale, le caratteristiche altimetriche, la distribuzione demografica, che hanno permesso di delimitare le aree che maggiormente subiscono i disagi dell'inverno, insieme a criteri di premialita' conseguenti alla costituzione di consorzi, alla valorizzazione del volontariato e alla predisposizione di un piano di gestione''.(Adnkronos)

POTENZA: LE TAPPE DELLA PROVINCIA PER IL PIANO DI DIMENSIONAMENTO SCOLASTICO




IUniScuola .Gli incontri che la Provincia terrà così come prevedono le linee guida.
“Quello del dimensionamento scolastico in provincia di Potenza è tema troppo delicato e complesso per poter essere licenziato nei brevissimi tempi imposti dal Ministro Gelmini, specialmente in realtà particolarmente difficili come la Basilicata, fortemente esposta agli effetti negativi di una politica sulla scuola che rischia di allargare la distanza che c’è tra le aree più forti e quelle più deboli sia della società che dell’intero Paese”. E’ quanto ha dichiarato il presidente della Provincia di Potenza, Sabino Altobello, a seguito dell’approvazione da parte della Giunta regionale, avvenuta nei giorni scorsi, delle linee di indirizzo per il dimensionamento scolastico, e il conseguente affidamento alle due Provincia della stesura da condividere con il territorio con il coordinamento proprio della Regione.
“Nonostante i tempi non consentano la serenità decisionale di cui un tale provvedimento necessita, - aggiunge Altobello - l’azione della Provincia sarà concentrata nei prossimi giorni proprio a garantire la massima condivisione con il territorio, nel solco della linea di governo che sin dal primo momento rappresenta l’identità di questa Amministrazione, attraverso un calendario di consultazioni, concordato con l’assessore alla Pubblica Istruzione Domenico Vita, che ci porterà agli imprescindibili appuntamenti istituzionali che dovranno definire il nuovo Piano”.
Gli incontri che la Provincia terrà con amministratori locali, dirigenti scolastici, rappresentanti delle autonomie funzionali e istituzionali interessate sono suddivisi per ambiti, così come prevedono le linee guida, e sono:

Mercoledì, 10 dicembre, ore 15,30 sede Ita – Marsicovetere Ambito n.3
Giovedì, 11 dicembre, ore 9,30 sede Liceo Scientifico – Melfi Ambito n.1
Venerdì, 12 dicembre, ore 9,30 sede Isis – Lauria Ambito n.4
Lunedì, 15 dicembre, ore 9,30 sede Liceo Scientifico Galilei – Potenza Ambito n.2
Martedì, 16 dicembre, ore 9,30 Museo provinciale – Potenza Conferenza Autonomie Locali
Mercoledì, 17 dicembre, ore 9,30 sede Provincia di Potenza Commissione consiliare competente
Venerdì, 19 dicembre, ore 10,30 sede Provincia di Potenza Consiglio Provinciale
Ufficio Stampa Provincia di Potenza

PARTE DA SAN FELE UN PROGETTO FRA TURISMO E TRADIZIONE



Si è svolta, il 2 dicembre, negli Uffici regionali della Commissione dei Lucani all’Estero, un incontro che ha visto la presenza della Dott. Ssa Russo, Direttrice del Museo Archeologico Nazionale del Comune di Muro Lucano, il Commissario del Comune di Muro Lucano, Claudia Livia Cimadomo, il Vice Sindaco del Comune di Ruvo del Monte, Fortunato Donato, il Sindaco di San Fele Donato Sperduto, il Sindaco di Bella Salvatore Santorsa, il Presidente della Commissione Lucani all’Estero Pietro Simonetti e la Project Manager Fernanda Ruggiero che ha esposto il progetto di marketing territoriale denominato “ Turismo e Tradizione”. “Si sono definiti – si legge in un comunicato stampa del Comune di San Fele - i procedimenti amministrativi e la struttura giuridica di un possibile Consorzio Turistico intercomunale con un possibile C. U. P. (centro unificato di prenotazioni) presso l’attuale sede dell’Ufficio Turismo del Comune di San Fele che si propone con questa idea che vedrà di certo anche la partecipazione del Comune di Castelgrande,del Comune di Pescopagano e del Comune di Rapone, invitati all’incontro ma non presenti, di creare un gruppo di lavoro che seguirà un unico progetto nei prossimi anni e che unitamente con gli uffici regionali ha assunto l’impegno di organizzare un convegno internazionale di studi con la collaborazione dell’Università degli Studi di Basilicata e la Soprintendenza dei Beni Archeologici di Potenza oltre che con la collaborazione di altri Enti e Università italiane per discutere e approvare l’idea di progetto. L’argomento del Convegno e che si prevede di organizzarlo a breve, sarà “Il Turismo della Tradizione: una strategia per il territorio per la conoscenza, tutela e valorizzazione nel contesto italiano e internazionale della memoria storica dei nostri comuni”. “Un’idea di marketing solida che toccherà ricerca, infrastrutture e promozione, che si collegherà ad altri territori nazionali e che sarà progetto integrato. Un piano di lavoro per una cooperazione locale e internazionale per la diffusione delle tradizioni a fini turistici. Un progetto che con gli sportelli Basilicata in fase di costituzione , si propone per attivare fattivamente il “turismo di ritorno”, con l’obiettivo di riportare nei nostri luoghi tanti nostri connazionali che dovranno ritrovare servizi di qualità e una accoglienza e proposte di itinerari che tocchino i cinque sensi unitamente alla memoria di questi luoghi

giovedì 4 dicembre 2008

Blog di Dino Dono PER UN FEDERALISMO SCOLASTICO CHE UNISCE ITALIA: IUniScuola:Presentazione delle domande di iscrizione per l'a.s.2009/2010 entro il 28 febbraio 2009.

Blog di Dino Dono PER UN FEDERALISMO SCOLASTICO CHE UNISCE ITALIA: IUniScuola:Presentazione delle domande di iscrizione per l'a.s.2009/2010 entro il 28 febbraio 2009.

Province.IUniScuola :"Si comincia a metterne in dubbio in dubbio l’utilità

News TERREDILUCANIA
Incalcolabile il vero costo di Istruzione e Giustizia
Sono 42.000 gli edifici scolastici a carico di Comuni e Province, sono 850 i Comuni sedi di uffici giudiziari: praticamente impossibile sommarne gli oneri ai budget per gli stipendi.

Il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, ha reso noto qualche mese fa che circa il 97% del budget del suo ministero è assorbito dalle retribuzioni del personale. Improbabile che il restante 3% sia sufficiente per mantenere e gestire tutta l’edilizia scolastica ammontante, secondo la specifica “anagrafe”, a circa 42.000 immobili. Compreso quello del liceo Darwin di Rivoli (Torino), dove è venuto giù un controsoffitto e il pesante tubo di ghisa che vi era adagiato ha ucciso uno studente diciassettenne e ferito altri. Sull’episodio indaga la magistratura. Sullo scenario, che dichiarazioni ministeriali e tragedia torinese aprono, qualcosa merita di esser chiarito, per dovere di trasparenza, ai tanti cittadini che ne sanno meno di nulla.
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mercoledì 3 dicembre 2008

IUniScuola.Dimensionamento:"mandato alle amministrazioni provinciali di Potenza e Matera"


REGIONE BASILICATA, “SCUOLA” APPROVATE LINEE INDIRIZZO PIANO DI DIMENSIONAMENTO/Lucanianews24

La Giunta Regionale, su proposta dell’assessore alla Formazione-Lavoro-Cultura Antonio Autilio, ha approvato le “Linee di indirizzo per l’elaborazione del piano di dimensionamento delle istituzioni scolastiche” per l’anno 2009-2010 dando mandato alle Amministrazioni Provinciali di Potenza e di Matera di predisporre i Piani Provinciali entro il 18 dicembre prossimo per consentire alla Regione di trasmettere al Ministero alla Istruzione il piano definitivo entro il 31 dicembre prossimo.
Nel documento, nel ribadire le motivazioni di contrarietà ai contenuti della “legge Gelmini” e del ricorso alla Corte Costituzionale, la Giunta Regionale ritiene che per l’anno scolastico 2009/2010 l’obiettivo prioritario debba essere focalizzato sulla organizzazione delle istituzioni scolastiche autonome, contenendo le modifiche agli attuali assetti ed indirizzi, in aderenza ai parametri fissati dall’art.2 del DPR 233/98, riservandosi di procedere ad una programmazione della rete scolastica e dell’offerta formativa integrata di più ampio respiro, finalizzata a razionalizzare i presìdi, migliorare la qualità del servizio, garantire la parità di accesso ed i livelli essenziali delle prestazioni, ma anche l’efficienza e l’efficacia del servizio di istruzione pubblico, attraverso una più attuale distribuzione, utilizzazione ed organizzazione delle risorse umane, strumentali e finanziarie, entro il primo semestre del 2009.
Ciò anche in considerazione delle modifiche del modello didattico e organizzativo nella scuola primaria e della progressiva evoluzione degli ordinamenti nella scuola secondaria di secondo grado.
1) Allo scopo di pervenire in maniera concertata alla elaborazione dei criteri da utilizzarsi da parte delle Province per la predisposizione dei Piani provinciali di organizzazione, la Regione, con DGR n.1464 del 16.9.2008, ha istituito un Gruppo di lavoro tecnico-politico composto da 2 rappresentanti regionali, 1 rappresentante per ciascuna Provincia, da 1 rappresentante dell’Ufficio Scolastico Regionale, 1 rappresentante dell’ANCI ed 1 rappresentante dell’ANCI Piccoli Comuni, 1 rappresentante per ciascuna Organizzazione Sindacale di settore, e presieduto dall’Assessore alla Formazione, Lavoro, Cultura e Sport.
Tale gruppo - sottolinea l’assessore Autilio - ha efficacemente supportato la struttura regionale nella elaborazione degli indirizzi oggetto del presente documento, e, tenuto conto dei compiti allo stesso attribuiti dalla Giunta, si auspica che esso possa diventare un tavolo permanente di concertazione sui temi della programmazione integrata dell’offerta formativa del sistema educativo sul territorio regionale.
Il lavoro prodotto - evidenzia l’assessore - muove dall’analisi del contesto regionale, di quanto in precedenza elaborato dalla Regione, dall’esperienza maturata nell’ultimo decennio e dallo stato di evoluzione del sistema di governance territoriale.
AMBITI: Riguardo, in particolare, alla necessità di definire aree omogenee del territorio regionale di dimensioni adatte a consentire la programmazione e l’organizzazione di presìdi necessari ad una efficace fruizione del servizio di istruzione e formazione, i c.d. ambiti funzionali, nelle more del completamento del processo di costituzione delle Comunità Locali, di cui alla L.R. n.11/2008, assunte quale ambito ottimale dell’articolazione dell’offerta scolastica e alle quali può essere delegata l’attuazione di interventi in materia di istruzione (art.42 commi 3 e 1), si individuano quali ambiti funzionali al miglioramento dell’offerta formativa, quelli già allegati, definiti ed approvati con la DGR 1649 del 6 novembre 2006 di approvazione delle linee di indirizzo per la programmazione della rete scolastica per l’anno 2007/2008.
Gli ambiti territoriali, di cui al D.P.R. n.233/98, sono individuati in considerazione della effettiva e della potenziale utenza scolastica, avendo cura di far coincidere prioritariamente il bacino di utenza per il primo ciclo con i singoli comuni, o, secondariamente, con i comuni limitrofi appartenenti ad aree omogenee per vocazioni economiche e tradizioni culturali, mentre per le istituzioni scolastiche di secondo grado, il bacino deve rientrare nell’ambito funzionale

IUniScuola dice NO a chiusure scuole statali del Mezzogiorno



Sono 1.247 le Istituzioni Scolastiche del Mezzogiorno ( BASILICATA-CALABRIA-CAMPANIA -PUGLIA-SICILIA.)individuate dal MIUR per la revisione del piano regionale di dimensionamento della rete scolastica . I plessi o punti di erogazione del servizio scolastico con meno o pari a 50 alunni nei piccoli comuni rappresentano un'istituzione importante anche nelle provincie del Mezzogiorno A fronte degli Istituti Scolastici che non raggiungono i 500 iscritti (o 300 se situati in zona di montagna)sono molti quelli dove eventuali accorpamenti porterebbero a successivi sdoppiamenti senza alcun risparmio effettivo. Tenendo anche conto del fatto che il rapporto tra dirigenti scolastici e alunni nelle regioni del Mezzogiorno è di uno a 682 ,occorre un puntuale dimensionamento aumentando gli istituti scolastici per favorire l'accoglienza degli alunni e per mantenere i 15.048 punti di erogazione del servizio per ordine e grado d'istruzione, che hanno una funzione di presidio del territorio onde favorire l'accoglimento degli alunni ed evitare lo spopolamento. Per Leonardo Donofrio di IUniScuola non è prioritaria la soppressione di qualche istituzione scolastica: questo problema viene ora tirato in ballo per ridurre i costi e non per non dare risposte alle gravi carenze di strutture di edilizia scolastica. In una scuola di piccole dimensioni inevitabilmente il costo per alunno è più elevato; chiudendole non è prevedibile un risparmio nel tempo. E' urgente invece continuare il processo per il dimensionamento ottimale da parte delle Regioni, delle Provincie e dei Comuni del Mezzogiorno con il coinvolgimento del personale della Scuola e delle famiglie , prevedendo lo sdoppiamento degli istituti scolastici sovradimensionati con soluzioni di accorpamento adeguate alle esigenze del territorio per il mantenimento delle 4.247 Istituzione Scolastiche e dei 15.048 plessi se sostenuti dai comuni interessati del Mezzogiorno. Le scuole private sono già 8.613 , pari al 36.40% degli istituti scolastici del Mezzogiorno; secondo Donofrio decidere di chiudere gli istituti Stalali favorisce gli "imprenditori del sistema scolastico privato".
SCUOLE ITALIANE DEL MEZZOGIORNO: "UNA RICCHEZZA DA NON DISPERDERE"

BASILICATA
TOTALE SCUOLE PRIVATE E STATALI 972;
TOTALE SCUOLE STATALI 699;
ISTITUZIONI SCOLASTICHE 181;
ALUNNI 91.646;
Media alunni per Istituzioniscolastiche 506;
Numero medio di alunni per istituzione scolastica :
Basilicata 506;
ITALIA
Istituzioni scolastiche 10.682;
Alunni 7.768.506;
Numero Medio alunni per Istituzioni scolastiche 727.

Le Istituzioni Scolastiche individuate dal MIUR per la revisione del piano regionale di dimensionamento della rete scolastica :
Basilicata 98;
Comuni coinvolti:
Basilicata 66 su 131

ELABORAZIONE IUnIScuola su dati MIUR

Leggi documento integrale

Precariato :Un nonno della IUniScuola coordina il Mo.G.I.V.


Si presentano con la sigla Mo.G.I.V.(Movimento Giovani Inoccupati Visibili).
Dove sono:
nelle piazze dei paesi,davanti ai Bar,nelle piazzette e nei giardini delle grandi città.

Chi sono:

nullafacenti che girano l'Italia,l'Europa in cerca di lavoro; inseriti nelle graduatorie provinciali e d'istituto(docenti e Ata); costretti a scegliere il fai-da-te per trovarsi un lavoro; mantenuti dai nonni che li finanziano con la loro misera pensione; ignorati dai politici e dai sindacati di regime editori di contratti.
Cosa dicono:
Grazie nonni per la scelta di sacrificare parte della misera pensione per farci trovare un lavoro!

info nonno coordinatore :+393466872531

da Il Giorno - Milano metropoli - mercoledì 3 ottobre 2007-600 candidati arrivati da tutta Italia -Mille chilometri al giorno per un posto di bidello-Viaggiano di notte e la sera ripartono. E c'è chi sta girando il Paese per rispondere a tutte le convocazioni.

«VENGO A MILANO tre volte alla settimana. Faccio avanti e indietro dalla Basilicata. Mi sono presentato a diversi Centri per l'Impiego: a Milano e fuori. Dieci giorni fa sono venuto per sapere se mi avevano dato un posto. Avevano detto che le graduatorie sarebbero state pronte il 21, invece sono uscite il 23. Così ho fatto un viaggio a vuoto.
Sono tornato martedì scorso e oggi. I viaggi me li paga mio nonno: sta investendo tutti i suoi risparmi per cercare di aiutarmi a trovare un posto, anche provvisorio».

Antonio ha 27 anni, è diplomato ed è uno dei seicento aspiranti bidelli che ieri si accalcavano al Centro per l'impiego di via Jenner.
Qualche milanese, qualche lombardo; ma soprattutto giovani (e meno
giovani) arrivati da lontano, dal Sud: Puglia, Basilicata, Sicilia.

HANNO SAPUTO della possibilità di un assunzione a termine dal sindacato o, più spesso, da amici e parenti che lavorano in città o nell'hinterland. Sono partiti lunedì sera, ieri mattina alle 6 era­no in stazione, mezz'ora dopo erano già davanti al portone del Centro.

Sebastiano ha quasi 40 anni. E' disoccupato dall'aprile del 2006.
Oltre che a Milano si è presentato al Centro per l'impiego di Rho, ma ha lasciato perdere: c'era troppa gente.

«Vengo dalla provincia di Potenza - spiega - Sono partito lunedì sera.
Alle 6 e mezzo ero a Milano. Stasera torno a casa. Ho il treno alle 9 meno venti: arrivo a Potenza alle 7. A casa alle 8».

«Quando l'ufficio apre siamo già in coda. Prendiamo i 'numerini' per la chiamata e comincia l'attesa. Quando è il tuo turno ti consegnano un modulo da compilare con tutti i dati anagrafici, la situazione familiare, i precedenti lavorativi e tutti i nostri requisiti. Lo consegniamo e su quella base verrà stilata la graduatoria, che si solito esce una decina di giorni dopo. A volte però è in ritardo e, comunque, nel frattempo noi abbiamo fatto in tempo a tornare un'altra volta e a ripetere tutta l'operazione».

«E' una vita pazzesca. Anche per questo - annuncia - sto cercando di organizzare un. gruppo, che ho chiamato Movimento giovani inoccupati
visibili: Mogiv. "Visibili' perché vorrei che la gente, i sindacati, i politici, il mondo della scuola finalmente ci vedessero, si accorgessero di noi. Ho raccolto le prime adesioni. L'obiettivo è riuscire a parlare della nostra situazione: prima di tutto fra noi, ma anche con le organizzazioni sindacali, con i politici».

SEBASTANO, Antonio e tanti altri sono pendolari delle convocazioni: su e giù da casa a un Centro per l'impiego, ma c'è anche chi ha fatto una scelta diversa: c'è chi si è messo in viaggio due o tre settimane fa e sta battendo tutto il Nord, passando da un ex ufficio collocamento all'altro per rispondere a tutte le convocazioni possibili.

Giuseppe ha 36 anni, viene da Mazzara del Vallo, in provincia dì Trapani. Sua moglie, Luisa, ha 32 anni. Sono partiti insieme e, insieme, ieri mattina erano in via Jenner: una delle tante tappe del loro "tour" a caccia di un posto temporaneo da bidello.

Giuseppe è contento. «Ero qui a fare la fila per un posto a Milano -racconta - e mi è arrivata una telefonata da Sovizzo, in provincia di Vicenza, dove ero stato nei giorni scorsi. Lì mi hanno preso».

Questa mattina si presenterà alla scuola media dove c'è un posto che lo attende.

Luisa non potrà accompagnarlo. «Deve presentarsi a Feltre, in provincia di Belluno - spiega Giuseppe - per un'altra convocazione.
Poi vedremo».

Per Giuseppe il tour' si è fermato a Vicenza. Luisa continuerà a cercare un posto in una scuola del veneto.

GIORGIO GUAITI

martedì 2 dicembre 2008

IUniScuola chiede incarichi triennali da subito, l'On.Aprea aderisce all'ASDAE


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Sciopero silenzioso
IUniScuola per una nuova Gestione MPI:Federalismo scolastico


Asdae ,albo sindacale docenti abilitati europei,non si tratta di un’idea recente come pure gli incarichi triennali, in quanto venne proposta ai precari italiani nel 2002 dalla nascente Associazione ASDAE, promossa da Leonardo Donofrio, dal professor Giuliano Casamassa e da altri, ma che non venne recepito dal precedente governo Berlusconi. Il fatto che oggi quel progetto sia stato ripreso in mano dall’onorevole Aprea fa ben sperare.

Secondo IUniScuola :Quali sono le finalità dell’Albo regionale? Piena occupazione dei docenti abiltati ,Rilasciare una certificazione di iscrizione, previa precedente valutazione dei requisiti per accedere all’insegnamento, una specie di “patentino” per poter entrare in classe fin da subito. Tale progetto potrebbe dunque portare agli incarichi triennali, a partire da questa stessa graduatoria ad esaurimento, per creare i presupposti per gli aspiranti non rientrati nel contingente dei posti per il ruolo ad accettare la nomina e non a rinunciarvi. Bisogna dunque fare in modo di rispettare il termine del 31 luglio 2008 per le nomine , fatte salve operazioni residuali nel mese di agosto. In caso di rinuncia o di esaurimento delle graduatorie, è necessario prevedere già da quest’anno la possibilità per docenti abilitati in altre graduatorie di potersi accodare per riparare al danno subito per il trasferimento di graduatoria e la piena occupazione dei docenti abilitati.

Che cosa occorre, secondo IUnSscuola, per portare un po’ di pace nella scuola e tra docenti Ata: assegnare il contingente delle immissioni in ruolo, o in caso contrario motivare le ragioni del diniego al diritto previsto dalla Legge Finanziaria 2008 (50.00 docenti, 10.000 Ata), prevedendo fin da ora la modifica delle graduatorie ad esaurimento, valutando attentamente i fatti verificatisi nell’anno scolastico 2007/2008. Molti docenti abilitati, infatti, per non correre il rischio di rimanere legati alle graduatorie nelle zone del nord, hanno presentato domanda nelle province di provenienza, non prevedendo la riduzione d’organico per l’anno 2008/2009 perché nessuno l’aveva fatto loro notare; anzi molti sedicenti “esperti” avevano loro consigliato proprio di presentare tale domanda. Il precario, infatti, è costretto a rivolgersi a qualcun altro per avere informazioni proprio per la cronica mancanza di notizie certe su siti web dell'amministrazione scolastica (iscrizioni alunni, classi attivate, organici, personale in servizio a tempo determinato ed indeterminato). A Milano, ad esempio, dei 20.000 presenti nelle graduatorie ad esaurimento solo il 25% dei docenti ha accettato incarichi di ruolo a tempo determinato da parte dell’Ufficio Scolastico Provinciale, tanto che , per far fronte alla copertura, sono state conferite dai Dirigenti Scolastici oltre 3.000 nomine( in qualche caso senza seguire una regola precisa).

In conclusione Leonardo Donofrio di IUniScuola auspica un albo dei docenti abilitati riconosciuto in Europa.

IUniScuola.Visitiamo la Lucania :Monticchio Laghi





Due piccole gemme luccicanti, incastonate nel verde intenso del Monte Vulture, uno dei più antichi vulcani dell’Appennino meridionale.

Così appaiono i Laghi di Monticchio a chi ha la fortuna di poterli ammirare dall’alto.

Ma è soprattutto raggiungendo le verdissime sponde, sotto le gallerie di alberi che costeggiano il lago Piccolo, nella leggera brezza che increspa le acque e rende meno torride le giornate d’estate, che ci si accorge di trovarsi accanto ad alcuni tra i gioielli più preziosi di cui si adorna la bella e misteriosa terra lucana.

Sarà forse per questo che la Brahmea, una farfalla bella quanto rara, individuata dagli esperti solo nel 1961, ha scelto da sempre di vivere nel verde intorno ai laghi.

Qui, specie nelle giornate di sole, è facile incontrarla, e tutti ne hanno il massimo rispetto.

Dal 1971 la zona è stata dichiarata riserva naturale, per conservare integro l’habitat ideale per la Brahmea.

Ma qui la natura ha dato il meglio di sé non solo nel paesaggio.

Le acque minerali di Monticchio sono famose in tutta Italia per la loro purezza, il gusto frizzante assolutamente naturale, le proprietà terapeutiche.

E sulle colline che circondano i Laghi, sul ricco e scuro terreno vulcanico, i vigneti di uve Aglianico preparano il vino generoso che parla della Basilicata e della sua gente in giro per il mondo.

L’Aglianico del Vulture, così come gli oli genuini che qui si producono, è autentico ambasciatore della Basilicata e della sua gastronomia, fin dai tempi del grande poeta latino Quinto Orazio Flacco, che cantò il Vulture nelle sue opere.

Riflessa nelle acque del lago Piccolo, la Badia di S. Michele appare come uno squarcio di candore abbagliante tra gli alberi del bosco e, al viaggiatore non distratto, racconta antiche vicende di uomini, momenti tristi e lieti di una storia secolare.

Una storia che comincia intorno al decimo secolo, con l’arrivo nella zona del Vulture dei monaci Basiliani, che qui insediarono uno dei centri monastici di maggiore rilievo, al punto da destare nei secoli l’interesse di Papi e Imperatori.

Verso la fine del cinquecento, la Badia di S. Michele fu ricevuta in commenda da quel Cardinale Borromeo reso famoso dal Manzoni che ne parla nei suoi Promessi Sposi.

Proprio al Cardinal Borromeo e ai consigli spirituali del suo precettore, Filippo Neri, si deve una rinascita della Badia dopo decenni di decadenza.

E ancora, spingendosi sull’istmo di terra in mezzo ai laghi, ci si può imbattere nei ruderi del convento di S. Ippolito, fondato dai monaci Benedettini, un documento religioso bizantino di indiscutibile importanza.

Questa era una delle patrie di Federico II di Svevia, il grande sovrano che prediligeva questi boschi per le sue battute di caccia con il suo falco e che a poca distanza, nel suo castello di Melfi, promulgò le sue Costituziones, primo esempio di codice civile moderno, nel quale per la prima volta viene dedicato ampio spazio alla tutela dell’ambiente.

Si racconta che tra questi boschi, e anche nella grotta seminascosta dietro l’Abbazia, trovò spesso rifugio Carmine Donatelli, detto "Crocco", il brigante di Rionero che, con la sua banda di lealisti borbonici, combatté una disperata battaglia contro i piemontesi negli anni immediatamente successivi all’unificazione dell’Italia.

A chi voglia ripercorrere le strade dei briganti vengono proposti suggestivi percorsi di trekking tra i sentieri del Vulture.

Forse è anche per questo che un numero sempre maggiore di turisti affolla le strade e i prati che circondano i laghi.

Una vacanza a Monticchio è un’idea moderna e interessante, adatta per tutte le età.

Genitori e figli inforcano con uguale entusiasmo le biciclette per un giro panoramico, o un suggestivo giro in barca sul lago Piccolo.

Qui, è facile imbattersi in cacciatori di emozioni, che si aggirano armati di binocolo e fotocamera, per catturare il volo di un uccello o i colori accesi di una farfalla.

E quando il sole si fa più caldo, dopo una sosta in uno dei tanti ristoranti, segnaliamo il percorso delle sorgenti – raggiungibili in auto – dalle quali sgorga deliziosa la famosa acqua minerale di Monticchio.

Tutt’intorno città e paesi ricchi di tradizioni diverse, ma tutti capaci di offrire l’identica calorosa accoglienza che chi conosce la Basilicata e la sua gente ha imparato ad apprezzare.

lunedì 1 dicembre 2008

Ciao da San Fele

Leonardo Donofrio ricorda Melfi


Melfi, come la Basilicata intera, nonostante il ruolo preminente avuto nella storia meridionale in epoca normanno-sveva, è vissuta per lungo tempo isolata sul piano culturale.

Dopo la Scuola di diritto fondata a Melfi dal giudice Pietro da Venosa e dopo gli Studi umanistici di Riccardo da Venosa con il Liber de Paolino et Polla, originale opera letteraria di epoca federiciana, non vi fu alcun altro fermento culturale di rilievo.

Insediatosi a Napoli il centro amministrativo e politico dell'Italia meridionale, la Basilicata ridiventò una regione impervia ed isolata, non più interessata dai traffici che ormai seguivano vie diverse.

Gli Angioini la asservirono come terra di conquista e l'abbandonarono all'incuria ed all'isolamento. Per secoli in Basilicata le condizioni di vita rimasero immutate, contrariamente a quanto avveniva nelle altre regioni dell'Italia meridionale, e neppure l'umanesimo ha fatto sentire i suoi effetti a causa della inesistente propensione all'erudizione, premessa indispensabile per lo sviluppo di studi storici.

Così la traduzione della Geographia di Strabone restò ignota e anche i viaggiatori si arrestavano ai confini della regione: Michele Ferrarino e Giovanni Giocondo nel XV Secolo, Simone Wallambert. Everardo Elio Vorstio ignorarono la Basilicata, pur giungendo a Salerno, Napoli e nel Vallo di Diano.

Prima che Matera entrasse a far parte della Basilicata, distaccandosi dalla Terra d'Otranto nel 1663, Melfi era fra i centri più progrediti della regione, con Venosa, Potenza e Miglionico.

Nel XVI Secolo, con Vincenzo Bruno da Melfi ed i francescani, si è avuto un certo fiorire di studi filosofici e di teologia, senza però mai inserirsi nelle correnti di pensiero di più largo respiro ; la loro produzione restava superficiale ed inedita. Le prime ricerche storiche ebbero inizio solo nella seconda metà del Cinquecento ad opera di Antonio Paglia, pugliese. Sebastiano Facciuta, dottore in teologia e poeta, nel 1587 pubblicava l'orazione Dell'Antichità e nobiltà di Melfi (Marescotti, Firenze). Benedetto Mandina, melfitano, controriformatore convinto, con i suoi scritti a difesa della chiesa e con la sua condotta di vita irreprensibile, si guadagnava prima la nomina a vescovo di Caserta nel 1594 e poi a membro del Tribunale del Santo Uffizio romano che inquisì Bruno e Campanella, quindi l'incarico politico di riunificazione del mondo cristiano. Nominato Nunzio Apostolico in Germania e in Polonia, pubblicava la Oratio de foedere cum Christianis contra Turcum paciscendo, habita in comitis Varsaviae 3 Kal., apr. 1596 (Cracoviae, Lazarus, 1596).

Gli storici ed i cronisti lucani non superarono il limite della cronaca e non riuscirono a dare visioni organiche delle vicende del proprio paese, salvo l'opera di Francesco Sanseverino nel XVII secolo a Senise. Le fonti storiche di cui si avvalevano i cronisti restavano sempre le stesse e limitatissime ; le cause e gli effetti degli avvenimenti non venivano analizzati e le storie erano spesso trasformate in leggende, alla pari delle agiografie e delle vite dei santi.

Una certa vivacità di dibattito su tesi contrapposte si riscontra negli scritti di Stefano del Zio a Melfi sugli studi economici riguardanti la convenienza allo sviluppo dell'industria zootecnica rispetto a quello della cerealicoltura, sostenuto invece da Carlo Parrino.

Nella sua memoria diretta al Principe nel 1646 Dell'Industrie che si potranno fare nello Stato di Melfi, egli proponeva, con evidente lungimiranza, di incrementare gli allevamenti zootecnici e di impiantare caseifici e nuovi centri rurali. Evidentemente il Del Zio non fu buon profeta e il suo studio restò ignorato.

La difficoltà a conoscere le reali condizioni economiche e sociali del passato è in gran parte dovuta a questa carenza di studi economici ; in aiuto soccorrono le relazioni dei vari governatori del Principe sebbene esse non sempre sono obbiettive per ragioni riconducibili a calcolo di convenienza del redattore di turno.

Dalle diverse Descrittioni del Regno di Napoli della prima metà del Settecento, uniformate alla Della Descrizione del Regno di Napoli del signor S (cipione) M (azzella) napoletano del 1597, si legge stranamente un giudizio di ricchezza per la regione Basilicata; eppure la delusione fu forte per Carlo di Borbone nel gennaio del 1735 quando, approdando a Matera dalla Puglia, riscontrava che erano pure fandonie la ricchezza dei luoghi e la fertilità della terra. Il sovrano restò impressionato dall'abbandono e dalla miseria tanto da disporre una inchiesta sulle condizioni della regione. L'incarico venne dato a Rodrigo Maria Gaudioso che, attenendosi al compito, non poté non fornire un resoconto desolante delle condizioni della Basilicata all'inizio della dominazione borbonica. continua...Clicca qui >>>

Dipartimento Istruzione: dimensionamento, programmazione regionale, Risorse Comuni, personale mensa

Il Dipartimento Istruzione di ANCI Lombardia, a seguito di alcune importanti iniziative assunte recentemente dall’Associazione ed in prospettiva di un maggior coinvolgimento degli Enti Locali nella programmazione e organizzazione dei servizi educativi, comunica ai Comuni lombardi quanto segue:

1. Dimensionamento istituzioni scolastiche

Anche grazie alle richieste inoltrate da ANCI e dalle Regioni, in data 5 novembre 2008 è stata approvata la modifica dell’art. 3 del Decreto Legge 7 Ottobre 2008, n. 154. Praticamente il Governo ha deciso di non prevedere più la scadenza del 30 novembre 2008 per le modifiche ai Piani regionali di dimensionamento, né il commissariamento delle Regioni o degli Enti locali; inoltre viene limitato il dimensionamento alle sole istituzioni scolastiche non in regola con i parametri di legge (da 500 a 900 alunni) senza intervenire sui singoli plessi, anche se frequentati da meno di 50 alunni. Per questo aspetto si interverrà successivamente, a partire dall’anno scol. 2010/11. Infine il Governo ha previsto che, entro il 15 giugno 2009, i Ministeri dell’Istruzione, Università e Ricerca e dell’Economia e Finanze, sentito il Ministero per i rapporti con le Regioni, promuovano la stipula di un’intesa per disciplinare l’attività di dimensionamento della rete scolastica con particolare riferimento ai punti di erogazione del servizio.


2. Linee guida per la programmazione regionale dei servizi educativi

Al termine del percorso formativo promosso da ANCI Lombardia nei mesi di Settembre/Ottobre 2008 in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale, l’Unione Province Lombarde, le Organizzazioni Regionali dei Sindacati Scuola di CGIL-CISL-UIL e SNALS, l’Associazione Nazionale Presidi e le Associazioni Provinciali delle Scuole Autonome Lombarde, è stato definito il testo del documento contenente le “Linee guida per la programmazione regionale dei servizi educativi”, uno strumento predisposto in attuazione dell’art. 7 della Legge Regionale 6 agosto 2007, n. 19, utile a garantire la realizzazione degli adempimenti previsti dalla norma, alla luce delle indicazioni e dei criteri approvati dalla Regione Lombardia con Delibera di Consiglio Regionale 19 febbraio 2008, n. 528.
Il documento costituisce l’occasione per i Comuni lombardi di entrare a pieno titolo nell’attività di pianificazione dei servizi previsti dal sistema scolastico regionale, relazionandosi con i vari enti territoriali chiamati a svolgere un ruolo nel settore, realizzando in concreto “la Scuola dell’autonomia”, nell’ottica del coordinamento previsto dalla “Proposta di intesa Stato-Regioni” approvata in data 9 Ottobre 2008 dalla Conferenza delle Regioni, in attuazione del Titolo V della Costituzione.
L’agenda degli adempimenti per l’anno scolastico 2008/09 viene proposta a titolo sperimentale; la partecipazione di tutti i soggetti interessati consentirà di testarne la validità, verificarne sul campo la praticabilità, apportare correttivi, fornire ulteriori contributi per la messa a sistema degli strumenti di programmazione regionale.
Gli Amministratori locali sono invitati ad attivarsi per concretizzare i contenuti del documento. In particolare si invitano i Comuni Capoluogo del Distretto socio-sanitario di cui alla Legge n. 328/00 (individuato dalla Regione Lombardia come ambito funzionale al miglioramento dell’offerta formativa, per i servizi relativi al diritto allo studio) ad assumere le iniziative previste dall’agenda e a garantire l’insediamento dei Tavoli Locali per le Politiche Scolastiche.
ANCI Lombardia sosterrà i Comuni lombardi in questo nuovo e importante percorso, attraverso momenti di confronto e approfondimento nei territori, prevedendo anche due momenti di verifica e monitoraggio dello stato di attuazione degli adempimenti nei mesi di Febbraio e Maggio 2009 e mettendo a disposizione dei Comuni tutti i documenti e i materiali presentati durante il corso suindicato attraverso il sito www.dirittoallostudio.net appositamente allestito da Ancitel Lombardia.

3. Rassegna “Risorse Comuni 2008”

Da Martedì 25 a Giovedì 27 novembre 2008, a Milano, presso il Palazzo delle Stelline, in Corso Magenta, 61, avrà luogo la Rassegna “Risorse Comuni”. Nel programma sono previsti due momenti dedicati alla Scuola:

a. Martedì 25.11.08, h 14.30-17.30
Presentazione degli esiti del progetto “Equity in rete”, realizzato nell’anno scolastico 2007/08 e finalizzato all’integrazione scolastica degli alunni con disabilità. Interverranno esponenti della Regione Lombardia, dell’Agenzia Regionale per l’Istruzione, la Formazione e il Lavoro, di Ancitel Lombardia, IREF e Fondazione don Gnocchi.
A questo appuntamento sono invitati anche i Dirigenti Scolastici, i rappresentanti delle ASL, delle Aziende Ospedaliere, degli Uffici di Piano, del Terzo Settore e delle Associazione delle Famiglie. Durante il seminario verranno presentate anche iniziative per l’attivazione di servizi in rete; si invitano i Sindaci o Assessori all’Istruzione dei Comuni capoluogo di Distretto a partecipare al seminario o a designare un proprio delegato, in modo che ciascun ambito sia rappresentato.

b. Mercoledì 26.11.08, h 14.30-17.30
Durante il seminario “Scuole capaci di futuro” verranno illustrate le problematiche affrontate dai tre tavoli istituiti presso il Politecnico, a seguito del convegno sull’edilizia scolastica e la sicurezza tenuto nello scorso mese di Aprile (Tavolo per la programmazione degli interventi, Tavolo per le manutenzioni, Tavolo per Milano). Saranno presenti anche rappresentanti della Regione Lombardia, che presenteranno le modifiche apportate al Piano regionale di dimensionamento delle scuole. Nell’occasione verranno fornite precisazioni anche in merito all’istituzione dei Centri Provinciali per l’Istruzione degli Adulti.


4. Applicazione art. 21 del Contratto Collettino Nazionale di Lavoro del Comparto Scuola sottoscritto il 29.11.07 – Personale avente diritto a mensa gratuita

Molti Comuni hanno chiesto chiarimenti in merito all’applicazione dell’art. 21 del CCNL, relativo all’individuazione del personale delle scuole avente diritto a mensa gratuita.
La questione è ancora aperta ed ANCI ha sottoposto il problema all’attenzione del Ministro Fioroni prima ed al Ministro Gelmini poi, sia per quanto riguarda il diritto di accesso al servizio sia per la quantificazione dei rimborsi spettanti ai Comuni. In proposito ANCI, in data 23 settembre 2008, ha pubblicato un proprio comunicato (www.anci.it) in cui precisa che, sino a quando non verranno date garanzie in merito alla copertura finanziaria del servizio, nulla è innovato rispetto a quanto comunicato nello scorso mese di febbraio, quando appunto ANCI ha chiesto al Ministero di avere certezza di risorse, per fornire indicazioni precise a Scuole e Comuni. Gli Enti locali, infatti, non devono sostenere oneri aggiuntivi, considerando oltretutto che gli attuali rimborsi del pasto del personale non coprono il 100% delle spese sostenute, anzi ne coprono a malapena la metà. Si attende in proposito una risposta da parte del Ministero; nel frattempo si ribadisce che l’indicazione di ANCI è di non dare applicazione all’art. 21 del CCNL.
Fonte ANCI Lombardia

IUniScuola: San fele,le sue origini risalgono al 960 d.C.



San Fele, il paese è posto a oltre 800 metri sul livello del mare nell’alto bacino del fiume Ofanto.
Le sue origini risalgono al 960 d.C. e fu, più che centro abitato, castello fortezza fatto costruire da Ottone I di Sassonia dopo la battaglia di Bovino.
Il castello, costruito su un’altura rocciosa a 960 metri sul mare e di cui oggi restano solo pochi ruderi, dominava la sottostante valle di Vitalba, solcata dai torrenti Bradano, Luparo, Vonghia, Arvivo ha di fronte il massiccio del Vulture a nord e il castello di Lagopesole ad oriente.
Sotto il dominio angioino il nome dell’abitato venne contratto in San Felì e con gli Aragonesi si trasformò in San Fele, nome in uso ancora oggi.
Il Castello-fortezza di San Fele, posto in posizione quasi inaccessibile sull’Appennino lucano, divenne presto orrida prigione dove vennero richiusi Enrico di Baviera ad opera di Ottone Il, poi Enrico figlio di Federico II e, nel 1382, Ottone di Brunswich, quarto marito di Giovanna I.
Venne letteralmente distrutto nel 1435 dal Cardora. Durante il periodo feudale passò a diversi signori, seguendo le vicende dei vari centri abitati della Valle di Vitalba.
Nel 1613 venne acquistato dai Doria, Signori di Melfi, che lo tennero fino al secolo scorso.
A San Fele è nato, il 9 ottobre 1800, Giustino De Jacobis, missionario in Africa che venne prima beatificato da Pio XII il 25 giugno 1939 e poi annoverato nel catalogo dei Santi il 26 ottobre 1975 da Paolo VI. La sua festa si celebra il 30 luglio.

Frazioni: Agrifoglio, Armatieri, Difesa, Cecci, Cerrito, Montagna, Pierno, Signorella.
Repertorio artistico-turistico
Ruderi di un antico castello nel quale fu prigioniero, Enrico, figlio di Federico Il.
Nella Chiesa Matrice si conserva una grande tela di ignoto autore del ‘600, raffigurante Santa Rosa da Viterbo.
Nei dintorni: Santuario di Santa Maria di Pierno, del secolo XIII, costruito da Mastro Sarolo di Muro Lucano, una delle poche opere d’arte romanica-pugliese che abbia la Lucania.
Tempio ornato di archi leggiadri sovrapposti e di meandri bizantini.
da: Guida Basilicata di P. Tucciariello

Castello-fortezza di San Fele

San Giustino De Jacobis, missionario in Africa

Santuario di Santa Maria di Pierno