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lunedì 1 dicembre 2008

IUniScuola: San fele,le sue origini risalgono al 960 d.C.



San Fele, il paese è posto a oltre 800 metri sul livello del mare nell’alto bacino del fiume Ofanto.
Le sue origini risalgono al 960 d.C. e fu, più che centro abitato, castello fortezza fatto costruire da Ottone I di Sassonia dopo la battaglia di Bovino.
Il castello, costruito su un’altura rocciosa a 960 metri sul mare e di cui oggi restano solo pochi ruderi, dominava la sottostante valle di Vitalba, solcata dai torrenti Bradano, Luparo, Vonghia, Arvivo ha di fronte il massiccio del Vulture a nord e il castello di Lagopesole ad oriente.
Sotto il dominio angioino il nome dell’abitato venne contratto in San Felì e con gli Aragonesi si trasformò in San Fele, nome in uso ancora oggi.
Il Castello-fortezza di San Fele, posto in posizione quasi inaccessibile sull’Appennino lucano, divenne presto orrida prigione dove vennero richiusi Enrico di Baviera ad opera di Ottone Il, poi Enrico figlio di Federico II e, nel 1382, Ottone di Brunswich, quarto marito di Giovanna I.
Venne letteralmente distrutto nel 1435 dal Cardora. Durante il periodo feudale passò a diversi signori, seguendo le vicende dei vari centri abitati della Valle di Vitalba.
Nel 1613 venne acquistato dai Doria, Signori di Melfi, che lo tennero fino al secolo scorso.
A San Fele è nato, il 9 ottobre 1800, Giustino De Jacobis, missionario in Africa che venne prima beatificato da Pio XII il 25 giugno 1939 e poi annoverato nel catalogo dei Santi il 26 ottobre 1975 da Paolo VI. La sua festa si celebra il 30 luglio.

Frazioni: Agrifoglio, Armatieri, Difesa, Cecci, Cerrito, Montagna, Pierno, Signorella.
Repertorio artistico-turistico
Ruderi di un antico castello nel quale fu prigioniero, Enrico, figlio di Federico Il.
Nella Chiesa Matrice si conserva una grande tela di ignoto autore del ‘600, raffigurante Santa Rosa da Viterbo.
Nei dintorni: Santuario di Santa Maria di Pierno, del secolo XIII, costruito da Mastro Sarolo di Muro Lucano, una delle poche opere d’arte romanica-pugliese che abbia la Lucania.
Tempio ornato di archi leggiadri sovrapposti e di meandri bizantini.
da: Guida Basilicata di P. Tucciariello

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