«Chiarimenti dalla Direzione Generale per gli Ordinamenti Scolastici e per l’Autonomia Scolastica»
Ecco la nota di chiarimento del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Dipartimento per l’Istruzione
Direzione Generale per gli Ordinamenti Scolastici e per l’Autonomia Scolastica
Prot.AOODGOS n.427 Roma, 21 gennaio 2010
Oggetto: *CM n. 4/2010.Attività alternative all’insegnamento della religione cattolica. Chiarimenti.
In relazione a quesiti pervenuti, si conferma che, come negli scorsi anni, l’*Allegato D della CM n. 4 del 15 gennaio 2010, sulle iscrizioni per l’anno scolastico 2010-2011, relativo alla scelta di avvalersi o di non avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica, va compilato al momento dell’iscrizione alla classe iniziale.
L’*Allegato E della medesima circolare, relativo alla scelta tra le attività alternative all’insegnamento della religione cattolica, va compilato entro l’avvio delle attività didattiche in relazione alla programmazione di inizio d’anno da parte degli organi collegiali.
Si precisa inoltre che le scelte alternative all’insegnamento della religione cattolica, previste dall’Allegato E, costituiscono il numero minimo di opzioni che la scuola offre agli alunni.
IL DIRETTORE GENERALE
Mario G. Dutto
*Per saperne di più visualizza Valsassina24ore
BLOG DEI LUCANI EMIGRATI
INFO anzianiinpiazza@libero.it
sabato 23 gennaio 2010
martedì 19 gennaio 2010
IUniScuola,I tagli sul sociale a Regioni e Comuni: un'analisi sulla Finanziaria per il 2010
Fonte :www.superando.it/
«Dopo il taglio di oltre mezzo miliardo di euro operato dalla Finanziaria per il 2009, prosegue anche con la Legge Finanziaria per il 2010 [Legge 191/09, N.d.R.] il taglio ai fondi per il sociale erogati a Regioni e Comuni.
Il provvedimento in oggetto, innanzitutto, non prevede più alcun finanziamento (nel 2009 erano 100 milioni di euro) per il Piano Straordinario Servizi Socio-Educativi per la Prima Infanzia, che è stato decisivo per sviluppare l'offerta di asili nido in Italia. Dopo un gran parlare, dunque, di politiche per aiutare le famiglie, si interviene negativamente su uno dei pochi fondi in grado di agire efficacemente nel supporto a quelle famiglie dove entrambi i genitori lavorano.»
Leggi tutto
«Dopo il taglio di oltre mezzo miliardo di euro operato dalla Finanziaria per il 2009, prosegue anche con la Legge Finanziaria per il 2010 [Legge 191/09, N.d.R.] il taglio ai fondi per il sociale erogati a Regioni e Comuni.
Il provvedimento in oggetto, innanzitutto, non prevede più alcun finanziamento (nel 2009 erano 100 milioni di euro) per il Piano Straordinario Servizi Socio-Educativi per la Prima Infanzia, che è stato decisivo per sviluppare l'offerta di asili nido in Italia. Dopo un gran parlare, dunque, di politiche per aiutare le famiglie, si interviene negativamente su uno dei pochi fondi in grado di agire efficacemente nel supporto a quelle famiglie dove entrambi i genitori lavorano.»
Leggi tutto
mercoledì 13 gennaio 2010
Inquinamento dighe lucane: depositata interrogazione a prima firma Elisabetta Zamparutti
Bolognetti: “E ora analisi ad ampio spettro sugli invasi lucani”.
Dichiarazione di Maurizio Bolognetti, Direzione Nazionale Radicali Italiani e Consigliere Associazione Coscioni
Nel piano regionale per la tutela dell’acqua, licenziato nel 2004 e disponibile sul portale dell’Arbea, le acque dolci degli invasi lucani vengono classificate nella categoria A3, trattasi, cioè, di acque scadenti. All’art. 80 del D.lgs 152/2006 possiamo leggere quanto segue: “Le acque superficiali, per essere utilizzate o destinate alla produzione di acqua potabile, sono classificate nelle categorie A1, A2 e A3 secondo le caratteristiche fisiche, chimiche e microbiologiche di cui alla Tabella 1/A dell’Allegato 2 alla parte terza del presente decreto”. Nel sopra citato articolo si afferma che le acque di categoria A3, che presentano caratteristiche fisiche, chimiche e microbiologiche qualitativamente inferiori ai valori limite imperativi della categoria A3, possono essere utilizzate, in via eccezionale, solo qualora siano sottoposte ad opportuno trattamento. Ciò detto, ci chiediamo in base a quali criteri il Direttore dell’Arpab Vincenzo Sigillito classifichi le acque degli invasi lucani nella categoria A2.
Premesso che ho parlato di inquinamento degli invasi e non della fase di potabilizzazione, che ci auguriamo possa essere efficace così come dichiarato da Marotta, riteniamo che, proprio in base alle analisi dell’Arpab, le acque della Camastra, del Pertusillo e di Montecotugno risultino essere di pessima qualità.
Ribadisco che sarebbe opportuno e urgente procedere all’effettuazione di analisi ad ampio spettro per poter verificare la presenza di altri agenti inquinanti, oltre ai già riscontrati Bario e Boro. Le analisi in oggetto dovrebbero essere effettuate da un laboratorio indipendente.
La presenza di bario negli invasi, in quantità fino ad 8 volte superiore ai limiti, potrebbe essere collegata alle estrazioni petrolifere, e visti i precedenti, e quanto combinato dall’Arpab sui monitoraggi nel vulture-melfese, non ci sentiamo di escludere che negli invasi possano esserci anche altri agenti chimici tossici, che allo stato dell’arte non risultano monitorati.
E’ noto che numerose falde acquifere lucane risultano contaminate da pericolosi agenti inquinanti.
Considerando le analisi Arpab e raffrontando le stesse alla tabella 21 del D.Lgs 152/2006, la qualità delle acque degli invasi lucani va rubricata alla voce “Impatto antropico elevato con caratteristiche idrochimiche scadenti”.
Mentre in Umbria si procede si procede ad arresti per l’inquinamento delle falde acquifere prodotto da allevamenti suini, in Basilicata le nostre denunce su Fenice, Tito e Val Basento si perdono nei corridoi delle Procure lucane. A che punto sono le indagini di Arminio su Fenice? Cosa sta facendo la Procura della Repubblica di Potenza su Tito e Fenice? E cosa fa la Procura di Matera sulla Val Basento?
Gioverà ribadire ai signori Sigillito e Santochirico che l’unico vero allarme, vista la situazione di devastazione ambientale in cui versa la nostra regione, è rappresentato dal loro permanere in sella a due importati poltrone. E’ davvero incredibile che, dopo i fatti di Tito e della Fenice(Inceneritore), lor signori non abbiano avvertito l’esigenza di rassegnare le dimissioni.
Al Ministro dell’Ambiente
Al Ministro della Salute
Premesso che
da articoli pubblicati sulla stampa lucana emerge una discordanza tra i dati relativi allo stato delle acque degli invasi della Camastra, del Pertusillo, di Montecotugno e Aip di Savoia di Lucania, dighe che, nella maggior parte dei casi, «offrono» acqua per scopi potabili; Maurizio Bolognetti dei Radicali lucani è venuto in possesso di alcuni dati sul monitoraggio delle acque a novembre 2009 da cui emergerebbe che analisi chimiche effettuate dall’Ufficio risorse idriche dell’Arpab documenterebbero una contaminazione da sostanze chimiche tossiche e un’abnorme presenza di coliformi fecali; per le acque della Camastra - invaso che serve la città di Potenza - emergerebbe un inquinamento da bario, boro e un superamento dei limiti consentiti dalla legge in riferimento ai cloruri; i composti di bario sono usati dalle industrie di gas e petrolio per fare fango perforante e il bario può avere effetti tossici sulla salute umana. Piccole quantità di bario solubile in acqua possono indurre in una persona difficoltà di respirazione, aumento della pressione sanguigna, variazione del ritmo cardiaco, irritazione dello stomaco, debolezza muscolare, cambiamenti nei riflessi nervosi, gonfiamento di cervello e fegato, danni a cuore e reni». Anche il boro può essere nocivo per la salute umana: può infettare stomaco, fegato, reni e cervello; per le acque dell’invaso di Montecotugno, la diga più grande d’Europa in terra battuta, utilizzate anche dalla Regione Puglia e destinate per il 40,4% ad usi potabili le analisi mostrano un inquinamento da bario e una presenza di coliformi totali 5 volte superiore ai limiti di legge; anche le acque del Pertusillo risultano contaminate dalla presenza di bario, così come la presa Aip di Savoia di Lucania. Anche in questo caso le analisi effettuate dall’Arpab mostrano una contaminazione da bario e un impressionante sforamento per ciò che concerne la presenza di coliformi fecali, coliformi totali e streptococchi fecali; secondo il Presidente dell’Arpab Vincenzo Sigillito, le indagini finora espletate, nonché quelle di novembre 2009, sono da considerarsi assolutamente perfette, rientranti cioé nel range di riferimento previsto dal decreto legislativo 152/2006; il Presidente dell’Arpab V. Sigillito conferma i dati di rilevamento resi noti da Bolognetti, ma precisa che i limiti fissati dalla legge non sono quelli evidenziati nella denuncia; l’Arpab però farebbe riferimento in materia di caratteristiche di qualità delle acque superficiali destinate alla produzione di acqua potabile (disciplinate dalla Tabella 1 del decreto legislativo 152 del 2006) alle tabelle 3 e 4 che nulla hanno a che vedere alle acque potabili; già nella vicenda dell’inceneritore Fenice, posta all’attenzione del Ministro con svariate interrogazioni, si era verificato l’utilizzo da parte delle autorità preposte ai controlli di un'unità di misura fuorviante: invece di usare i ppb (parti per bilione) si era fatto ricorso a ppm(parti per milione);
si chiede di sapere:
se i dati forniti dall’Arpab sono relativi ai parametri delle acque che scaricano sul suolo ed in fognatura o alle acque la cui destinazione è destinata per larga parte al consumo umano; quali provvedimenti intendano adottare per garantire analisi certe, ad ampio spettro e conoscibili dai cittadini in tempo reale; quale impiantistica di depurazione esiste negli invasi oggetto dell’interrogazione; quali provvedimenti intendano adottare per assicurare un’adeguata depurazione delle acque.
Elisabetta Zamparutti
Approfondimenti
Gazzetta del Mezzogiorno, 12 Gennaio
Invasi inquinati, indaghi la magistratura (Nuova del Sud, 13 gennaio)
Acque inquinate: preoccupazione e provocazione di Frammartino (Il Quotidiano, 13 gennaio)
Ambiente, Frammartino(PRC): Preoccupato per denuncia dei Radicali (Basilicatanet, 12 gennaio)
Per saperne di più clicca qui
Dichiarazione di Maurizio Bolognetti, Direzione Nazionale Radicali Italiani e Consigliere Associazione Coscioni
Nel piano regionale per la tutela dell’acqua, licenziato nel 2004 e disponibile sul portale dell’Arbea, le acque dolci degli invasi lucani vengono classificate nella categoria A3, trattasi, cioè, di acque scadenti. All’art. 80 del D.lgs 152/2006 possiamo leggere quanto segue: “Le acque superficiali, per essere utilizzate o destinate alla produzione di acqua potabile, sono classificate nelle categorie A1, A2 e A3 secondo le caratteristiche fisiche, chimiche e microbiologiche di cui alla Tabella 1/A dell’Allegato 2 alla parte terza del presente decreto”. Nel sopra citato articolo si afferma che le acque di categoria A3, che presentano caratteristiche fisiche, chimiche e microbiologiche qualitativamente inferiori ai valori limite imperativi della categoria A3, possono essere utilizzate, in via eccezionale, solo qualora siano sottoposte ad opportuno trattamento. Ciò detto, ci chiediamo in base a quali criteri il Direttore dell’Arpab Vincenzo Sigillito classifichi le acque degli invasi lucani nella categoria A2.
Premesso che ho parlato di inquinamento degli invasi e non della fase di potabilizzazione, che ci auguriamo possa essere efficace così come dichiarato da Marotta, riteniamo che, proprio in base alle analisi dell’Arpab, le acque della Camastra, del Pertusillo e di Montecotugno risultino essere di pessima qualità.
Ribadisco che sarebbe opportuno e urgente procedere all’effettuazione di analisi ad ampio spettro per poter verificare la presenza di altri agenti inquinanti, oltre ai già riscontrati Bario e Boro. Le analisi in oggetto dovrebbero essere effettuate da un laboratorio indipendente.
La presenza di bario negli invasi, in quantità fino ad 8 volte superiore ai limiti, potrebbe essere collegata alle estrazioni petrolifere, e visti i precedenti, e quanto combinato dall’Arpab sui monitoraggi nel vulture-melfese, non ci sentiamo di escludere che negli invasi possano esserci anche altri agenti chimici tossici, che allo stato dell’arte non risultano monitorati.
E’ noto che numerose falde acquifere lucane risultano contaminate da pericolosi agenti inquinanti.
Considerando le analisi Arpab e raffrontando le stesse alla tabella 21 del D.Lgs 152/2006, la qualità delle acque degli invasi lucani va rubricata alla voce “Impatto antropico elevato con caratteristiche idrochimiche scadenti”.
Mentre in Umbria si procede si procede ad arresti per l’inquinamento delle falde acquifere prodotto da allevamenti suini, in Basilicata le nostre denunce su Fenice, Tito e Val Basento si perdono nei corridoi delle Procure lucane. A che punto sono le indagini di Arminio su Fenice? Cosa sta facendo la Procura della Repubblica di Potenza su Tito e Fenice? E cosa fa la Procura di Matera sulla Val Basento?
Gioverà ribadire ai signori Sigillito e Santochirico che l’unico vero allarme, vista la situazione di devastazione ambientale in cui versa la nostra regione, è rappresentato dal loro permanere in sella a due importati poltrone. E’ davvero incredibile che, dopo i fatti di Tito e della Fenice(Inceneritore), lor signori non abbiano avvertito l’esigenza di rassegnare le dimissioni.
Al Ministro dell’Ambiente
Al Ministro della Salute
Premesso che
da articoli pubblicati sulla stampa lucana emerge una discordanza tra i dati relativi allo stato delle acque degli invasi della Camastra, del Pertusillo, di Montecotugno e Aip di Savoia di Lucania, dighe che, nella maggior parte dei casi, «offrono» acqua per scopi potabili; Maurizio Bolognetti dei Radicali lucani è venuto in possesso di alcuni dati sul monitoraggio delle acque a novembre 2009 da cui emergerebbe che analisi chimiche effettuate dall’Ufficio risorse idriche dell’Arpab documenterebbero una contaminazione da sostanze chimiche tossiche e un’abnorme presenza di coliformi fecali; per le acque della Camastra - invaso che serve la città di Potenza - emergerebbe un inquinamento da bario, boro e un superamento dei limiti consentiti dalla legge in riferimento ai cloruri; i composti di bario sono usati dalle industrie di gas e petrolio per fare fango perforante e il bario può avere effetti tossici sulla salute umana. Piccole quantità di bario solubile in acqua possono indurre in una persona difficoltà di respirazione, aumento della pressione sanguigna, variazione del ritmo cardiaco, irritazione dello stomaco, debolezza muscolare, cambiamenti nei riflessi nervosi, gonfiamento di cervello e fegato, danni a cuore e reni». Anche il boro può essere nocivo per la salute umana: può infettare stomaco, fegato, reni e cervello; per le acque dell’invaso di Montecotugno, la diga più grande d’Europa in terra battuta, utilizzate anche dalla Regione Puglia e destinate per il 40,4% ad usi potabili le analisi mostrano un inquinamento da bario e una presenza di coliformi totali 5 volte superiore ai limiti di legge; anche le acque del Pertusillo risultano contaminate dalla presenza di bario, così come la presa Aip di Savoia di Lucania. Anche in questo caso le analisi effettuate dall’Arpab mostrano una contaminazione da bario e un impressionante sforamento per ciò che concerne la presenza di coliformi fecali, coliformi totali e streptococchi fecali; secondo il Presidente dell’Arpab Vincenzo Sigillito, le indagini finora espletate, nonché quelle di novembre 2009, sono da considerarsi assolutamente perfette, rientranti cioé nel range di riferimento previsto dal decreto legislativo 152/2006; il Presidente dell’Arpab V. Sigillito conferma i dati di rilevamento resi noti da Bolognetti, ma precisa che i limiti fissati dalla legge non sono quelli evidenziati nella denuncia; l’Arpab però farebbe riferimento in materia di caratteristiche di qualità delle acque superficiali destinate alla produzione di acqua potabile (disciplinate dalla Tabella 1 del decreto legislativo 152 del 2006) alle tabelle 3 e 4 che nulla hanno a che vedere alle acque potabili; già nella vicenda dell’inceneritore Fenice, posta all’attenzione del Ministro con svariate interrogazioni, si era verificato l’utilizzo da parte delle autorità preposte ai controlli di un'unità di misura fuorviante: invece di usare i ppb (parti per bilione) si era fatto ricorso a ppm(parti per milione);
si chiede di sapere:
se i dati forniti dall’Arpab sono relativi ai parametri delle acque che scaricano sul suolo ed in fognatura o alle acque la cui destinazione è destinata per larga parte al consumo umano; quali provvedimenti intendano adottare per garantire analisi certe, ad ampio spettro e conoscibili dai cittadini in tempo reale; quale impiantistica di depurazione esiste negli invasi oggetto dell’interrogazione; quali provvedimenti intendano adottare per assicurare un’adeguata depurazione delle acque.
Elisabetta Zamparutti
Approfondimenti
Gazzetta del Mezzogiorno, 12 Gennaio
Invasi inquinati, indaghi la magistratura (Nuova del Sud, 13 gennaio)
Acque inquinate: preoccupazione e provocazione di Frammartino (Il Quotidiano, 13 gennaio)
Ambiente, Frammartino(PRC): Preoccupato per denuncia dei Radicali (Basilicatanet, 12 gennaio)
Per saperne di più clicca qui
giovedì 7 gennaio 2010
Inpdap:Liquidazione e pagamento delle prestazioni «TFS subito»

«Semplificazione procedure amministrative ai fini della liquidazione dei trattamenti di fineservizio (buonuscita ed indennità premio di servizio)»
«Unificazione modulistica»
Il piano industriale dell’Istituto per il 2010 contempla, tra gli altri, anche gliobiettivi del miglioramento della qualità del servizio offerto all’utenza, nonché quello delrecupero dell’efficienza con conseguente effetto positivo sugli equilibri economici e finanziari.Per dare attuazione a tale piano, è necessario stabilire modalità di semplificazionedelle procedure amministrative relative ai trattamenti di fine servizio, così da velocizzarnel’erogazione, attraverso l’utilizzo di strumenti informatici.In particolare, si reputa indispensabile prevedere un’ unica procedura di certificazionee comunicazione da parte delle amministrazioni o enti iscritti, valida sia ai fini pensionistici cheper i trattamenti di fine servizio, riducendo in tal modo gli adempimenti di queste ultime epermettendo, nel contempo, l’accelerazione delle operazioni di acquisizione, liquidazione epagamento delle prestazioni.TFS subito. In occasione della formulazione dei piani di intervento del piano industriale,è stato definito un nuovo servizio di erogazione, denominato “TFS subito”.Lo strumento che permetterà l’attivazione del “TFS subito” è la procedura già utilizzatadalle amministrazioni o enti iscritti per la certificazione dei servizi ai fini pensionistici.Tale procedura, attraverso il modello PA04, si articolerà nelle fasi di:trasmissione, da parte delle amministrazioni, dei dati anagrafici, giuridici ed economiciutili a liquidare sia la prestazione pensionistica che quella di fine servizio, sulla base del software fornito da questo Istituto;acquisizione dei predetti dati con caricamento degli stessi nel sistema informativodell’Istituto;liquidazione delle prestazioni.Tutte le informazioni necessarie alla liquidazione del trattamento di fine servizio delpersonale collocato a riposo a far data dal 1° marzo 2010, pertanto, dovranno esseretrasmesse, attraverso ilcitato modello, contestualmente ai dati relativi al trattamentopensionistico, almeno tre mesi prima della data della risoluzione del rapporto di lavoro.Si rammenta che, in virtù delle disposizioni impartite con le circolari n. 21 de 26/09/1996,n. 34 del 17/12/2003, n. 10 del 10/02/2004, n. 33 del 27/05/2004 le amministrazioni o enti iscrittialla ex cassa INADEL già da tempo utilizzano il modello PA04 per la trasmissione anche dei datiinerenti all’indennità premio di servizio.
Per saperne di più clicca qui
venerdì 25 dicembre 2009
Contratto Scuola: Aumento di 210 euro al mese, nel prossimo triennio
«La richiesta della Cgil Scuola a Brunetta» (da tuttoscuola)

Nel corso dell'incontro sulla riforma della Pubblica Amministrazione con il ministro Renato Brunetta, la Cgil ha presentato un documento nel quale vengono indicate le richieste salariali per il prossimo contratto.
Il sindacato chiede, tra l'altro, per i settori della conoscenza (scuola-università-ricerca-afam) un aumento medio delle retribuzioni, nel prossimo triennio, di circa 210 euro lordi mensili.
La somma richiesta corrisponde all'incremento degli stipendi pari al 9,3% che il sindacato ha calcolato partendo, però, dalla situazione retributiva al termine del biennio economico 2006-07 e ignorando il contratto del successivo biennio 2008-2009 che, come è noto, la Cgil-scuola non ha sottoscritto.
Il 9,3%, comunque, risulta così scomposto: il 7,3% che corrisponde alla distribuzione su tre anni degli aumenti ottenuti nel biennio economico 2006/2007 e che "deve rimanere il riferimento per la tutela del potere d'acquisto dei salari, il 2% è per la produttività e l'aumento dei carichi di lavoro".
Lo stesso principio vale per la richiesta aggiuntiva (9,3%) dei fondi destinati alla contrattazione integrativa per il miglioramento del offerta formativa.
Per saperne di più clicca qui

Nel corso dell'incontro sulla riforma della Pubblica Amministrazione con il ministro Renato Brunetta, la Cgil ha presentato un documento nel quale vengono indicate le richieste salariali per il prossimo contratto.Il sindacato chiede, tra l'altro, per i settori della conoscenza (scuola-università-ricerca-afam) un aumento medio delle retribuzioni, nel prossimo triennio, di circa 210 euro lordi mensili.
La somma richiesta corrisponde all'incremento degli stipendi pari al 9,3% che il sindacato ha calcolato partendo, però, dalla situazione retributiva al termine del biennio economico 2006-07 e ignorando il contratto del successivo biennio 2008-2009 che, come è noto, la Cgil-scuola non ha sottoscritto.
Il 9,3%, comunque, risulta così scomposto: il 7,3% che corrisponde alla distribuzione su tre anni degli aumenti ottenuti nel biennio economico 2006/2007 e che "deve rimanere il riferimento per la tutela del potere d'acquisto dei salari, il 2% è per la produttività e l'aumento dei carichi di lavoro".
Lo stesso principio vale per la richiesta aggiuntiva (9,3%) dei fondi destinati alla contrattazione integrativa per il miglioramento del offerta formativa.
Per saperne di più clicca qui
martedì 22 dicembre 2009
lunedì 21 dicembre 2009
Leonardo Donofrio: La Scuola Pubblica dei primi anni '50 a Melfi
«Liceo Scientifico Statale "Federico II di Svevia" di Melfi»
«Istituto tecnico commerciale G.Gasparini di Melfi»
«SCUOLA MEDIA MFERRARA - MELFI»
Il bacino di utenza , oltre a Melfi e frazioni, anche Rapolla, Barile, Rionero, Lavello, Venosa, Atella, San Fele, Forenza, Maschito, Montemilone, Ginestra, Ripacandida, Monteverde (Av), S. Andrea di Conza (Av).
«Istituto tecnico commerciale G.Gasparini di Melfi»
«SCUOLA MEDIA MFERRARA - MELFI»

Il bacino di utenza , oltre a Melfi e frazioni, anche Rapolla, Barile, Rionero, Lavello, Venosa, Atella, San Fele, Forenza, Maschito, Montemilone, Ginestra, Ripacandida, Monteverde (Av), S. Andrea di Conza (Av).
Iscriviti a:
Post (Atom)
