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lunedì 2 novembre 2015

DOPO EXPO LA BASILICATA A GARANZIA E DIFESA DELLA CARTA DI MILANO

“Si è chiuso il semestre italiano di Expo “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita”, un’occasione di portata storica che ha messo al centro del dibattito nazionale e internazionale i temi della nutrizione, dell’agricoltura, del cibo, della sostenibilità e dell’ambiente. 

Un semestre impegnativo - ha dichiarato l’Assessore Luca Braia - in cui il Dipartimento Politiche Agricole e Forestali è stato protagonista del coinvolgimento inter-istituzionale e di numerose iniziative messe in campo nell’ambito del programma “Da Expo ai Territori”, connotando la partecipazione della Basilicata anche in una dimensione internazionale e di scambio con delegazioni rappresentative di nuovi mercati e possibilità. 

Abbiamo organizzato e coordinato, ad esempio, la tappa materana del Girolio d’Italia, la visita in Basilicata di una delegazione cinese e quella di altre 12 delegazioni straniere, la presenza di una nutrita delegazione di imprenditrici tedesche per “Women in Wine” e molte altre iniziative sul nostro territorio. 

Il Dipartimento, inoltre, è stato il principale portavoce e firmatario di un impegno politico regionale importante che è nostra intenzione far mantenere: la firma della Carta di Milano avvenuta alla presenza del Vice Ministro Andrea Olivero proprio in occasione della tappa a Matera del Girolio d’Italia 2015, nel luglio scorso. 

La firma della Carta di Milano - sottolinea l’Assessore Luca Braia - ci impegna ad assumere la grande responsabilità di mettere in atto azioni, condotte e scelte politiche che garantiscano il cibo come diritto fondamentale e la lotta allo spreco alimentare e dell’acqua. Occorre riservare particolare attenzione alla tutela del suolo agricolo e dare un ruolo fondamentale all’educazione alimentare e ambientale, per una crescita consapevole delle nuove generazioni. È necessario diffondere la cultura della sana alimentazione come strumento di salute globale e assume per noi un'importanza centrale il sostegno al reddito di agricoltori, allevatori e pescatori attraverso strumenti potenziati a livello di organizzazione e cooperazione, anche fra piccoli produttori. 

La salvaguarda della biodiversità, la promozione della diversificazione delle produzioni agricole e di allevamento, l’investimento nella ricerca, per promuovere la maggiore condivisione dei risultati da sviluppare nell'interesse della collettività e la difesa dei prodotti della nostra terra come patrimonio culturale, valorizzandone l’origine territoriale con processi normativi trasparenti sull’intera filiera produttiva. Temi che troveranno ampio spazio nel nuovo PSR Basilicata 2014-2020 di cui attendiamo a giorni l’approvazione della Comunità Europea. 

Una visione che considera il rapporto tra energia, acqua, aria e cibo in modo complessivo e dinamico per poter gestire queste risorse all'interno di una prospettiva strategica e di lungo periodo. Prospettiva che la comunità lucana della ricerca e delle imprese legate al mondo del monitoraggio ambientale e della gestione della risorsa idrica ha già avviato. Stiamo già lavorando anche alla stretta correlazione tra il paesaggio lucano e le nostre produzioni agroalimentari di qualità. 

Dobbiamo ora più che mai - conclude Luca Braia - ergerci a garanti e difensori dei Contenuti della Carta di Milano: per la Regione Basilicata deve rappresentare un vero e proprio documento politico a cui fare riferimento. E sarà nostro dovere richiamare tutti al suo rispetto ed alla sua applicazione. E’ mia intenzione convocare a breve una conferenza stampa con i Dirigenti del Dipartimento Agricoltura per focalizzare l’attenzione su concetti chiave della Carta di Milano che saranno fondamento di ogni nostra azione futura. 

Nell’ottica di un passaggio ideale di testimone tra Expo 2015 e Matera Capitale europea della Cultura 2019, ho invitato personalmente sia Stefano Mirti, (responsabile social media team di Expo 2015 SPA) a Matera per la presentazione dei dati social della manifestazione, che Diana Bracco, (Presidente di Expo 2015 e commissario per il Padiglione Italia) con la quale, nel mese di dicembre, quando insieme a UNIDO (Organizzazione delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Industriale) ospiteremo 37 delegate imprenditrici dai Paesi in Via di Sviluppo, concluderemo il percorso “Da Expo ai Territori”. 
FONTE AGR

domenica 1 novembre 2015

“Lucani bravi genti”, parola di mister Coppola Il regista a Milano: «La Basilicata? Piena di talenti»

Irresistibile il racconto della prima visita a Bernalda: «Era il 1962, c’era il matrimonio di un parente- ha ricordato il regista - ed è stato il mio primo vero incontro con l'ospitalità: hanno preteso che dormissi nel loro letto per stare più comodo»

I LUCANI? “Bravi genti”. E se lo dice un lucano eccellente come Francis Ford Coppola c’è da credergli.
Il suo racconto della Basilicata, ieri, al teatro dal Verme di Milano, nell’ambito di una delle iniziative Fuori Expo di Regione, Apt e Lucana film commission, è stato il migliore spot di sempre della terra di nonno Agostino e papà Carmine Coppola.
L’incontro con il regista, sei volte premio Oscar, seguitissimo anche in diretta streaming su meethemediaguru.org e su twitter, ha regalato oltre un’ora di emozioni vere. «Quando vedi la Basilicata vedi campi, vigneti, bellissimi paesaggi. Vedi la terra come doveva essere!». La dichiarazione d’amore più bella di mister Coppola alla sua Basilicata, mentre alle sue spalle scorrono le immagini più belle della regione, da “BernaldaBella” degli antenati a Matera capitale europea della Cultura 2019.
Francis è totalmente padrone della scena. In prima fila a seguirlo incantato, come tutto il pubblico del teatro milanese, dopo un breve intervento di saluto dal palco, il governatore della Basilicata Marcello Pittella. E’ uno spettacolo sentir parlare il regista del padrino di gnummuriell, capuzzel, lampascioni con una naturalezza disarmante. La parte più avvincente del suo racconto è sicuramente quella della saga dei Coppola, iniziata a fine ‘800 nella bottega di Ciccio Panio, dove nonno Agostino ha appreso l’arte di costruire macchine straordinarie, compresa la prima macchina per il cinema con l’audio. «Da allora con Sofia e Gianrcarla siamo arrivata alla quinta generazione nel business del cinema»- dice con orgoglio. E dalla intricatissima dinasty dei Coppola spunta anche un antenato che ha partecipato alla spedizione dei Mille e una parentela con il direttore d’orchestra Riccardo Muti. «Mia mamma era di Napoli, con il maestro siamo cugini di secondo grado», svela.
Irresistibile il racconto della prima visita a Bernalda. «Era il 1962, c’era il matrimonio di un parente- ricorda- ed è stato il mio primo vero incontro con l'ospitalità: hanno preteso che dormissi nel loro letto per stare più comodo». Un flusso di ricordi e immagini che fanno dire a Coppola: «Nel profondo del mio cuore io mi sento italiano».
«Sono sicuro - aggiunge- che fra due anni tutti i miei amici mi chiederanno di riservargli un posto a Palazzo Margherita (la dimora storica diventata la casa lucana del regista ndr)».
Poi mister Coppola inizia a rispondere alle domande del pubblico. Così numeroso che l’incontro va ben oltre l’orario concordato. Ma il maestro è tutt’altro che infastidito, anzi. Risponde addirittura a una ragazza che gli chiede come mai abbia i calzini spaiati, uno giallo e l’altro rosso, con un laconico “perchè no?». Più volte ripete, scherzando: «Se non arriva la polizia a cacciarci, andiamo avanti». Si parla anche di cinema: «La Dolce vita e Otto e mezzo di Fellini sono due bibbie del cinema- dice il regista-Rossellini è il padre di tutti i filmakers italiani. Come lui nessuno ha condiviso con altri il cinema».
Un film in Basilicata? Il maestro non si sbilancia: «Il cinema è come un mazzo di rose che sboccia in luoghi sempre diversi», la risposta. Poi un consiglio ai giovani: «Stop sempre lamentari- dice- I miei antenati sono andati in America e hanno lavorato duro: ora tocca a voi». Da applausi l’uscita di scena: «Non fatemi firmare autografi. Piuttosto, cantiamo assieme?» E se ne va accennando a “Roma non fa la stupida stasera...