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martedì 6 gennaio 2009

IUniScuola.Istat: peggiorano condizioni vita, 50% famiglie guadagna meno di 1.924 euro


Peggiorano le condizioni di vita degli italiani, e nel 2006 il 50% delle famiglie ha percepito circa 1.924 euro al mese con un reddito mediano nazionale pari a 23.083 euro. Nel nostro paese cresce anche il divario tra Sud e Nord ma soprattutto aumentano le disuguglianze tra poveri e ricchi, una disuguaglianza che è maggiore al Sud piuttosto che al Nord. La Sicilia è la regione dove si registrano i dati di reddito inferiori mentre la provincia di Bolzano e l'Emilia Romagna sono le aree dove si registra un dato di reddito migliore. Nel Sud dunque non c'è solo una grande distanza dal Nord ma anche una maggiore distanza tra ricchi e poveri. Le maggiori difficoltà si registrano per le spese del cibo, le spese mediche. Le situazioni piu' critiche sono nelle famiglie con tre o piu' figli minori, specie nel Sud, per gli anziani soli, specie donne con pensioni molto basse, e le famiglie mono-genitori.Leggi TUTTO...

domenica 4 gennaio 2009

In Italia tre milioni di precari,Lucania:uno su due a rischio di perdere il lavoro


Video da YouTube
http://it.youtube.com/watch?v=ldLeUGMrJMM

Il numero si attesta a quota 3 milioni, il 12% del totale degli occupati. Più frequente nel Meridione(IUniScuola."Lucania dinamiche socio economiche" : occupati 36,30% uno su due sono precari e a rischio di perdere il lavoro,disoccupati 16,10%), ma in aumento anche nelle regioni del Nord. Le cifre sono state diffuse da la Cgia di Mestre: di lavoratori precari in Italia ce ne sono ben 2.812.700. Il fenomeno però non coinvolge solo l'Italia, secondo i dati Eurostat infatti, la classifica degli atipici europei, quelli con il contratto a tempo determinato, vede la Spagna al primo posto, dove 1 lavoratore su 3 è precario. Seguita da Polonia e Portogallo.

Dati alla mano, in Italia continua a crescere il numero dei lavoratori atipici, i cosiddetti precari. Non è facile tracciare il profilo del precario. Non esiste nemmeno un limite di età: anche coloro che si trovano in età avanzata possono incappare in contratti atipici. E' in aumento il numero delle donne e dei laureati in cerca di primo impiego.

Il numero si attesta a quota 3 milioni, il 12% del totale degli occupati. Più frequente nel Meridione, ma in aumento anche nelle regioni del Nord.
Le cifre sono state diffuse da la Cgia di Mestre: di lavoratori precari in Italia ce ne sono ben 2.812.700 (ultimi dati del mese di settembre): il 12 per cento degli occupati (quasi 20 milioni). In grande maggioranza operano nel Sud (il 33,4 per cento) ma la tipologia è in netto aumento anche nel Settentrione con un picco nel Nord-Est del 24,6. Lo studio della Cgia prende in considerazione anche l'ammontare delle ore lavorate: un co. co. pro lavora mediamente 31 ore alla settimana, un prestatore d'opera occasionale 23 contro le 37 medie di un operaio a tempo determinato.

In cinque anni il numero di precari è aumentato del 17 per cento. Nello stesso arco di tempo il lavoro a tempo indeterminato è aumentato solo del 3,1. È evidente la sproporzione tra le due tipologie.
Il fenomeno però non coinvolge solo l'Italia, secondo i dati Eurostat infatti, la classifica degli atipici europei, quelli con il contratto a tempo determinato, vede la Spagna al primo posto, dove 1 lavoratore su 3 è precario. Seguita da Polonia e Portogallo.
L'Italia si trova al nono posto con una percentuale del 13,2.
Ecco la classifica completa delle percentuali dei contratti atipici in tutta Europa riferite al 2008:

1.Spagna 31,7% ;2.Polonia 28,2% ;3.Portogallo 22,4% ;4.Paesi Bassi 18,1% ;5.Svezia 17,5% ;6.Finlandia 15,9% ;
7.Germania 14,6% ;8.Francia 14,4% ;9.Italia 13,2%; 10.Austria 8,9%; 11.Danimarca 8,7% ;12.Irlanda 7,3% ;
13.Lussemburgo 6,8% 14.Regno Unito 5,9% ;15.Estonia 2,1% ;16.Romania 1,6%.
(Media UE a 27: 14,5%,Fonte Eurostat)